le cose da fare quando sei felice ma con la bici sgangherata ad amsterdam, non sai l'olandese, tutto il mondo è lì per te
Prima
di tutto mi piace respirare forte, godere l'aria pulita, il silenzio, togliere le parole pesanti e leggere un buon libro. Mi piace ascoltare la mia nuova collezione di musica estate autunno 2007, tutte cassette ben scelte e ben assortite (si si, queste qui della foto). Cosi facendo da fuori sembro fermo, in qualsiasi posto stia, e poi mi dicono "oh, cos'è questa levetta", la tirano e io svuuuuum! via di nuovo in viaggio. Stronzate cadono come chicchi di grandine, e devo essere lesto per scansarle tutte prima che sbattano in testa, via via correre. Corro e corro, ma corro tanto che cade la catena della bicicletta verde mia bellissima sgangherata e cerco di aggiustarla mi sporco tutte le mani e devo correre prendere il tram, poi il treno poi l'autobus, correre per arrivare a lavoro e poi in ufficio dicono arrivi tardi, rispondo loro con un sorriso e le mani nere della catena. Gli amici dicono fumi troppo ehe, ma quando mai. Sono sempre qui, sempre io, anche in mezzo alle tempeste. Qui è primavera, il sole splende incorniciato dalle nuvolette, la seratardi mi metto ad aggiustare katie la mia bici verde che si chiama come la mia chitarra nuova, sono le undici di sera, davanti alla posta con gli amici, e mi sa che ci prendono per ladri, chissenefotte come sempre. Love is the answer.
lo sguardo sull'atmosfera, amsterdam
Attraversare
tutte le strade e stradine i canali, testa alta con altezzoso apprezzamento. Vivo con un pazzo che quando ascolta una certa canzone degli stones si mette la teiera in testa e fa le facce assurde, prepara un tè, accende una susa e non si ricorda come mi chiamo. Poi ci sono le birre bèlgiche con i loro nove gradi, il silenzio di ogni giorno che ogni giorno mette del sale sulla ferita e scarnifica ancora un poco, tutto questo silenzio.
Poi c'è il silenzio bello, quello della sera con il venticello che ti accarezza il viso, niente macchine in giro, le gonne delle ragazze che fanno le piegoline mentre pedalano in bicicletta, il drin drin dei campanelli che suonano gàrruli (vi metto l'accento, valà), la speranza delle visite che verranno e la promessa delle amicizie nuove, del respiro che si apre, l'aria rilassata che tira al lavoro, l'aria amorevole e le coppie che si baciano in riva al canale.
dio dammi un gelato fragola e limone
Ho continuato a tenere il conto,
anche se il numero è troppo alto.
Improvvisamente, sono vecchio.
Come si fa a trasformarsi da eroi a puttane,
la porta aperta.
Ora di lasciare che il grano cresca.
Trovo un appiglio celeste e verde
per salvarmi, l'ho dovuto fare, lo farò
ancora sorridendo e bestemmiando.
Il grano cresce, non sono più vecchio.
le mutande strette
Il mondo.
Prendere possesso del mondo.
Hai cambiato idea, poi, qualche giorno?
Avvicinare il mondo, per com'è,
a piccoli passi sputare neve
mangiare sangue
fritto
e impanato
ritornare a uccidersi, buona idea
hai mai più visto montmartre
riscendere giù e sfracellare
fino all'inizio di quelle scale.
Duro mestiere quello di
portare le mutande strette.
Forse un giorno le toglierò al mare
andrò nudo come i bambini
piccoli al mare, felice.
-ma anche un po' adesso, sweet dreams.
amster/damn/nazione (istantanea)
Si yo fuera Maradona, viviría como él. (Manu Chao, La Tómbola)
Dormire per terra, perché nella casa nuova non c'è il letto. Ritorno alle tre dopo essermi perso di nuovo in mezzo alle mille stradine, un felafel mangiato avidamente, un libro comprato a caso, ballare finché tutti i globuli rossi saltano insieme, un concerto blues, e poi le dormite notturne sembrano la breve siesta del pomeriggio che non ho. Poche ore ma di sonno comunque. Ed ero comunque tornato a casa tardissimo e via. Troppe birre ma senza esagerare, non so come si fa ma vi assicuro sono tante birre senza esagerare, solo per festeggiare. E oggi inizia la stagione culturale, teatri all'aperto e musica e mostre e tutta sta roba, potete immaginare. La bicicletta sempre per due, chiunque ci sia da portare o a portarmi. Ballare e muoversi perché è la cosa che mi piace di piu. Alzarsi alle sette di mattino, una sigaretta prima ancora di aprire gli occhi, pantaloni scarpe giubbotto e via, che la giornata mangia tutto e io la devo mangiare più veloce. O forse è un certo silenzio che mi sta rodendo il corpo. Il segreto è riempirlo con pensieri positivi.
