vi.

31/08/2008

gli alberi e il cuore, mentre settembre arriva.

ci Permettimi di parlare e per una volta starĂ² zittino.sono tanti alberi nel giro di testa tra agosto e settembre, gli alberi che ci si vorrebbe saltare sopra per stendersi su un ramo grande e piatto, gli alberi per appenderci le altalene e dondolare fino a che il mattino arrivi, gli alberi cui il vento rende più verdi le foglie, insieme al sole.

ci sono gli alberi che ci facevano ombra in un barbeqiù olandese e americano ieri, mentre alcuni facevano sfoggio della migliore voce arrugginita e graffiata dall'alcol, in un karaoke da salotto, mentre gli amburgher rosolavano cucinati dagli americani sorridenti.

niente alberi e niente ombra, il caldo che arriva dal sole davanti alla casa del jazz chiamata bimhuis, mentre giovanni parla della figlia che arriva e dei nomi che vuole darle, i nomi che gli hanno dato, e il pianoforte di bert van der brink ci allieta e le barchette girano per l'ij (che si legge ai). gli alberi che costeggiano l'oudestraat di utrecht mi hanno portato a ballare, quando belle and sebastian mettevano i dischi.

gli alberi fanno la carta per le mille sigerette al giorno, per i dodici fogli che non vedo l'ora di trasformare in quadri. gli alberi hanno fatto carta per tantissime lettere d'amore, solo gesù sa dove sono finite, e dove son finite le mani che le scrissero.
postato da: vinz alle 31/08/2008 15:39 | post linkato | commenti (5)
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23/08/2008

scendi da quel piedistallo, scemo.

ora che le stelle son cadute, lasciamo stare questi giorni di sole e fridrink, e direi di mettersi alle spalle la canoa e i giri in bici e tutti i barbecue e le feste e le note dei concerti di questi giorni di fine estate, che c'è tanto ancora da andare in giro. Vado a riempirmi di nuove storie, scendo da un palcoscenico immaginario  e vi faccio sapere.
postato da: vinz alle 23/08/2008 12:29 | post linkato | commenti (2)
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18/08/2008

Quando ci sono i festivalos

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Quando ci sono i festival ci sono tre giorni di esser su un altro pianeta, corri che c'è un concerto di qua, saltimortali a un metro di distanza, adrenalina che fugge furiosa dalle vene e salta al cervello, e ti senti drugato pure senza droghe. Quando ci sono i festival non ci si ferma, che quando c'e' chi non tiene lo si lascia a dormire.

Quando poi diobono sono appena tornato dal lowlands con annapaola et enrico et cri, ci siam sentiti tutti i gruppi meravigliosi come i sigur rós e gli hives (di nuovo!) e gli editors, i gogol bordello, i flaming lips...... e poi fango, casino, gente bella, salti, frizzi lazzi nani ballerine e chitarrine varie..

C'è tom che lo incontro che ha su una felpa di obama 08, è di utrecht ma ferma tutti dicendo vote for a change! e mettendo le dita a v e ogni cosa che dice ci scappa da ridere. Ci sono i drink e le monetine che se raccogli dieci bicchieri ti danno una monetina, e quindi ce le siamo guadagnate con la schiena piegata che neanche gli zappatori o i gabbiani in cerca di cibo,

The Flaming Lips Poi ai festival ti senti di sputare sentenze, e or ora mi sento di sputar sentenze perché... perché a sentire tutte queste band ti fai le orecchie e anche un poco le ossa, e distingui subito i gruppi fighetti che son là solo a farsi vedere o che rifanno le stesse cose dei franz ferdinand o dei supergrass, o quelle robe tanto joy division dei giorni de oggi. Per fortuna che c'è ellen allien.

