vi.

23/11/2006

L'allegria.

Che ci sono tantissimi concerti in giro, la televisione tace se non per far ridere, ogni tanto, e ridere è importante. ridere è importante perché ti permette di andare fuori dalle righe che ti vogliono far ridere solo nei momenti in cui si deve, come i recinti per le vacche o i film con le risate finte. A me piace ridere a messa, diventare rosso come quando divento timido (porpora, ecco), prendere in giro i preti chierichetti vecchiette panche confessioni e caramelle. Ecco un esempio. Se poi non andate a messa, vi perdete un'occasione per farvi una risata.

postato da: vinz alle 23/11/2006 12:23 | post linkato | commenti (2)
categorie: il mondo per me
20/11/2006

Novembre e l'allegria.

Novembre è pigro e molle, le strade bagnate, le foglie gialle e arancioni. Novembre e l'allegria vivono in due mondi separati. Crescere sembra una cosa lontanissima, forse succederà. Un giorno. Vedremo. E foto che scorrono sotto le mie mani, la finestra mostra la luce strana delle due e mezzo, ci sono appuntamenti persi, fogli d'agenda che non dicono più niente, programmi in televisione e film che non vedrò mai. Che giornatina. E spammatemi pure, vi leggerò con attenzione.

postato da: vinz alle 20/11/2006 13:25 | post linkato | commenti (1)
categorie: altre destinazioni
15/11/2006

Saturazione del tempo.
l'italia prima/dopo la caduta

Le giornate hanno sempre qualcosa da cui imparare, strade piene di persone che camminano per andare a perdere tempo, alcuni che se ne vanno a lavorare, senegalesi che vendono braccialetti e moltissime cose luccicanti, luminose. Le strade sono piene di macchine che corrono veloce sugli asfalti, bar pieni di alcool da servire e gole avide da sfamare. La mia, per esempio.

Venezia, cinque giorni di lavoro e amori. Amori che si incrociano per le calli, si incontrano in mezzo al campo, La pornomorosa solo per me e vino da bere, siamo stati ospiti in una casa di venezia. A venezia si conoscono tutti e c'è sempre qualcuno pronto a dire "ciao vinz, come stai stai bene" e offrire un giro di spritz.

Tanta gente, venezia, gente che ha il campo santa margarita come senso per la propria vita (et voila, la rima). Gente che paga trecentocinquanta euro d'affitto e nel frattempo "lotta contro il sistema". E il sistema sarebbero quelli come me. Chi se ne stra fotte, devo pensare ad altro. Cinque giorni di lavoro, giacca e cravatta e "buongiorno dottore, arrivederci dottoressa", la sveglia alle sei di mattina per tutti, correre assonnati e infreddoliti. Ma ora ho due soldi per affrontare il resto dell'autunno. E poi si vedrà, dove porterà la vita.

Era tanto che non scrivevo. Ora l'uomorumore si è laureato, ha messo una corona d'alloro in testa, ubriaco più che mai, tutti che scattano foto e lo prendono a calci. Bravo, bellino, ora sei dottore junior come ti hanno detto. Vestito di verde da peterpan o robinhood non si capiva.

(stacco pubblicitario) Per chi è a pordenone, la mia mostra è ancora in via martelli, tra l'antico cervo e il moderno. (fine dello stacco pubblicitario)

Ho cinque nuovi libri che ho comprato dal rigattiere, ieri. Sono talmente nuovi che mi sa che li ruba e poi li rivende a metà prezzo. Così con qualche euro mi sono fatto una bella lista e l'ho seguita alla lettera. Più qualcosa che mi andava di comprare, così, per il mero piacere. Ecco: brother & sister di simona vinci, lunar park di bret easton ellis, l'uomo che dormiva troppo di tonino benacquista, pastorale americana di philip roth e fuoco, vento, alcol di alessandra montrucchio. Dovrei non uscire di casa per due mesi ma vabbé, non ho niente da fare e leggerò.

Leggere i giornali diventa sempre più difficile, non riesco a capire cosa succede in italia, intanto. Dai giornali non trovo una risposta sufficiente a livello più ampio della notizia che dice "una protesta qua, una legge là". Quindi, guardo da me: sembra non succedere nulla, ognuno coltiva il proprio orticello e stacca dal proprio albero frutti insipidi e colmi d'odio. Bella l'italia, bella la gente.

postato da: vinz alle 15/11/2006 14:54 | post linkato | commenti (4)
categorie: confusion
04/11/2006

Viaggiare, i monaci, il viaggio.