c'era una casa molto carina
senza soffitto senza cucina
Il sole splende. Ed ogni giorno svegliarsi con la testa che funziona, dopo il primo caffè e sigaretta. Mi affaccio sul giardino e guardo dal terrazzo, come guarderò tutti i giorni dalla mia stranissima casa nuova. La casa nuova è piena di piante verdissime che scendono dai davanzali, ci sono due ruote di bicicletta appese al muro, e chitarre senza corde che fanno da altoparlanti. Libri di arte ovunque. Ma niente lavandino ne' porte, ne' letti. Sembra la casa in via dei matti numero zero. Ascolto anima latina di battisti, leggo a clockwork orange. La mattina per la testa ci vuole un caffè e ce ne vorrebbero tanti perché io mi perdo sempre per le strade e scopro delle cose bellissime, ma anche arrivare dritto senza perdermi e' un'utopia. Meglio così.
la felicità nuova
È apparsa una felicità nuova, una velocità dello sparviero che si muove improvviso al sole, e vuole mangiare tutto ma ora rimane abbarbicato e lieto a controllare, a vedere chi c'è lì in alto. E guarda le prede.
La felicità di prima, quella illusoria se n'è andata come
era venuta, solo con tanto dolore in più di
abbandono e puttane che, fortunato lui, avrà
qualcun altro
mentre si penserà a me.
La felicità nuova è sesso allegro
e niente pelle,
e carne viva per sentire tutto. Dio.
Mi vengano a prendere le prede, se sono capaci.
le parole di amsterdam
Tante pagine ci vorrebbero per raccontarvi tutte le parole che incontro per strada, e che si possono scambiare in questa città con le persone che incontri. Ho una fame di parole, dopo aver sentito e aver mangiato parole false e avvelenate. Voglio parlare del tempo, voglio parlare di vita e di parchi, voglio dire dank je wel quando mi lasciano il posto per sedermi in metro (son vecchierello ormai) e tot ziens quando me ne vado, voglio parlare di musica e di lavori, di girare il mondo.
Questa gente e queste persone di razze diverse sono come quando metti la mano nel sacco la mano e lanci in aria tantiissimi coriandoli. Una studentessa di psicologia mi accompagna fino a leidseplein e parla mille parole che non vorrei fermarmi di pedalare e partire. I colleghi che mi dicono welcome to the team, domani vieni all'ora che vuoi. Lo spacciatore alla fermata della metro che mi chiede una sigaretta e poi me ne chiede due to wish me good luck, il cassiere di uno dei mille supermarket che mi dice welcome to this neighborhood, quando dico che tra poco vado a vivere li vicino - chiede se sul lato sinistro o destro della strada. Sinistra. Ah bene, dice lui, bella zona.
E ancora tanti e tanti, e sto parlando di quelli che mi ricordo. Dicevo, ci vorrebbero tante pagine per dire questa ed altre cose, oggi va così.
le tende aperte
Amsterdam è come tenere le tende e le finestre aperte. Certo
che c'è ogni giorno qualcosa da scoprire, e ogni volta quando vado a dormire faccio una fatica bestia a ricordare tutto ciò che è successo mentre i minuti scorrevano, le ore della giornata.
L'unico modo di ricordare le cose è di andare in uno dei mille parchi verdissimi, dove rilassarsi e prendere il sole, e terrazze e baretti e musei. Ci arrivi in bicicletta e ti puoi passare la giornata intera, guardando le nuvole, ridendo un poco, aggiustando le briciole di passato che ti rimangono, maledicendo persone, ridendo del futuro.
Con l. ce ne andiamo al mercato gigante ad est per comprare qualcosa, che è la giornata della cucina sopraffina: niente cibi precotti e scatolette o panini, vi facciamo vedere noi.
Di mercati e mercatini ad amsterdam ce n'è un'infinità. Melanzane un euro l'una, olive nere e verdi da mangiare camminando, il mercato è fatto. Prima di andare, una spremuta d'arancia appena spremuta e fresca. Io e il mio amico siamo stati invitati a un barbecue in giardino, da un tipo olandese dalla casa bellissima. Cosa facciamo? Facciamo vedere di cosa siamo capaci, dai. Prepariamo parmigiana e tiramisù, per noi è la prima volta e loro saranno le cavie. Che la parmigiana fatta con le tue mani è una di quelle esperienze che ti fanno capire che sei diventato grande, che puoi affrontare il mondo. Ed è venuta proprio buona, bis e tris richiesti da tutti. Le cavie apprezzano, eccome.