Tanti gruppi energici come i black mountain, che ti perdi nei pensieri mentre agitano i capelli; iron and wine portano tutto su un piano diverso, finché arrivano i gogol bordello che i pensieri te li spazzan via tanto sono belli e sono energici e hanno uno spettacolo teatrale, tipo teatro di strada. Poi nella categoria degli inutili ci saltano a piedi pari gli editors e gli mgmt, nel girone dei pretenziosi ci vanno i gutter twins (oh, piacere, manuel, che diversi i festival in europa eh?), nel calderone delle boy band dei poveri sicuramente saltano i we are scientists, e poi ci sono le band enormi, splendide e meravigliose.

Grandiosi i flaming lips, che ballano con palloncini e stelle filanti i teletubbies e i megafoni e le luci ma soprattutto la musica da psichedelia avanzata, pura, libera la mente e tanta chitarra  elettrica. E anche divertente, nun fa mai male. I sigur rós sono i migliori del mondo, le note dilatate e serene, la neve che scende dai fari in cielo, e poi arrivano potenti cinque trombe e tromboni, cinque musicisti vestiti di bianco e un quartetto d'archi, saltellando dietro il cantante che si gira e ride a chiedersi che succede. E le scarpe bellissime delle violiniste dietro. Un concerto potente, chi se lo sarebbe aspettato da loro...

Toch nog magneetbar!Che favola questo festival, amici nuovi, fango, gruppi belli e robe da mangiare, musica favolosa, tante chiacchiere, rum e cola, un lasciapassare stampa che ci ha fatto andare dove volevamo,  che fighi questi tre giorni. bellissimo!! E poi abbiam dormito in un alberghetto a zwolle che è un paesino vicino al festival, una camera tranquilla e coi letti comodissimi e morbidi, cosi non potrà mai capitare un posto dove ho dormito con un nome più in giù nell'alfabeto...

E poi... e poi.... aaaaaa che favola!!
postato da: vinz alle 18/08/2008 18:24 | post linkato | commenti
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15/08/2008

si parte si parte il fango la pioggia ci aspetta si parte!!

s/t, ovvero i migliori.

O profughi d'Italia, a la ventura si va senza rimpianti né paura.
Sconosciuto, canzone anarchica (1904)

Concentrazione piena per tutti i momenti per stare attenti a soffiare via le nuvole. Arriva il lowlands, si parte. Arriverà anche la pioggerella e un kway in più serve sempre, andiamo andiamo.
postato da: vinz alle 15/08/2008 15:25 | post linkato | commenti (2)
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11/08/2008

dimmi, è un giorno perfetto

E prendere la bicicletta e caricarla su una barca velocissima, andare al mare. Sì sì andiamo al mare! No c'è un tempaccio lí fuori! Ma no guarda che quando in città il tempo è brutto poi al mare è splendido. Va bene tira fuori le forze prendi il costume, e allora si pedala, con la barba al vento e il vento sulla fronte a non far sentire il sole forte di agosto, avanti avanti pedala, dove son gli altri. Si saran nascosti dietro un cespuglio.

Patata fritta a colazione e poi a merenda, fermarsi per un caffè al castello e le mucche che pascolano placide mentre noi andiamo velocissimi e scampanellanti, ci inventiamo le storie e cantiamo le canzoni che sentiva sempre allu mari, sulla spiaggia nudista l'aquilone giallo vola su su a riempire il cuoricino ma attenzione a non guardare solo in alto che i gabbiani ci rubano il pranzo come rapaci, li cacciamo via con l'asciugamano come fossero vogon (mai andare senza l'asciugamano) e poi il lago ci aspetta con la sua acqua dolce, e allora bastano tre salti e salta zompa e salta e siamo di nuovo in acqua a fare i tuffi, cosa si può dire, è la giornata perfetta.
postato da: vinz alle 11/08/2008 01:16 | post linkato | commenti
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07/08/2008

