Un viaggio imprevisto
martedì, 18 maggio 2004
Decido in un momento di salpare: vado in Piemonte ed attraverso tutto il nord dell'Italia con la sua pianura padana, tra i campi, le fabbrichette, le aziende.
Parto presto alle sei di mattina, il suono del treno mi culla e la voce dello speaker mi sveglia con il suo Gentile clientela. Non sono una clientela, torno a dormire. Torno a dormire.
Vado dai miei amici monaci a Bose, mi rammentano che un posto per me c'è sempre, basta adattarsi in tenda.
Non vedo l'ora di abbracciare Marco, e Lino, e Antonella e Ludwig e Luciano e Michele, e tutti. Sembra che Luci non venga, ma não faz mal, l’ho avvisata tardi. Peccato, però.
Milano è un intreccio di macchine e uomini macchine. Milano non è la verità, Milano con il sole. Compro Le città Invisibili, era molto che volevo leggerlo. Ancora treno, Santhià è una corsa, Biella è un ricordo nelle strade, ogni strada ha una parola da dirmi.
Domande vecchie, che non mi interrogano più da tempo. Nota felice: tra le bandiere nella piazza della stazione ce n’è una rossa e verde che mi sorride e chiama lo sguardo.
In treno, in corriera non posso leggere: vengo rapito dalle parole, dalle storie e dalle chiacchiere delle donne che mi rubano l’attenzione. Sono avido di parole, forse è per questo che sono di nuovo in viaggio.
Arrivo. Mi accolgono come si accolgono gli amici, sono felice di essere qui, anche se il viaggio lungo aiuta solo a voler esagerare, a fare una fatica atroce per trovare le parole, dopo due anni che non passo da qui.
Segno il territorio come i cani, allora, cammino nei prati attorno al monastero: una piccola valle silenziosa nei colli tra Ivrea e Biella. Molto silenziosa, ho un po’ di timore.
Insomma cammino cercando di ritrovare i luoghi che conosco bene, gli angoli e gli alberi, la chiesa romanica in fondo, la fontana piccola.
Subito la prima lectio divina: “Le pecore non sono definite dal recinto, ma dal fatto che riconoscono la voce del pastore. Ed è un pastore che va avanti rispetto al gregge, un pastore che dà la vita per le pecore. Dio non cerca le opere degli uomini, ma gli uomini stessi – e basta.”
Mi assale il sonno, ma c’è la preghiera cantata della sera. Cantata come sempre. Una cena e cala il buio, si va a riposare.
mercoledì, 19 maggio 2004
Mi sveglio e mi aspetta una marmellata di arance come solo i monaci qui sanno fare. Aiuto ad asciugare i piatti. Il silenzio è totale, devastante.
Salgo in paese a prendere il giornale ed il dentifricio che avevo dimenticato. Si sente solo il rumore del vento, il paese è per metà abbandonato. Il sole scalda. Oltre la collina c’è il paese. Ma da questa parte c’è la comunità. La sveglia è alle cinque e mezza.
Arrivo qui nel momento più chiuso, in cui sono disposto a far nascere pochi rami verdi. Allo stesso tempo sto tagliando quelli secchi. Ma ci sono alcuni ricordi rami che portano ricordi, e sono fatti di cemento.
Non tutti colorati, alcuni ancora grezzi come dopo la colata. Gli altri sono meravigliosi, e soprattutto sono in frutto. Il pranzo è il silenzio, al tavolo ci sono cinque monaci e quattro civili. Ricordo la prima volta che sono venuto qui, sono passati anni.
C'è lo stesso silenzio d'allora, ed in questa pace non c'è un eremo ma una comunità di amici accoglienti. Dopo pranzo mi sento sazio, racconto a fratel Giovanni gli ultimi mesi. non ricordo se l'ultima volta che ero qui erano uno o due anni. Ci sarà un miliardo di margherite.
Preghiera e cena e meditazione. Soddisfazione.
Michele è un monaco che viene da Genova, per rilassarsi la sera bagna la strada dell'orto piano, lentamente, devagarinho. Mi chiama ad andare con lui, riassumiamo anni in poche parole e giorni in pochi minuti, prima che cali il buio ed andiamo a dormire.