Prima della cena però ci vuole una birra al mulino, in riva al canale dal nome impossibile (come tutte le parole olandesi), e poi possiamo passare alla parmigiana e il tiramisù. Dobbiamo provare questa nuova erba deliziosa ed economica, buona, gustosa. In due minuti diventa la nostra erba preferita, andiamo a ballare. Ballare alla sugar factory, un'altro porro sul canale, son le sei e mezzo del mattino e l'alba sta arrivando.
è in noi che i paesaggi si fanno paesaggio
Viajar? Para viajar basta existir.
(Fernando Pessoa, O Livro do Desassossego por Bernardo Soares)
Certo, basta esistere per viaggiare, non serve altro. E il paesaggio che vediamo non è altro che ciò che portiamo dentro. Ci portiamo appresso i nostri pensieri, la nostra voglia di scoprire, le abitudini di uscire dopo cena e di volersi bagnare sotto la pioggia. Le cene in casa o le cene fuori, il bere tanto e le sigarette, il modo di essere. Cambiare o no, io intanto viaggio, scopro amsterdam.
Ho tagliato i capelli, preso le forbici e fatto un taglio bello, che mi corrisponde, e che mi ha fatto risparmiare quei 30 / 45 euro che chiedono i barbieri-boutique-del-centro. Con i soldi salvati da un inutile naufragio mi son dato allo shopping libresco e ho comprato due libri bellissimi, uno che in italia non stampano più e un altro meraviglioso di grafica e design.
Ancora non ho visto nemmeno un museo. Ovunque mi sia trovato mi son sempre fiondato a vedere van gogh, ovunque fosse, milano venezia treviso glasgow e qualsiasi altro posto, ma qui sono passate tre settimane e non ci ho proprio pensato. Se mi devo preoccupare, mi chiedo.
Ho voglia di esplorare, e scoprire me stesso mentre attraverso la città. Va bene che nel viaggio non si scopre che se stessi. Non importa. Tutta questa voglia di scoprire mi porta a trovare due coffeeshop accoglienti e curati, succhi di frutta alla banana, al mango e altri gusti strani. La mia bicicletta verde. I sorrisi delle persone, persino in metropolitana il lunedi mattina. Ogni volta torno tardi. Ogni volta dico torno presto a casa e non vado a letto prima delle due. Le mie ore di sonno in arretrato iniziano a diventare tante, salvatemi.
sei l'allegria dei giorni di sole
Le giornate al lavoro, e la sera tra i tulipani, ed i mulini, e gli zoccoletti, e i pattini d'argento. Tra i canali, e le casette più alte che larghe, che rischi di avere il lavandino ad un piano e il rubinetto al piano di sopra, quando c'è il lavandino. Girare in bicicletta, un pensiero libero ad ogni pedalata, o magari anche no perchè in certi punti meglio guardare la strada.
Ho creato un mondo e una metafisica a mia misura, me lo sono andato a cercare nella lontananza dalla sicurezza e dalla certezza delle cose fisiche. Ho certezza e infallibilità nelle questioni labili, nei giudizi, nello spirito delle persone, che io vedo nelle persone fuori da me. Le sicurezze della religione, della materia sono invece un'invenzione pura, creata dagli altri. I labirinti mentali sono verità.
Bello, sempre, un altro paese, altra gente, altri costumi. La lingua così strana, che sembra uno schiarirsi di gola, che sto cercando di imparare. Bello poter scegliere un lavoro -invece di sperare di essere scelti- Sarà bello come entrerà tutto questo nelle visioni di forme e colori? Mi chiedo se sarà il verde ed il blu, delle terre rubate al mare e dei ricordi scozzesi. O il grigio, del cielo del nord. O il rosso ed il giallo dei tulipani, ed i mille colori accesi della mente.
dalla prima lettera a pietro
mio caro campione,
qui le cose vanno bene e ho scelto il lavoro dove mi pagano di più. Mi sveglio alle sette la mattina da solo tranquillo perché vivo da solo, mi faccio una doccia e un caffè perché ho dormito quattro ore come al solito, me ne arrivo in un'ora al lavoro dove son tutti son rilassati e mi pagano anche bene, perdipiù.
Di solito esco con una mia amica dei bar-e-delle-feste dell'università e con un mio amico di napoli che lavorava con me all'ibm. Oggi son arrivati qui un bel giro di amici (una dj del velvet e uno che lavorava al bar lì, e tutto il giro di gente del burchiello-buso-velvet di pordenone, che strano-bello).