vorrei i ramones in salotto, tutti vivi

e vorrei andare alle olimpiadi in cina e godermi lo smog, portare la torcia olimpica e fare i gestacci ai manifestanti che vanno a festeggiare per il tibet con le facce arrabbiate e la candelina sul balcone, vorrei sapere se davvero riesco ad andare al festival piú incredibile del mondo (e il secondo piú piovoso), oppure un altro giro sui canali con la barca, o dipingere e togliere i nugoli di nuvole soffiando forte in cielo.  Sarebbe poi bello provare le discipline olimpiche con i giornalisti del guardian. Vorrei farti capire un paio di cose, ma é come se houston abbiamo un problema, houston mi sentite?
postato da: vinz alle 07/08/2008 13:05 | post linkato | commenti
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02/08/2008

capodanno

CertoGiovani, abbronzati e occhialidasole muniti che c'è un certo gusto ad iniziare un nuovo lavoro di venerdì, ad un anno esatto da che era iniziato l'altro. Mi portano due caffè, mi fanno un po' le feste che tanto li conoscevo già tutti, ci arrivo in bici, e voilà. Così che c'era persino tempo per lavare le lenzuola sporche, finire un romanzo, svegliarsi tardi, riempire lo stendino, riparare la serratura, pensare ai nuovi quadri, offrire cene e birrette agli amici e dare la calce alla testa con delle veloci pedalate sulla mia azzurrissima bicicletta. Mi è rimasto ancora del  tempo e del limoncello per brindare alle cose che passano e vengono spazzate via da cenerentole con la scopa in mano. Domani pioverà, domani sarà bello, domani ci son gli amici, domani un po' chissenencula. Anche perché c'è una meravigliosa parata e tutta la città è in festa. E mò scusate che vado a fare un giro, dimenticatemi (chi fatto non l'ha ancora).
postato da: vinz alle 02/08/2008 00:10 | post linkato | commenti
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29/07/2008

the kingdom of heaven is in your hands

La sera del rientro ad amsterdam la mia casa è slenziosa, la strada pulita, c'è un caldo umido che mi lascia felice e appiccicoso. I vestiti nuovi li metto a posto e le foto nuove sarano stampate, mi accorgo che non mi mancava solo la bicicletta e la mia stanza verde, ma anche la sensazione dell'aria e della pelle pulita.

La sera che rientro ad amsterdam salgo subito su un tram e corro per le scale per una doccia. Il contrabbasso suona sempre le stesse canzoni a leidseplein in mezzo ai turisti, e noi ci troviamo tutti per perderci tra le stradine della chinatown a ridere e scherzare di chi queste cose nemmeno da lontano le vede. Ora uli riparte, brindiamo.

Ancora appiccicato al ritmo dei giorni e al ritmo di questa italia marcita che per me è ora sud, alle storie lasciate marcire nel silenzio e nei chiacchieristi da spritz, e i giorni dei riassunti agli amici, su va così, su va bene, su va freddo, e la mia vita è altrove. Appena arrivato in italia volevo già ripartire, e sono ripartito finalmente.
postato da: vinz alle 29/07/2008 13:13 | post linkato | commenti (3)
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24/07/2008

tutto per te

S'a mia voglia ardo, onde 'l pianto e lamento?
S'a mal mio grado, il lamentar che vale?

Francesco Petrarca, Rime

i fuochi al redentore, che brillano lontani oltre la giudecca, ballare la mattina fino all'alba guardandomi in giro sperando che arrivi, perché nella mia mente tu abiti lì. Scriverti quello che posso e scriverlo con nomi diversi, ma sapendo che sei tu. Il mare di muggia e il sole, finalmente qualche giorno di pace con la madre e con la sorella. Maaaaa. Che vuoi. Un caffè. Subito subito arrivo. Feste che poi si sta a urlare quanto sono scemo tutto il giorno dopo. Estorcerti un bacio con la forza, avere tutta la forza di conservarlo e di farne tesoro. Sono pronto ad aspettarti sempre ma non farmi aspettare troppo.
postato da: vinz alle 24/07/2008 17:45 | post linkato | commenti
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19/07/2008

