siamo così.
è qualcosa di spettacolare, quando inizia inizia, e tutti iniziano a ballare. a stringersi a danzare, a guardarsi di lontano. Perché vinicio è un rito, e te lo trovi a casa, ad amsterdam, te lo trovi al carnavale di venezia, te lo trovi accanto, sbronzo come te, nel tuo bar preferito di trieste. E qui ad amsterdam. Una sala jazz, una piccola arena, un concerto sudato ed intimo. Ogni canzone di Vinicio e' un romanzo, di quelli che leggeresti dovunque, e vorresti arrivare d'un fiato alla fine, e poi ne vuoi un altro.
non ci fosse la città, mi sentirei solo. Se non ci fossero gli alberi della mia strada con tutte le biciclette vicino. Se non ci fossi tu cara città, città cara, città tranquilla. Per fortuna non c'è. C'è Sgt Peppers e i colori, ci sono le vetrine costose e l'acqua dei canali, l'aria del nord che arriva rinfrescante, ci sono i raggi e i pedali delle biciclette, c'è la siesta dopo pranzo seduto al mio desk (tecnicamente dormo, ma nessuno lo può vedere. Ci sei tu, lontana o vicina che sia. Pum.
Come se la città si sia risvegliata tutta in un attimo solo, verso le otto del mattino, insieme al nascere del sole. Esterno, Amsterdam.
L'aria accarezza con il ghiaccio la pelle e la fa diventare rossa, come quando mangi un peperoncino tanto piccante da fermarti il respiro e tutti ridono perché nel frattempo il tuo viso ha il colori delle rose rosse, e quante rose rosse ieri, in mano a tutte le ragazze. Ci sono i miei amici, a ballare con me.
Alcuni guardano in alto, l'aria è mossa e si lascia guardare, altri guardano verso il basso perché è più naturale, o esprime il modo in cui si sentono in quell'istante. I fogli del giornale frusciano nelle mani, sigarette vengono consumate in fretta, è mattino. Arriva il tram, io e Pietro ci abbracciamo sul marciapiede, perché ci vedremo tra un mese o due. Ha una giacca beige.
Ancora nella testa la musica della serata, siamo rientrati che era mattina, erano le cinque. Ora siamo dispersi per Amsterdam, uno in un museo, due a shopping, io a lavoro, con due occhi così. Era quasi mattina, erano le cinque, e ora il mondo si risveglia.
noi andiamo in giro a fare gli scemi, e non ci riprendiamo piu una volta che abbiamo iniziato. Siamo troppo stupidi e troppo mangerecci e mangioni, ci riempiamo la pancia, ci capiamo al volo, se uno rutta gli altri ridono e se ne fa su un'altra. Oggi davvero lo spero che andiamo a ballare, che non fumiamo tante sigarette ma quelle divertenti si, che quelle ci fanno bene. Andiamo avanti avanti come le trottole oh che bello ci sono i miei amici storici e ogni tanto fa bene, anche parlare delle sette. E' tipo i sette nani, non ce le ricordiamo mai tutte. Ah, che stupidi, che memoria corta. E che suse, sara' colpa loro.
Esce amen, e devi farlo scorrere e ripetere e tutti riprendono in mano le vecchie urla dicendo oddio sono mainstream sono cambiati se n'e' andato uno. Oh, questo disco. Tanto che ci vogliono almeno cinque ascolti, se avete voglia, per capire una briciola di più di zero. Oh è un disco meraviglioso. La voce di rachele che fa svenire (perché non basta il suo occhio in copertina, oh no). Con calma, dedico la settimana prima a rimasticare tutto, ogni pagina del sussidiario e poi bouquet, e la malavita con revolver e i barboni attorno, le ricche vedove e loro, che solo sassi sanno tirare. Le storie si staccano dalle storie antiche, si spostano più indietro nel tempo e più ovunque nell'ispirazione. Ascoltare baudelaire a volume altissimo. Tattattatta tatta taratta, tattattatta tatta taratta. Splendidi baustelle, nerissimi e splendidi.vorrei, per un giorno
e' da tempo oramai ho miliardi di tempo per coltivare il mio mondo, per conoscere il mio giardino e per giocarci dentro. Troppo poca luce, dira' qualcuno, o troppe suse (beh, no) e troppo tempo da solo, e quando sono in compagnia poi vorrei essere da solo, o vorrei che tutti sparissero solo a schioccare le dita, e tanto tempo lo passo con gli amici a suonare, a comprare piante verdissime per me, tanto tempo zitto. e vorrei
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