Mi sveglio alle cinque, devo partire. Devo andare via perché bisogna mettere la testa in rivolta, bisogna farla uscire dalla nuvola in cui si trova immersa ultimamente. Da lì non si vede niente, e solo viaggiare risolve qualcosa. I treni viaggiano silenziosi, ma non si può dormire nei vagoni perché c'è tutto un paesaggio da guardare fuori, e pensieri da pensare dentro.

1. Ho una bandiera bellissima.
E poi c'è milano, ed è lì che incontro la rò, incontro la rò. Lei è bella, mi regala una bandiera rossa e verde che mi aveva promesso da tempo. La bandiera, subito legata alla mia borsa. Viaggiare, il portogallo, il lavoro, gli habituées negli stessi bar, birilli bruciati,  Dopo un'ora ci sono sei sigarette nel posacenere, mi chiedo se è vero che stiamo lì a quel tavolino (dopo gli inseguimenti di qualche tempo fa e le pagine lette la sera, perché non ci credo) ed è già ora di volare ad un altro treno di corsa, al volo. La bandiera è come se l'avesse rubata (vi svelo), e aveva deciso di rubarne una, appesa ad una finestra, ma poi ne ha comprata una, che è quella che ora ho io. Ma coincidenze amici e bandiere ci hanno fatto incontrare, e il resto della storia è talmente improbabile che non mi seguireste. Avanti.

2. Il monastero
Avete già sentito parlare del monastero, ma questa è una storia nuova, siamo nel duemilasei. Ne avrete sentito parlare sui giornali, in televisione, da qualcuno o da qualche parte; per me sono degli amici che ho deciso di tornare a trovare, non ci vado da tre anni e ancora si ricordano bene. Un viaggio di dieci ore vale la pena, ed io voglio vederli.

"Mai tornare nel luogo in cui sei stato felice". Mi torna in mente la frase del mio professore di italiano mentre sono in una corriera a biella - e io seguo questo consiglio sempre alla lettera. Quindi, o non ero così felice le altre volte, o vorrei essere più felice di allora. Intanto si va, poi si pensa. Si compra un biglietto di sola andata e poi si pensa al resto.

3. I giorni
Mi hanno dato una bella mansarda, da cui si vede la piccola valle intorno. La mansarda è in una casa nuova che tre anni fa non c'era, quando sono venuto qui l'ultima volta - prima o dopo lisbona non ricordo. Mi ritiro volentieri in silenzio, per scoprirmi disperato (ma arriveremo a questo più tardi). Cinque giorni, solo cinque giorni per ritirarmi in un luogo di pace, dove si trova silenzio e parole scelte bene, amici nuovi e monaci, dove le parole hanno il significato che loro spetta. Si possono imparare molte cose di se stessi, qui. Il bisogno che tutti i giorni abbiamo di parlare e di ascoltare, di essere ascoltati, di mangiare. Quanti cazzo di luoghi comuni escono dalla bocca, quanto buttiamo via di ogni giornata. Consapevolmente, anche (senza moralismi, no).

La sera scende un'aria fredda che imbianca il prato e che riattiva la mente, la rende più viva. Le preghiere scandiscono le ore dei giorni, melodiose. E silenzio nelle altre ore, e tanti caffé per restare svegli. Un po' a causa del mio ritmo fuori da qui, un po' perché se non sei abituato a tanto silenzio ti viene da dormire. "Ama la vita. la vita è povera e generosa, per chi ama la vita", mi dice lino, "schiude tesori". È notte, luciano ha fatto la lectio divina sulle beatitudini, tutti vanno a dormire. Ma io non ho sonno.

4. Mettere in ordine i pensieri
Certo è che, stando nel monastero, molte cose si mettono in ordine. Il sonno, le idee in testa, sarà il silenzio. E chi torna qui cerca qualcosa. Forse ho perso il filo, forse devo mettere i miei pensieri degli ultimi tempi in fila per trarne un discorso. Significa riprendere un discorso lasciato a metà. Dopo tre anni torno qui e mi accorgo che il mondo si è imbarbarito, imbastardito. Questo sì, lo vedo – che nessuno e me compreso ha voglia, proprio più un cazzo di voglia di impegnarsi, perché le cose cambino. Nemmeno per sogno, nemmeno io.

Giovedì, messa in latino, la messa mi ha sfasciato, mi ha lasciato debolissimo. Perché alla fine hanno suonato una musica per organo e violoncello, e l’organo suonava una triade di note alte che tagliavano il cuore a fette sottilissime. Sapete quando la musica vi taglia e vi spinge a pensieri enormi e vi lascia a terra, ecco. Poi il silenzio, un altro giorno, il silenzio ancora. E infine tornare a casa. E forse non ho voglia di dirvi perché sono disperato, guardatevi intorno.

postato da: vinz alle 04/11/2006 10:01 | post linkato | commenti (4)
categorie: altre destinazioni



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