la pigrizia come prima cosa,
una cartolina dall'italia


Qui il tempo è bello, è luglio pieno e si vedono le montagne dalla mia finestra. Il mercato di pordenone è cambiato tutto e i fruttivendoli sono lontani uno dall'altro e ora li devi andare a cercare. Ci sono ancora le ciliege, sulle bancarelle. Due amici hanno trovato casa insieme e ora si vede, che sono felici, li andrò a trovare e spero di ricordarmi. Qualche giorno si il sole ci vuole, gridare voglio un caffè e il caffè arriva, foto per il centro con enrico, venezia per il redentore, la pigrizia come prima cosa e la sudazza come seconda, il treno mi porta a casa diritto e subito lo spriz in centro, nessuna idea su cosa fare e come andrà, solo un gran sorriso (che è quello di pippo sulla maglietta).
postato da: vinz alle 19/07/2008 15:08 | post linkato | commenti (3)
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18/07/2008

e i giorni a guardare il cielo

Voglio mettere... un dito nel culo, al futuro
* G.F., op. cit.

Pigrizie di luglio, bicicletta, pioggia fuori e colori da dipingere.
Si torna in italia qualche giorno, un dito in culo al futuro*,
sole e mare e caldo e mammà che m' prepara u café.
postato da: vinz alle 18/07/2008 01:40 | post linkato | commenti
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17/07/2008

ti starò vicino più che posso

Tutto quello che alla luce della luna è semplice, è così complicato la mattina...
Bright Eyes, Lua

La mattina si firmano i contratti nuovi e si corre con la bicicletta blu sotto la pioggia e con cinque tele bianche sottobraccio, le persone sorridono e cantano e si coprono con teli di plastica trasparenti e colorati, si riparano sotto i tendoni dei caffè, il pane è caldo, tutti sono a lavoro e i turisti a passeggio anche se il tempo sembra di ottobre. E io ho finito di lavorare ieri, oh, e corro.

La sera dovrei scriverti una lettera e invece torniamo a casa insieme dopo la serata ridarola, che ci volevano cacciare e siamo invece rimasti. E siamo rimasti scemi come ci hanno fatto, solo più brilli, in mezzo alle facce piene di sonno e tristi e sole, ma non il sole che abbiamo in corpo e non le sole che tutti cercano di rifilarci, ma il sole proprio quello che scompare la sera lasciando via libera alle idee e agli ormoni, anche. Quelli che mi avevano fottuto qualche tempo fa.
postato da: vinz alle 17/07/2008 12:35 | post linkato | commenti
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07/07/2008

se mi stringessi forte che cosa ne verrebbe fuori.

E se mi stringessi forte che cosa ne verrebbe fuori.

Ora si spiegano un sacco di cose. quando mi hanno detto 'guarda che la torta te ne sei fatta fuori mezza'. Ora si spiegano un sacco di cose. Tipo, non mi ricordo di esser sceso dalla barca. Tipo, del diluvio universale non mi sono manco accorto. E ora basta, a lavoro. e trovare un lavoro serio.

Ne uscirebbe qualche goccia di veleno, quelle che restano ancora dopo la tempesta.
Ne uscirebbero miliardi di vite che aspettavano te per farsi vive
insieme, le regole infrante prima insieme poi da soli, e varie altre.
postato da: vinz alle 07/07/2008 11:35 | post linkato | commenti (1)
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02/07/2008

waterboarders
(torturatemi torturatemi mettetemi sottacqua)

Certo, che me ne sono andato via che non si era ancora pronti, oppure che il vento girava in quella direzione, perfetta, con il vento a favore. Come ora. Soffia soffia e poi soffia ancora. Ti finisca il respiro.

I posers sono tanti e perfetti, nella terra d'olanda. Si agitano sulla collina del concerto (che poi è un argine in realtà) e ti fanno venir voglia di buttarli di sotto.

