on the road! hungary!
(ovvero: un'altra bandierina sulla mappa)
Miei
adorati lettori, sapete che quando parto per un po' di tempo poi torno e scrivo cose meravigliose e ispirate. Quindi preparatevi a leggere il più bel post di viaggio e il più bel post in assoluto che la vostra memoria ricordi. E non perché abbiate la memoria corta, miei intelligentissimi affezionati, ma perché è così. Ecco, ora inizio.
C'è un'isola in mezzo al danubio dove c'è un festival con mille gruppi bellissimi, dove si vive in tenda e si beve tanta birra che costa poco, dove ci sono i bagni ultrasporchi, si mangiano cose indigeribili, si balla fino al mattino e si ride molto. Il festival si chiama sziget.
Ci arriviamo dopo molte ore di viaggio estenuante, birra, gente che urla, tutti ammassati in una corrierina dove nessuno dorme e non c'è spazio per le gambe. Sembrerebbe di essere in viaggio in una di quelle carcasse che vanno per mare, se non fosse che non siamo in mare (e che il mare non ha buche come l'asfalto ungherese, eh).
Mettiamo
le tende curiosamente in cerchio. A triangolo. Gli eroi di questa vicenda sono vinz (che ben conoscete), la pornomorosa, la sorelladellapm, max e mr. e. Vi basti sapere che siamo in cinque e tutto il resto viene di conseguenza. Anzi, ci sono altre, tante, migliaia di persone. Ci sono molti ladri - altroché - che girano per le tende durante la notte. Ci sono gli ska-p che aprono le danze, non li ho mai sentiti dal vivo e voglio vedere se fanno muovere le braccia e i sederi come nei locali quando si suona una loro canzone. Si muovono tutti, con gli urli e i salti e i proclami dall'alto del palco, si balla molto.
In tutte le giornate si mangiano cose pesantissime e assurde (cari miei l'ungheria è bella ma impegnativa), poi ci sono i morcheeba che fanno dormire e sean paul che fa schifo. Ma dall'altra parte, in uno dei mille palchi dell'isola, c'è youssou n'dour e tutto va bene, si beve ancora, si vede per la prima volta il dalmat - localino all'aperto dove tutti ballano sulle panche, sempre. Sempre vuol dire che c'è gente che balla ancora alle nove di mattino.
Parentesi sugli itagliani. Mia madre dice che ho torto, ma ora dopo questi giorni posso urlarlo: è curioso ma gli italiani all'estero sono le persone più arroganti, ignoranti e cafone che potete incontrare. Uno di loro (di noi, eh) è stato arrestato ancora prima di arrivare, ché rubava in una stazione di servizio ungherese. Un'altra del mio gruppo è finita in overdose il primo giorno. E gli altri a urlare e mangiare trip dalla mattina - beati loro, direte voi. Pessimi, comunque.
Ma
torniamo alle cose felici poiché ce ne sono tante e varie. La musica è una cosa che fa incontrare tante persone - anche l'alcool, forse - e la musica che c'è allo sziget è meravigliosa e viene da tutti i posti del mondo. Se non ti piace una musica basta che fai tre metri e sei in un ambiente totalmente diverso. Questa musica mette allegria. Come i wailers che suonano e appena iniziano esce il sole.
Ce ne andiamo al supermercato in città,a fare la spesa e vedere qualcosa di budapest, e non si capisce quale sia il numero della lattuga per la bilancia, e perdiamo tre quarti d'ora a chiedere a tutti e ridere come pazzi. E tanti concerti bellissimi, e venerdì è la giornata francese: ci sono i louise attaque (se non li conoscete, conoscèteli) meravigliosi con tutti i francesi che ballano e strepitano sotto il main stage. Con i les hurlements d'leo c'è grossa energia.
E
in giro, in giro ancora, con una susa verdolina che fa vedere delle cose pazze e incredibili e tutto è bello e allegro. Tutto si trasforma in un'enorme sagra paesana dov'è tutto colorato. Poi tanto amore, incazzature, gelosie eccetera. L'isola è bellissima. Tante tante persone con cui si incrocia lo sguardo, birra che non ubriaca e becherovka che invece sì, ci uccide. E mille sigarette ogni ora. Le persone sono sorridenti, sporche di fango e polvere. Poi ci sono quelli altissimi e quelli che non hanno niente da fare, quelli che saltano e urlano tutto il giorno e quelli che stanno distesi, i fans e le famigliole, i metallari cattivi cattivi e gl hippies innocui.
E
poi sabato andiamo a budapest, che dobbiamo vedere il danubio blu che invece è verde grigio, il quartiere turistico nella zona bassa, il villaggio dei pescatori e il mátyástemplom, camminare lungo le strade di questa città bella (non meravigliosa, perché di meravigliosa c'è solo lisbona) e il ponte, la biblioteca, bere una birra. Bellissimo, mangiamo carne con le mele e ananas ad un baracchino sul ponte. E poi, i korn.
I korn. Devastanti. Poi è saltato qualcosa e sembravano quattro pupazzetti che si agitano tanto per niente. Erano dei mostri che non riescono a fare uno spettacolo decente, era come se si vedesse che è solo uno spettacolo di burattini messo su apposta per i metallari più creduloni. Come se si vedessero le strutture del baraccone, che il re fosse nudo. Insomma, era una merda. La voce non si sentiva e il basso friggeva. Ma si ride lo stesso: tutto è bellissimo, tutto è bellissimo.