Ad un certo punto non sono più da solo in tenda, ora c'è anche Johannesche parla un italiano forse stentato, ma sempre con la parola giusta ogni volta che la cerca. Al contrario di me che ormai ho dimenticato il tedesco. Poi dice "Troppo stanco per parlare italiano". Ti credo, arrivato direttamente da Berlino ai colli del Piemonte. Chiede scusa per avermi svegliato, non ti preoccupare, sono le dieci di sera.
Nel silenzio e nell'insonnia della notte mi vengono in mente le date che per me sono importanti, canzoni che credevo dimenticate, l'odore della libreria qui e quello della casa di mia nonna.
giovedì, 20 maggio 2004
La mattina c'è un silenzio che mette a nudo, fa venire voglia di ridere. Oggi arrivano gli svizzeri e la lectio sarà in francese. Anche i monaci urlano e si arrabbiano, ad onor del vero. Non so se sia per colpa degli svizzeri, ma non è importante, sarà l'aria elettrica. l'elettricità dell'aria. Lino mi dice "Non parti, tu ti fermi in comunità. Anche Gesù ha chiamato così i discepoli, e loro e noi monaci abbiamo le stesse paure e passioni e forza".Ci
sono due articoli di Enzo (Bianchi, priore e fondatore di Bose, arrivato qui nel 1965 e rimasto da solo per tre anni) appesi al muro. Ora c'è l'ospitalità con la libreria, e fratel Lino e fratel Marco che sono lì seduti ad aspettare le persone che arrivano, c'è la chiesa nuova e la comunità, con la sua bella fontanina nel mezzo e le stanze, ma stanno costruendo ancora.
Finalmente parlo con Lino, mi dice sono felice che tu sia qui, Il monastero cambia ogni giorno, oggi sono arrivate delle comitive ed è tutto un correre di bambini, domande insulse di vecchi, parole al vento e parole che resteranno.
Dopo la messa c'è un buon pranzo abbondante, e dal cielo arriva un budino al cioccolato perfetto. Il budino mi stende. La fila per il caffè è enorme, sembrano le poste. Niente caffè. Senza caffè Vinz sviene. Dopo c'è Johannes in meditazione, silenzio, gli svizzeri chiusi in una stanza, fratel Lino che mi chiede gentilmente di togliere l'orecchino, un cielo azzurro da illustrazione da favola, i grilli, un sottile vento.
C'è la cena, poi scende la notte e e parliamo. Il cielo si fa nuvoloso, sono sulla via di fumare meno e di smettere di mangiarmi le unghie. Forse anche sulla via di essere sereno, ma è troppo facile qui.
venerdì, 21 maggio 2004
Mi accompagni alla Rotunda
con una scusa qualunque
per uno scambio di sguardo
mi prendi la mano
mi porti mia dolce
nel segno di questa notte
E mi svegliano i tuoni, al buio.
Ogni volta che ci penso
mi sembra più irreale
dei draghi e le fate
ma ancora una volta
succede, dolce.
Più reale. Chissà che
un giorno, se un giorno.
Questa notte mi ha svegliato la tempesta che è scoppiata, arrivando dalle valli e dalle montagne vicine. I sogni belli di questa notte mi hanno spinto a dormire ancora, e così anche Johannes che non è riuscito a chiudere occhio.
La mattina scivola lenta e silenziosa mentre pulisco la strada che porta al monastero: si è riempita di ghiaia. Il cielo si apre un poco, un poco è grigio e grida tempesta. Oggi devo parlare con fratel Marco.
Il pranzo è meraviglioso e si parla e si ride. Parlo con fratel Giovanni. Sta arrivando la bufera. Sta arrivando il temporale. E arriva, finalmente.
Parlo con Marco, facciamo il punto. Anche con Lino parlo, una mezz'ora che mi rende ricco delle sue parole e dei suoi sguardi e della sua amicizia, mi svuota di paure, mi fa felice. Il pomeriggio va avanti nel silenzio, dopo tante parole scambiate.