I radiohead suonano e noi siamo tutti sulla collina tra amici a finire le birre e le scorte verdi, nelle giornate luminose, contorte, incazzatissime dell'inizio di luglio.
postato da: vinz alle 02/07/2008 16:43 | post linkato | commenti
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11/06/2008

le diverse stanze e i diversi angoli di quella stanza che è un giorno che gioca con le ore e il suono delle consonanti

Alle tre e mezza del pomeriggio scatta il sonno, come una siesta ritemprante richiesta dal corpo e subito accontentata, scaldata dal sole che in questi giorni è stato più presente che mai e ha scaldato a colorato la pelle, facendo capire che da una parte ci sono le scelte, dall'altra la vita, in un altro angolo il lavoro. Le sei e mezzo del mattino se mi sveglio in tempo è l'orario della doccia, la pulizia dopo il dormire, l'acqua sulla testa, il sapone a lavare via tutto e il pensiero del giorno che arriva, e che deve iniziare pulito. Le sette alla sera, l'ora della birretta davanti alla partita del portogallo sempre in mente, una birra offerta dalla casa al vondeltuin dalla barista che vuole sollevare il peso della partita di lunedì, alle dieci e mezza che era poco fa si ascolta ivan graziani e il suo fuoco sulla collina, che qui colline non ce n'è, alle otto un burrito da karen e anche il bis perché seppure lei sia inglese ha cucinato bene, e solo dodici ore prima andavo a lavorare dopo il mio caffè (il cui effetto è durato solo quattro ore lasciando spazio alla pigrizia più pura e pelandrona), il fresco della sera con la bicicletta nuova alle dieci della sera, e sembra stupido andare a dormire quando la giornata ha avuto tutto questo.
postato da: vinz alle 11/06/2008 23:06 | post linkato | commenti (1)
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10/06/2008

bestemmie + gintonic + sole = festino

Alle fotograafsette e mezzo della sera c'è ancora tanto sole che batte sulle nostre teste, questo baretto in fondo al parco è semplicemente meraviglioso, karen e laura ridono al mio tavolo e joe si avventura in mezzo alle maglie arancioni per ordinare altri quattro gin e tonic, per continuare gli otto bicchieri vuoti ormai caldi a questo bel sole di una sera di giugno. Siamo al parco e la partita della francia ce la vediamo con un bel carico che ci fa parlare uno a ridosso delle parole dell'altro, con le felpe sulla testa a mó di turbante, mentre lo spiazzo diventa sempre piu arancione man mano che i minuti vanno avanti. La testa storna dice dai vado vado che devo trovare gli altri, e allora via sulla bicicletta nuova, per arrivare ad abbracciarci forte anche quando tutti sono arancioni, bestemmiare tantissimo e in modo articolato in mezzo alle grida di holland! holland!, un sorriso tiratissimo del tipo porcatroia ma proprio ora e proprio qui, ma la città è tutta un festone e un trillare di campanelli e clacson e ci sono gli amici, le stelle e la luna sono ancora in cielo e figurati se ci facciamo metter sotto cosi da una partitella e allora ne beviamo un altro, e la mattina è tutto pulito e via.
postato da: vinz alle 10/06/2008 12:44 | post linkato | commenti (2)
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07/06/2008

