[asterischi e amore]
* che sono andato a venezia perché avevo voglia di respirare dell'aria un po' diversa da questa frizzante della città all'estremo nordest, avevo un giorno libero e lo zaino che aveva voglia di tornare sulle spalle. * che ho trovato i regali di natale per tutti. * che mi dovevo registrare in questa famosa fondazione d'arte che promuove l'arte giovane, ma ci mancava poco che litigassi furiosamente perché mi sembra che vogliano gli artisti belli pronti ad entrare nei loro scatoloni (e che tutto si perda in cazzate iperrealiste e pop e la vacca troia). * che l'altra galleria voleva vedere i miei quadri, o forse io presentarli a loro, e in mezzo c'era una performance di dj e artisti vari curati da domitilla alla a+a (è le galleria) e abbiamo finito tutti per essere ubriachi furiosi e tornare a casa barcollando * poi cena e altro vino che scorre violento e il vostro vinz che non capiva più un beneamato cazzo ed in più sempre più disperato perché non vorrebbe essere cosi pigro a venticinque * ed in più disperato perché i regali di natale sono una cosa inventata da chi vuole farmi impazzire * love you.
La vita è meravigliosa.
C'è troppo vento per affrontare la giornata con il sorriso sulla bocca, ed in più piove, in più ho le palle girate: le luci del natale sono accese da un mese ormai, il conto in banca perde sempre più soldi neanche fosse uno scolapasta, e devo pensare ai regali. Non tiro fuori un'idea nemmeno a pagarla oro, la mia testa sembra vuota. Ho trovato il regalo alla principessa (e solo dio sa se le piacerà) ed una nube tossica avvolge l'inventiva legata ai regali di tutti gli altri, che sono tanti. E questa nube è spessa, non ci si riesce a guardare attraverso. Come ciliegina aggiungiamo che le idee regalo suggerite dalle riviste fanno schifo. Un caffè, la mattina: "un nero, grazie". Devo solo comprare delle tele nuove per le nuove mostre, ma la bora soffia fortissima. E questo mi fa incazzare molto.
La Danza del Serpente
Questa è la danza del serpente.
Ridere, andare in giro, chiudersi in casa per non vedere nessuno, sono le due facce della stessa medaglia. Odiare tutti, amare tutti, credere e non credere. Parlare dei massimi sistemi e specializzarsi in poche cose determinate. Camminare e restare fermi nello stesso luogo. Ma visto che sono la stessa cosa, tanto vale fare le cose che più ti divertono.
Il serpente che vien giù dai monti.
Venezia è una città meravigliosa che tutti ci invidiano, anche dall'estero. Anche con l'acqua alta. Io la invidio perché la vita le scorre dentro, in luoghi non nascosti. Dove mettono le altalene sotto i portici mentre la gente beve lo spritz. Poi arrivano i carabinieri e fanno togliere tutto, ma vabbé. E così, visto che arriva la mia amica luci, ci faccio un salto. Perché poi ci sono un mare di amici, pronti ad ospitare e passare del buon tempo con il buon vinz (buono, anche se ultimamente piuttosto misantropo), come il buon scan e i suoi studi e la sua ragazza, luci e il suo gughi, fra e la cri iperattiva, e tanti altri che ora non vi dirò perché sarebbero inventati.
Per ritrovare la sua coda.
Insomma, venezia, vin brulé e trofie al pesto, spritz aperol come se piovesse, poca gente in giro ma tantissimi turisti, discorsi lasciati a metà tanti anni fa che vengono riallacciati. Sorrisi, fotografie, sorprese. La mostra di picasso a far impazzire le guardie fingendo di fotografare i quadri. Si iniziano a mettere le basi per due mostre che forse farò contemporaneamente (ma sarete invitati tutti, eccome). E ho un lavoro che mi fa restare seduto quattro ore al giorno.
Le lezioni d'italiano. Per arrotondare mi metto a dare lezioni d'italiano ad un ragazzo del costarica. Questo ragazzo parla quattro lingue allo stesso tempo, ha la memoria più corta che si sia mai vista in questo angolo di mondo: impara le cose, le ripete, fa gli esercizi ed il giorno dopo siamo punto e a capo. Tabula rasa, come se non avesse fatto ogni giorno tre ore di lezione con me e altre due con un'altra insegnante. Parla portoghese benissimo, così gli presento una mia amica brasiliana bellissima. Solo che a lui il cervello fa tilt e si mette a parlare in francese. Tempi strani, miei cari.
Che ha perso un dì
Cosa succede nel mondo. Non lo so. Vorrei viaggiare perché so che non posso restare qui in eterno a bere averna la sera e pelinkovac il pomeriggio. Non vorrei fermarmi a quello che ero cinque anni fa. Vorrei dipingere fino a mattina e tuffarmici, nel liquore. Vorrei viaggiare perché ci sono tante persone da conoscere e non voglio dormire fino a mezzogiorno. Vorrei rischiare di rimanere con il culo a terra. Vorrei viaggiare per ritrovare un pezzettin del mio codin, questa è la danza del serpente, che vien giù dai monti.
Oggi vi parlo di casini.
La
politica avvelena chi non la sa fare, chi non ne sa parlare, chi si mette in mezzo senza avere parole da dire. È la storia di uno dei tantissimi uomini politici di questa italia. Uno dei tanti ex presidenti della camera. Uno di quelli che vuole essere ricordato come "l'uomo della svolta". Non so perché, quando lo vedo in televisione vedo nei suoi occhi i pascoli immacolati e verdissimi e mandrie di ruminanti intente nel loro masticare quieto, pacifico, immutabile. Quando si arrabbia, quando abbassa la testa durante le sbeffeggianti telefonate del suo boss, quando tace assorto e ascoltante. Fate caso a quante volte dice europa e europeo nei suoi discorsi, metteteci sotto la musica dell'intervallo rai d'altri tempi e il gioco è fatto.
Scusate se scomodo i pink floyd del settanta.
Svenimenti, avvenimenti, et similia.
La bora è arrivata in quel di trieste, portandomi in regalo un'influenzina niente male e un fiore rosso, una gerbera. Che io mi emoziono quando ricevo fiori, gerbere non ne parliamo. Mi piacciono tanto e i fiori sono un modo romantico per comunicare, quando le parole e quel che si dice a gesti hanno detto tutto. Mentre ipolitici svengono e preparano manifestazioni, e il papa si inginocchia e prega io mi ritiro unpo' da solo, che ho bisogno di stare calmo. Che poi stare calmo voglia dire fare due lavori contemporaneamente non lo so, non credo, non me lo voglio neppure chiedere. Natale arriva, le luci in centro sono appese da due settimane ormai.
(fotografie)
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