E ridiamo camminiamo la principessa e io per mano, vogliamo bere ancora. Un'altra palinka. E mangiare una palacsinta, che è una frittella frittissima che ti fa stare male per giorni. A me no, a voi sì. Giochiamo a calcetto guardiamo la gente torniamo al nostro dalmat, il chiosco delirante vicino alle nostre tende. Love is the answer. La mattina un caffè e il peso dei giorni si fa sentire, e tanto, dopo tanta polvere e così tanto rumore. È l'inferno, ma è un inferno bellissimo.
La mattina, dopo il caffè, si va a budapest, perché in questa vacanza ci vuole una passeggiatina romantica per vedere tutta la città. E davvero la vediamo tutta: palazzi meravigliosi dal nome impronunciabile, la sinagoga, viale andrássy e l'opera, la attedrale bellissima di szt. istván, le terme, lo zoo. Mangiamo un pranzo regale -un hotdog al microonde, puah- e ci sediamo felici e stanchi morti, anche perché ci siamo persi con gli autobus. Ma io dico: siamo passati sotto il danubio con la metropolitana! Che bello!
Comunque
, dopo la città si ritorna all'isola, dove c'è altra musica e altro tutto, ladies e gentlemen. L'isola mette allegria, la gente che c'è qui di sicuro non è così sorridente e felice nella vita di tutti i giorni. Che ne so quando torna da lavoro, per dire. Questa banalità mi è venuta fuori mentre fotografavo le persone sparse, prendetela per com'è uscita.
Ci sono i franz ferdinand ed è pieno di gente, loro sono bravi, un po' acerbi dal vivo ma coinvolgenti, di quelli che riescono a tenere vivo lo spettacolo anche con poco. Tutti ballano. Finisce. Andiamo nella zona dj, dove c'è timo maas e tutta un'altra musica, si balla come i pazzi, beviamo becherovka e calciamo il bicchiere sull pista dopo aver bevuto lo shot, ci sono i laser verdi e migliaia di persone che ballano. Meraviglia.
La mattina, la principessa parte, che schifo. Com'è dolce la principessa. Com'è bella la principessa.
Ci
riprendiamo verso le tre di pomeriggio: la serata è stata pesante e ne risentiamo un bel po'. Quindi la colazione dev'essere nutriente, e io e mr.e ce ne andiamo dietro il main stage a mangiarci una bella brioche calda e croccante col cioccolato, un milkshake alla banana e mezzo litro di latte e cacao, che facca il suo lavoro. E tutto costa pochissimo. E pioviggina ed il cielo è grigio. Ma la sera c'è nick cave con i bad seeds, e lui è magnetico e bravo, e il concerto sembra non finisca mai. Ma, cazzo, finisce, e allora a tirarci su di morale ci pensa yann tiersen che suona dietro la collina.
Da nick cave a yann tiersen a tiga, con il suo dj-set nel tendone bianco. Si balla ci si muove fino alla fine delle forze, ci offrono delle paste - no grazie - una tipa vestita di rosso ci prova continuamente (ma con garbo devo dire) - no prego - Poi basta no e andiamo a dormire.
Di nuovo milkshake alla banana, lattecacao e brioscina la mattina, al tejbar che mi ricorda il tejo bar di lisbona. La colazione da campioni. Scatto molte foto in giro, foto bellissime. Sono ultrasporco, una doccia in dieci giorni, ho il sale addosso e molti strati di polvere e fango. Quindi compro un rompicapo, un cubo complicatissimo. Un borsello nuovo. Una maglietta. Arrivano gli hives. Vaffanculo li devo sentire per forza.
Sono
bellissimi da vedere tutti vestiti di bianco e con gli amplificatori bianchi, e come saltano poi, come sanno tenere il pubblico. Lui salta incita urla come un pazzo. Buon vecchio garage rock. Niente di nuovo ma davvero belli. Bravi, precisi, ironici, e sporchi al punto giusto. Rock'n'roll come piace a me. E d'altronde la moda è questa.
Mangiamo. C'è khaled ma no per favore, ci sono i good charlotte che sono il gruppo più patetico sulla faccia del pianeta (sotto il palco un tappeto di migliaia di ragazzine vestite come avril lavigne), no no grazie. Ci sono i dreadzone piuttosto, che abbiamo proprio bisogno di un buon dub reggae, per assorbire il kebab che serviva ad assorbire la susa.
Il pubblico adora questi dreadzone, maledizione. Vogliamo dub e balliamo il dub. Finiamo il tutto urlando sziget! e brown sugar! ubriachi in giro per l'isola, e al nostro bar preferito, dove una mi dice "hai degli occhi bellissimi", tutti ballano sulle panche, è un posto bellissimo, .
Ultimo
giorno, sveglia alle sei. Visto che il nostro viaggio è organizzato male (da cani, direi), disfiamo la tenda sotto la pioggia. Passa un parigino che ride tanto e dice le due parole in inglese che sa, e mi aiuta a piegare la tenda (o meglio a buttarla alla rinfusa nel sacco).
I francesi sono lì ancora a ballare dopo tutta la notte, alle dieci del mattino, senza passare dal via. Noi restiamo ammassati per ore sotto il diluvio universale in attesa - per sei ore - che arrivi la corriera. Zeppi d'acqua e fango, aspettiamo di ritornare. Apro la porta di casa alle sei del mattino, oggi, il che fa ventiquattro ore tonde tonde.
Che bello. Un paradiso di fango e musica e droghine varie. Che bello. Durante il viaggio ho fumato molte sigarette. Una la fumerò sul terrazzo di casa mia tra poco, e allora il viaggio sarà davvero concluso.

(fotografie)
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