all'undicesimo piano prima di andare pedalazzando

PocheElevator // Static Club 11 Amsterdam parole per iniziare il fine settimana, che con tante parole era iniziato facendo sfracelli, ci vediamo lì al mediamatic che la festa sarà bella, andiamo a vedere il burlesque con le tette al vento e i pendagli sulle zizze delle ballerine al clabéit *, e poi come no, i telefoni diventano irraggiungibili e non ci si trova più, che al clabiléven** attaccano i bassi e i battiti che entrano nello stomaco come un pugno simpatico e va bene anche che la festa vada così, che c'è spazio per ballare e anche per ballare, intendendo l'anca ovvero l'osso del bacino (saltino, pinguino), che il clabiléven lo buttano giù tra nemmeno un mese e a tutti mancherà tanto che le nostre sudatazze ce le siamo fatte fino alle sei di mattina e al piano terra ci sono tutti i disegni e i graffiti splendidi e al tavolo ho detto tutte le mie intenzioni ora andate al vento dopo aver sbattuto contro un muro, che ci ho fatto le foto con gli amici e ho sognato la città dall'alto dell'undicesimo piano, agitando i pugni roteando e via, here today gone tomorrow, ma chi se ne fotte ne troveremo un altro di posto- avanti avanti bicicletta nuova oggi si compra lo spray perché l'ho comprata da un junkie e quindi la si deve camuffà. evviva tutti ed evviva il weekend che toglie la ruggine della settimana e la differenza con la latitudine e l'abitudine ritrovata di qualche giorno fa, diventi tutto argento vivo e faccia venire la febbre a chi si gira dall'altra parte e anche a chi sta vicino abbastanza per sentire il calore di una persona quando è viva. E bon, buon fine settimana, iniziano gli europei e sul giornale hanno definito gli italiani sporchi e imbroglioni, e allora a questi simpaticissimi olandesi spero proprio che la nazionale gli rifaccia il buchetto dell'ano.

*club 8; ** club 11, per i non inglesablanti come noi in stacazz' di terra olandese costruita sull'acqua
postato da: vinz alle 07/06/2008 13:43 | post linkato | commenti (2)
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03/06/2008

tutto stride ma sembra musica

Il sorriso appare in un treno, guardando una donna in treno dalla maglia arancione, perché so che lei mi accompagna nel viaggio che mi porta a te. Il sorriso risplende ancora dal parco rotondo, dalla pensilina del treno sotterraneo, dai giocatori artistici che gridano hamelin ! hamelin ! contro i topi, i nervi che si agitano ancora sulla bocca per essere state così vicine, così vicine dal dire la cosa più importante, e dal cantare singing in the rain e riuscivano solo a fare flip verso il muro accanto. Il sorriso rimane per celle sebaste, un nome che mi è rimasto in mente per una piccola fascina di legna che veniva portata lì, e per i cornetti da majer, per un sasso, per i fili d'erba che ho intrecciato vicino al lago mentre tu spezzavi tutti gli altri fili, per uno spazzolino dimenticato a casa tua, per le sigarette del bellino e la sua insistenza a dire che devo andare a ibiza, per la birra in piazza, per la burida, per i miei progetti, per il tuo vestito a fiori, per il tuo sorriso...
postato da: vinz alle 03/06/2008 13:00 | post linkato | commenti (1)
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24/05/2008

nella testa il miele,

Ci Primavera che giochi a fare.portiamo in giro per queste strade sotto le finestre dei palazzi marròn, cartoni di sangria da finire. Ce le vorremmo mangiare tutte queste stelle in cielo, e invece ce le guardiamo dal basso. Una maglietta nuova con una capadimorto grande, qualche nera fune in giro, un regalo per la sorella, una giacca nuova (così nuova da essere usata) presa a six iuros al mercato per il prossimo colloquio, ché si considera anche l'ipotesi di trovare un lavoro nuovo qui visto che di seguire qualcuno non si vedono le premesse, ma il lavoro coi giappo non lo voglio ma tanto vale vedere quanto offrono, e lucette per le strade, luci lontane, droghette varie offerte alla mattina e teneramente rifiutate, e poi son stato in piedi tutta notte per vedere novecento di bertolucci che da solo vale il biglietto (della giornata).
postato da: vinz alle 24/05/2008 11:02 | post linkato | commenti (1)
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15/05/2008

il filo e il buchetto (parte 2)

Quelle quattro lattine di birra le abbiamo scolate d'un sorso, una birra quasi analcolica che bevevamo per il suo nome strano, il suo nome con le y le z e le k, il braccialetto grattava il polso, i suoni arrivavano solo da lontano quella mattina, la tenda stava su, il sole già era alto in cielo. Faceva caldo, fuori e dentro la tenda. La chitarra era al sicuro, sarebbe stata picchiata solo dopo. Gli occhi tuoi che ridono. E prima c'è da riposare e lasciare che gli occhi siano inondati dal ridere, dal sorriso che è sempre il tuo, dalla speranza del giorno.