Ad amsterdam si fuma, e si fuma non molto. Personalmente non tanto, ma con punte assurde tipo serata demolizione ispirata tralaltro al big lebowski. Sta tipa portoghese la sbattono fuori di casa per demolire il building e lei che fa? "Venite coi martelli che iniziamo noi a buttare giù la casa. Il tutto condito con la famosa space cake buonissima al cioccolato". E un sacco di cannazze che passavano in quantità fluviali e torrentizie. Una gran bella festa, ti dirò. Eravamo troppo felici e danzerecci per spaccare qualcosa, foss'anche un bicchiere.
E poi il mare la spiaggia finalmente, baretti piccolissimi, il cuore non ancora ricomposto ma formato ancora da tristezze e parole trite e porte chiuse stupidamente, ma è già stato comprato il biglietto per ricucirmi l'anima e anche il corpo.
Son entrato nella condizione di vero vagabondo, trovare casa è difficilissimo e forse ho trovato casa con un pazzo schizzato di londinese in una casa che ho visto oggi. La casa sembra un accampamento ma è bellissimo, e sarebbe ideale come studio per dipingere. Ah sì cazzo, mi ero dimenticato cosa volesse dire segnare la linea sul foglio, le figure, vedere i colori. Ho fatto dei disegni, ho ricominciato, e sono i più belli che abbia mai fatto.
mi casa tu casa, vieni quando vuoi.
le cose bellissime di amsterdam
La birra è buona ad amsterdam, se sai dove andare. Le cameriere sorridono tutte. L'odore del parco sarphaati è buonissimo quando ha appena piovuto e ti ritrovi tutti i pantaloni bagnati e vai in bicicletta. In bicicletta pedali e ti senti padrone di tutta la città, di tutta amsterdam, e sai che arrivi da un posto all'altro in venti minuti (tempo medio di percorrenza di qualsiasi distanza, qui ad amsterdam), e perché hai la precedenza sulle macchine. Pantaloni inzuppati di pioggia, già ho tre bar preferiti e una strada bella in cui non saprei come tornare, perché mi perdo sempre. Ci sono bar splendidi dove ti metti a parlare con le persone, e distribuisci sorrisi alle ragazze e ti avvicini dicendo "hai un sorriso bellissimo", solo per farlo, senza volerci nemmeno provare o parlare. Poi si può comprare erba liberamente, e va bene, su questo non ho niente da dire, senza aggiungere lettere e togliere leggerezza.
pantaloni strappati, capelli spettinati
Trovare amsterdam, andare randagio con la mia bicicletta verde. La bici ha una k davanti Drin drin! Passo io, suono il campanello (che qui quando suoni il campanello vuol dire "non ho i freni o ti levi tu o ti vengo addosso"). Esplorare il centro, fare tre volte lo stesso giro perché ci sono troppe cose cui pensare, il cielo azzurro e le case sui canali, adattarsi come un serpente alla luce che cambia, l'estate che torna estate, il parco e le fontane, la tessera della metro, mille posti dove ballare, e cercare di schivare le coltellate con movimenti veloci. Le coltellate di due mesi fa tornano a colpire, la mira è stata affinata di pari passo con la mia capacità di schivare, la cattiveria non la sopporto più. Datemi nuovo veleno perché non ho più il mio. Amsterdam. Trovare amsterdam, vado a vagabondare per il centro tutto spettinato, devo comprare dei pantaloni (ricordate? li avevo dati in carità, e quelli che avevo si son strappati tutti).
digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre,
come fiori regalati a maggio
e restituiti in novembre
Ho sentito le sue parole nitide mentre ballavo, ho capito che aveva ragione quando cantava tutte quelle cose, una per una, frase per frase. Tu non darglielo in fretta. La meraviglia intanto di scoprire tanti posti belli e persone anche belle e posti come il mercato al sabato, il parco, una cenetta di pesce, il sole che splende di nuovo e a quest'ora si rialza sui tetti delle nostre case, ballare ballare.
più lungo il salto più grande il premio
Ik
ben in amsterdam. Il cielo e' nuvoloso, esce il sole e mi sdraio a ricevere tutta la luce. Armato fino ai denti per una nuova battaglia, approfittando di tutti gli spassi di questa città bellissima, me ne vado a zonzo e a lavoro, mangiando pasti a volte abbondanti a volte saltando come un canguro il pasto -più lungo il salto più grande il premio-, o come quei vecchi disegni di baden powell. Sopra la mia testa passano tanti aerei perché lavoro vicino all'aeroporto, e ogni aereo che passa mando il naso all'insù come un bambino. A volte il peso delle nuvole trascina in basso il vostro amico vinz, ma in quel momento esatto esce il sole, arriva qualcuno, si pensa ad altro. Ci vorrebbe un tronco d'albero per sfondare le porte chiuse, per sfondarle tutte. Ma di porta chiusa ce n'è una sola, come un portone arrugginito e sporco in una prateria gigante, verde, luminosa e aperta.
