vi.

30/09/2006

Adormecido, cansado, sozinho

Bere. Bere birra. Vino, come il buon bordeaux di ieri sera. Bere vodka tonic, come l'altra sera. Bere e basta. E finita la sbornia restano gli occhi pesanti che ti devi mettere gli occhiali, ché le lenti sarebbero un suicidio, e come quando finisce la sbornia ora bisogna mettersi per bene a cercare un lavoro. Ma trovare un lavoro in realtà non mi interessa, mi basterebbe qualcuno che mi dia dei soldi per fare quello che mi dice di fare. Poi per il resto della giornata sarei tranquillo e sicuro. Ecco cosa ci vorrebbe, ci vorrebbe una pensione. Pensionato a venticinque anni non si è visto, a meno di non essere un cavallo da corsa (e lì l'età pensione diventerebbe una passeggiata). Bisogna partire. Davvero è ora per vinz di salire su un aereo che lo porti lontano. Davvero è ora di levarsi di dosso un po' di polvere accumulata nell'estate (o forse in questi quattro giorni fatti di due-lavori-al-giorno, la mattina da una parte la sera da un'altra). Ma nemmeno di questo mi va di parlare, perché arriva l'autunno e come diceva qualcuno bisogna imparare a riconoscere le varie sfumature di colore che il mondo ci regala. Qui in questo angolo de 'sto cazzo de nordest va tutto bene, è solo tutto un po' strano, quasi spaziale. La principessa non si vede, nemmeno all'orizzonte. Dovrebbe salire su un treno, sarei più felice.

postato da: vinz alle 30/09/2006 17:20 | post linkato | commenti (4)
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23/09/2006

Pordenone legge, scrive, beve, etc.

In questi giorni nella mia città, come ogni anno a settembre, c'è il pordenone legge a rendere tutti felici. L'aria è dolce, sembrano tutti strani per come camminano per le vie del centr in questa cittadina trasformata in centro della cultura di qualcosa che non capisco. E scrittori ce ne sono tanti, lettori non so perché magari alcuni vanno in centro chiedendosi "ma chi è che andiamo a vedere" ed è solo per farsi vedere. Ma anche così va bene, tutti hanno una maglietta gialla con le ali dietro (ed è il terzo anno che ci vestiamo da canarini), file lunghissime (oggi mi perdo magdi allam perché uno sono a scrivere e due perché ci son più di mille persone in fila), c'è tanta gente tantissima, ho incontrato le illustre e belle cate e ele e la massaia, girato per la città dove sembra che tutti salutano e... uff, volevo proprio vedere bergonzoni ed è stata pura poesia. E anche riondino che recita dante. E anche, e anche, e non lo so più, intanto vado là.

postato da: vinz alle 23/09/2006 11:38 | post linkato | commenti (5)
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20/09/2006

Que pasa New York Que pasa New York

Giorni che si inseguono uno dietro l'altro, non compro più il giornale dopo averlo comprato per tre giorni di seguito ed averlo lasciato intatto sul letto. Lo uso per coprire i mobili? Mi son laureato e mi propongono una gelateria, come lavoro. Dura la vita. Sto dipingendo, lavorando, bevendo come un disgraziato senza controllo, e poi sto tenendo sotto controllo vari lavori che spero mi diano vacanzine varie, e la possibilità di tornare nella lisbona meravigliosa che conosco. Aspetto di sapere se potrò anche io fare uno stage a bruxelles, e se mi restasse tempo, ah se mi restasse tempo. E questo tempo che non ho, lo passo disegnando illustrazioni per un libro che devono pubblicare. E io che volevo dirvi di quanto sono felice che per la prima volta una mia opera (un disegnino dodici x dodici cm) è esposta in una galleria. Ma vi voglio bene e non voglio annoiarvi.

postato da: vinz alle 20/09/2006 17:40 | post linkato | commenti (10)
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14/09/2006