Ci sono volte, poi, che vorresti che il tempo fosse come lo zucchero filato che tieni in mano con un bastoncino ed è morbido, e ci affondi tutto il viso dentro per sentire quanto è morbido, e al viso ti fa il solletico. Che poi, a scegliere i momenti, si fa la figura dei nostalgici che il presente lo tengono in tasca, ci giocano qualche minuto come i bambini, e bum. E invece no. No proprio non è così.

Quando poi vai via e ti scontri con gli occhi di vetro, fa strano. Stamattina ho incontrato un matto sul tram, ci siamo messi a ridere fino alle lacrime. Aveva uno sguardo molto attento verso gli occhi dei pendolari, delle persone spente nelle auto accanto cui passavamo nel nostro tram. È stata la conversazione più intelligente di tutta la giornata. Era muto, ma nemmeno io parlo l'olandese.

i LAMPIONI RIMANGONO ACCESI TUTTO IL GIORNO, ANCHE CON LA LUCE D'ESTATE. I kebab non chiudono quasi mai, i coffeeshop non hanno un minuto di tregua, nel centro. Le luci pubblicizzano qualsiasi cosa, la birra è buona, la musica abbondante. La passione è nelle parole.

Ero tornato da lisbona qualche vita fa. Ma prima che passasse ci eravamo seduti...
postato da: vinz alle 15/05/2008 18:48 | post linkato | commenti (1)
categorie: happy people, il filo e il buchetto
15/05/2008

il filo e il buchetto.

Ci sono giornate di quelle in cui ti va di chiamare gli amici lontani e sentire come stanno, dire cazzate, riprendere il filo come si fa quando la tua maglia preferita ha un buchetto.

Un giorno che in altri luoghi era d'estate, avevo iniziato a scherzare con te. Quel giorno erano passati pochi giorni dalla mia partenza, relativamente, e fuori splendeva il sole ed era una giornata brillante, La tua voce era scheggiata, e io pensavo alla chiesa scura davanti alla finestra. Ero grato a tutti i santi del cielo per poterti parlare, e poco dopo avrei staccato tutti i santi del cielo incluso il loro capo, e avrei staccato il cielo da lassù in alto.

Eravamo alla mensa delle suore quel giorno, su quella terrazza che si affaccia sul fiume. C'erano gli uccellini che zampettavano sul tavolo affianco, era il giorno degli attentati in spagna, e da allora sono passati tanti anni. Da allora ci siamo visti poi due volte, e tutte e due le volte ci conoscevamo meglio ed eravamo persone nuove, più spaesate, più felici di essere al mondo. È la seconda volta, quando ho mangiato il felafel per la prima volta, che ho capito che ti avrei rivista.

Stavamo ridendo e il sole era supremamente nascosto, e c'era molta acqua davanti a noi, un'intera distesa che una volta all'anno si riempie di barche per il redentore. Finalmente si realizzava tutto, e davanti avevamo quanto di più diverso esiste da ciò che immaginavamo, le onde dell'acqua invece degli alberi. Dietro di noi stavano passando i turisti quelli floridi e rotondetti dalla pelle arrossata dal primo sole, e davanti a noi la sorpresa,

Tu avevi una grossa macchina fotografica a tracolla, e mi avevi appena detto "chiudi quella boccaccia di merda", con la tua abituale diplomazia. È quello che faremo tutti un giorno. Sì, un giorno, ma io voglio aspettare ancora prima di chiuderla.
postato da: vinz alle 15/05/2008 11:12 | post linkato |