"Un uomo onesto, un uomo probo, tralalalalla tralallalero..."
la testa a posto
Ora vivo ad amsterdam, ho una bicicletta* e un lavoro. Una testa nuova, un cuore in battaglia. Le persone sul treno mi parlano in olandese e io faccio finta di capire. tanto piu' o meno alcune cose sono comprensibili, e basta annuire con la testa. Molte cose sono uguali in tutto il mondo, lavorare fare la spesa, guardarsi in giro, il mio solito far tardi a lavoro. Ma ci sono talmente tante cose belle che fanno la differenza qui, ricominciare a disegnare, il sorridere mio e delle facce degli altri, il sole che talvolta scotta bello e forte come un leone, la testa libera dai pensieri e pronta a una vita nuova in una citta' nuova.
* ho la mia bicicletta, se non me la stanno rubando adesso.
nel mio cuore c'è un'isola.
Nel
mio cuore c'è un'isola dove la guerra impazza.
Intorno il mare è calmo, finalmente. Ho dimenticato di comprare il sapone per lavare via le tracce della lotta. Ho stracciato i documenti e le carte legali. Stai a casa strega cattiva. La battaglia si fa ogni giorno più aspra. Ma oltre il mare calmo ci sono altre isole, rigogliose di fiori, bel tempo, lealtà, democrazia, dove si sorride e si balla una musica dolce. Io abito là, ora.
uh mi ero scordato che sto qui a lavorare
(anche, non solo, non soprattutto)
e invece faccio qualsiasi altra cosa
Il so
le che scende sui canali e si rialza, le fontane del parco che fanno l'arcobaleno quando c'è il sole, gli occhiali da sole di ogni tipo indossati dalle ragazze qui ad amsterdam, i drogati del ponte dell'università che vendono le famose junkie bikes per dieci euro. Il sole dalla terrazza del nemo, la spiaggia di zandvoort con le mie amiche e il primo bagno dell'anno ad agosto (cazzo ne ho dovuto aspettare di tempo) e la pelle che finalmente prende colore e un poco si abbronza, e la casa nella zona di oost dove mi rifugio a rimettermi in sesto il cuore, suonare la chitarra dalla finestra, alla luce della luna.
Ah sì è vero! Sono qui per lavorare. Certo, come no, e la sera senza dormire per andare in giro, per prendere il sole, per permettermi il lusso di bermi una fanta, al coffee shop. Tanto ci sono altre birre da bere che verranno, la malinconia passa, la faccia arrossata dal sole sorride. Sorride guardando le biciclette passare e le gonne che svolazzano festeggianti nella pedalata, i giardini colorati, la metro che corre. Fuori fuori fuori dal vecchio e chi mi ama mi segua-
domenica è sempre domenica
Le
feste ovunque, le biciclette che corrono e tutti i campanelli suonano un tintinnare per le vie che scandisce il tempo e lo spinge avanti con un sorriso. Domenica è sempre domenica cari miei amici e cari lettori occasionali, e la domenica c'è chi pulisce la macchina nel suo giardino o dai lavamacchine, altri si fanno un picnic, qualcuno picchia la moglie e tutti quanti vanno a messa. Io invece penso che mi rilasserò per bene, riprendo quello che mi sono perso e mi faccio un giretto. Le feste esplodono ovunque in questo fine settimana, e ne ho avuto un assaggio gustoso. Niente pula in giro, tutti a bere e sorridere. Se due gay si baciano non interviene la polizia - e anzi, c'è la gay parade con tutti i colori e le musiche varie e concerti, tutta la gente sorride e si balla furiosi con qualche dj che fa muovere tutta la gente. E tutti alzano le mani e muovono la testa in mezzo ai tu-tum tu-tum del rumore. Ho lucidato la mia bicicletta, bella tutta nera con una k davanti, rosso fluorescente. Le danze sono iniziate presto, ballo e mi arriva la birra in mano da una misteriosa ammiratrice, si balla ad occhi chiusi si balla ancora gli occhi non si devono chiudere si muove ogni piccolo pezzettino del corpo pulsa tutto e sono (ad) amsterdam.
Oggi è domenica, mi raccomando pensate alla vostra fiaba preferita almeno un minuto, oggi.