Ma prima di andare.
La vita è un sogno, e per tante volte ti svegli la mattina e ti chiedi se davvero ti sono successe. Tanta è la fantasia di come le cose succedono, tanta è la grandezza delle cose che accadono. Arrivano loro, arrivano loro. Le sorprese, arrivano di sorpresa, e ti fanno restare legato senza dormire, con gli occhi aperti anche se eri stanco. Arrivano e ti trascinano via, ti regalano un senso, qualche birra bevuta alla goccia, un sorriso così, la voglia di vedersi ancora. Come ho fatto a non vedervi per così tanto tempo, cose del genere, e che sono felicissimo. E ho inaugurato la mostra nel bar del centro con i miei amici, ed ora cinque miei quadri sono lì. Bene, adesso posso partire.
Perunpò, menevò.
L'idea mi è venuta perché non avevo niente da fare. Ma, quando mi guardano dall'esterno, sono uno stupido fancazzista. Tutti dicono che non faccio un cazzo e io lì a fare fare, quindi non me ne faccio più un problema e non devo dimostrare niente a nessuno, poveretti. Mi metto in pari con il verso di I'm only sleeping che dice
"everybody seems to think i'm lazy: I don't mind, think they're crazy"
E allora mi sono messo il cuore in pace. Inauguro la mia esposizione a pordenone (venerdi, via martelli) e emenevàdo e me ne strafotto di tutte le cose da fare i curricula gli stage i lavoretti e le iscrizioni all'università cui non voglio riiscrivermi. Perché basta, a un certo punto basta- Poi quando avrò la testa libera potrò tornare qui ed essere più bello di prima. Come sempre.
Anche se è autunno vinz scrive che
L'italia è un buco nero? Chissà. In autunno non si dovrebbe vedere nero, piuttosto tutto colorato nelle infinite sfmature della sera. Tutto
sembra autunno, adesso. Il fatto che cerchi lavoro è solo una scusa, vinz, per capire che non c'è molta estate intorno, e che devi darti un gran da fare per non restare invischiato in tutto, invischiato nel divertimento delle serate infinite, invischiato nell'italia-buco-nero che vorrebbe mangiarti, invischiato nelle tue parole e in sto cazzo che ti porti appresso. Chiaro, le feste continuano e c'è l'apertura del bar nel paese sulla collina, ovvero opicina, poi c'è la festa di questo e la festa di quello, ma non è alle feste che devi pensare. Devi pensare a te, ad andartene via e prendere finalmente tutta l'aria di cui i tuoi polmoni hanno bisogno. Ti ripeto, tutta l'aria, non quelle decine di sigarette che fumi ogni giorno. Fai il bravo, stronzo.
1/3 aperol, 1/3 vino bianco, (1/3 acqua)
Lo
spritz da queste parti è un ritrovo come un altro, come fare due passi in centro, come respirare, o quasi. Lo spritz ha cambiato la città, l'ha resa rumorosa, piena di bicchieri nelle strade del centro, piena di gente che alle sette e mezzo di sera cerca le chiavi della macchina, "oddio dove le ho messe". C'erano i baretti della briscola, dove non potevi entrare se avevi meno di sessant'anni. Dove c'era il biliardo, se andava bene. Ora ci sono le enoteche, i baretti in piazza, lo spritz, gli happy hour, e musica da far scoppiare le orecchie, o far muovere la gente che abbia un po' di alcool in corpo. Che poi a buon sangue, si dice. Prima in quei baretti non ci andava nessuno, ci andavano i soliti, puzzavano un po' di chiuso e al massimo ti facevano il gelato. Ora: grembiulini e divise, ghiaccio tritato, fettina d'arancia. E come la mettiamo che i minori di diciotto non potranno più bere?
Bruciare di alcol e sigarette
Serate
assurde, serate agitate. Tutti in cerca di cose alcoliche che scaldino il corpo e distruggano l'anima. Perché non abbiamo bisogno di un'anima, non ne abbiamo bisogno. Si esce nelle strade come un branco di lupi, gli stessi occhi che devono cacciare, solo che le nostre prede -ovvio, ragazze, ma anche- sono qualsiasi cosa di alcolico. Ecco, una bomba con gin campari e aperol, carburo al cioccolato, grappe a caso, birra e gin tonic, vodka lemon, mischiando tutto e facendo l'hulahoop con i gradi alcolici. Concerto degli afterhours, dei bluebeaters, di elisa. Tre giorni e tre concerti, poi suse, mojito e caipirinha. Ballare, ingelosirsi a ritmo serrato, vendicarsi ballando con tutte le ragazze che ballano, si muovono, si avvinghiano e si agitano al suono di dischi che poi sentiamo con il corpo e le orecchie se ne strafottono. La sveglia diventa sempre più tarda, e il passaggio difficile la mattina è sempre quello della prima sigaretta, cui non si può dire di no dopo il caffè. E poi la prima birra per il ripiglio, e da lì avanti - ricomincia la festa.
Tutto in disordine
Ci
sono dei momenti in cui tutto è in disordine. Disordine alimentare, quando non riesci a capire più cosa stai mangiando, se hai appetito, se stai bene così o mangeresti ancora qualcosa. Disordine nella stanza, che ho appena lasciato una casa e per un mese ci sarà una stanza larga un-metro-per-un-metro per dormire. Scatoloni all around. Disordine della volontà, perché vorrei un aereo per viaggiare ma lavorare chissà. Disordine, disordine in testa, ma quello è solo perché sono io e il disordine forse se avrò ottantanni lo tirerò via.
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