Que Deus te abençoe. Ho aspettato due anni per sentirmi dire queste parole da fratel Michele, ho aspettato troppo per tornare qui, e mi sono trovato senza parole. Ma si è sempre senza parole davanti ad amici così. Ho salutato Ludwig, ho salutato tutti.
Sono felice, ho salutato la chiesetta romanica avvolta da una spolverata di nebbia sottile. Stà allegro, stà sereno, mi ripete Giovanni.
sabato, 22 maggio 2004
Oggi sono riuscito a partecipare alle lodi, sveglia alle cinque e mezza e la preghiera che inizia cn i canti dei monaci. Non so come facciano, ma seguono il ritmo del giorno godendo di ogni attimo di luce. A colazione c'è marmellata di fichi e molte parole con gli altri ospiti, ho fatto amicizia.
Già mi prende l'ansia di salutare Anto e Lino che mi raccomandano di salutare tutti e di stare sereno, di finire gli studi di essere indipendente. Salgo in macchina di corsa come la prima volta.
E un viaggio in auto fino a Milano con Paolo e due suore, sono addirittura simpatiche. Dopo arrivo in stazione a Milano con il suo traffico di persone e il giallo e celeste della metro.
Quanto movimento dopo quattro giorni in monastero. E' una bella giornata e ho potuto rivedere Luci che non vedevo da troppo tempo e che l'ultima volta ero muto - troppo anche avendo la distanza come scusante - e che ha bevuto caffè macchiato caldo, Luci. Luci ti regalo un fiore. Fai gli auguri alla mamma Luci. Grazie Luci.
Quando non vedi le persone da tanto non riesci a staccare gli occhi da loro. Riparte il viaggio. Di nuovo metro, di nuovo seduto con lo zaino ai piedi. Un altro treno ed un altro ancora, sono a casa.

(fotografie)
A Outra Voz
Caterina
Deconstructing Déco
Dioaidan
Disco
Dudejeff
Erbasalvia
Eriadan
Fantamorto
Furlanist
Gattanna
Gipi!
Giulia
Gnellaccio
Heidipunk
Il Soldato Švejk
Inépcia
Ire
Ironica
Johnny Palomba
Lady R
Le Blog de 21
Lingua Comica
Little Sister
Living High
Lontano
Martellina
Massaia
Memoria Labile
Menzogna
Metacritici
Militanz
Nascer da Lua
P
P.S.V.
Palommella
Petite
Pop
Se si potesse dire il Paradiso
Setteparole
SiFossiFoco
Spappari
Spoilerin'
Spud
Strepitio
Surrogati
Sviluppina
Trenta
Un Racconto
Underbreath
Unpopperuno
Uzeta
VDM
Violetta
Vito Calmonti
adele > my same
baustelle > E.N.
midlake > young bride
fleet foxes > sun it rises
the fratellis > whistle for the choir
lucio battisti > vento nel vento
bugo > c'è crisi
tegan & sara > I was married
baustelle > l'aeroplano
nossa alma canta > blue moog
camille > janine III
la crus > la giostra
bright eyes > lua
la mia moleskine
agota kristof > trilogia della città di k
fernando pessoa > livro do desassossego
tiziano terzani > un indovino mi disse
pv tondelli > altri libertini
doris lessing > the good terrorist
douglas adams > mostly harmless
sandrone dazieri > è stato un attimo
pino cacucci > ribelli!
gipi > s.
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
adventure
altre destinazioni
confusion
da lontano
happy people
il filo e il buchetto
il mondo per me
in verso
music
stelle e comete
zero doppio
lisbonina edinbra o amsterdam
disegnare e rubare
dipingere e lavorare
utente anonimo in la catastrofe La tua...
nuvolavinz in quando il tuo colore...
erbasalvia in quando il tuo colore...
Ari in impressioni di inizi...
utente anonimo in re/volver. Torno ora...
ladyR in re/volver. Torno ora...
elgabeau in re/volver. Torno ora...
erbasalvia in re/volver. Torno ora...
nuvolavinz in re/volver. Torno ora...
utente anonimo in re/volver. Torno ora...