Piccole Istruzioni per l'Estate che Va

Prima istruzione. Ad un certo punto bisogna fermare tutto, arrestare per bene tutti i pensieri che ti corrono per la testa e rincorrere solo quello che vuoi, in quel momento esatto. Altrimenti ti ritrovi a scoprire che (seconda istruzione) in questi giorni il tramonto arriva prima del solito, ed è già buio per le otto di sera. Tre: se riesci a dimenticare le mille inutili notizie, che si accavallano nei giornali ed in queste righe, forse scoprirai che non hai bisogno di sentire radio tivù stronzate, e che stai bene nel tuo silenzio. Quattro. Un pizzico di malinconia fa parte del gioco, non ti preoccupare. Cinque. Stai bene anche da solo, anche se non saprai mai della festa di stasera per inaugurare il tal appartamento. Ecco, se oltre alla tv elimini anche tutte le migliaia di robe che ti bevi, forse la mattina poi non stai così male. Ecco vinz, impara.

postato da: vinz alle 14/09/2006 08:36 | post linkato | commenti (8)
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13/09/2006

Leggere.

Leggere Il giornale di oggi - ©vinzi giornali è una delle cose che non potrà mai passare di moda, perdere il suo fascino o essere superata da altri mezzi tecnologici. Certo, sempre meno gente legge e pochi sono in grado di affrontare la difficoltà di un linguaggio tecnico, parole legate alle circostanze in cui un qualche scritto è stato pensato. Ed è per questo che certi giornalacci orribili come chi o novelladuemila, o blog che scrivono due righe per post hanno così fama soldi eccetera.

Il fatto è che leggere un giornale ti dà un piacere che poche altre cose ti danno, quotidianamente. Il caffè la mattina, gli amici, le discussioni, svegliarsi vicino a un volto he ci piace con il suo alitaccio, e il quotidiano. Ecco per esempio la repubblica, o internazionale.

Poi ti capita appunto che il giornale in questione abbia la gran qualità di avere giornalisti cui ti affezioni. Come non affezionarsi allo stile di zucconi, di sofri, di gianni mura, ognuno nella sua bella pagina, a concita de gregorio (cara concita. una volta ti ho sentita per radio ed era una noia infinita, ma se c'è un tuo articolo il giornale lo compro), poi serra, dipollina e alri che ora non mi vengono in mente.

Che è vero che la repubblica la mena con il partitodemocratico, gli ulivi vari e altro, ma ogni giorno ho sempre un buon articolo da consigliare. A me piace pinzarlo in mezzo, com fanno nei bar, ma le pagine che volano non mi fanno schifo. Cari amici leggete il giornale che diventate intelligenti e la vostra pelle sarà liscia e pulita.

postato da: vinz alle 13/09/2006 18:21 | post linkato | commenti
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06/09/2006

Come andare in vacanza.

Ogni Calmness - (c) Jumpin Jackvolta che si ritorna, inizia il tempo per riprendersi la testa con calma, appoggiati ad un muro, per decidere tutte le cose che si devono mettere di nuovo in ordine. Ogni volta che si ritorna ti chiedi se sei partito e dove sei andato in realtà, se dopo devi tornare. Quando si ritorna sei così felice che non sai dove metterla tutta quella felicità, e così te la metti in tasca ed aspetti un altro viaggio.

Quando si parte si mettono tutte le cose in uno zaino, o se siete fighi in una valigia- mi hanno regalato mille valige credendo che io fossi figo, io uso solo lo zaino perché il mio zaino mi vuole bene e con me è stato ovunque- e tra l'altro non sono niente figo ma un poveraccio triste.

Voi sapete bene che per andare in viaggio ci vuole il biglietto, ma il biglietto non ti serve a volte perché lo fai a bordo, o se le sportelliste sono incazzose e troie come quelle della stazione delle corriere di trieste non ti serve a nulla, ché ci metti due giorni solo per comprare il biglietto.

Quando bisogna partire si deve mettere in conto che poi bisogna tornare. E sono cazzi amari, davvero amari. Anche perché voi potete sapere tutto del mondo del viaggio, potete sapere benissimo quanto sia bello viaggiare e conoscere mondi nuovi, vedere un posto favoloso. Però non avete mai viaggiato con la principessa, dovreste vedere che bello.

postato da: vinz alle 06/09/2006 18:04 | post linkato | commenti (7)
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02/09/2006

Trieste, conversazioni notturne.

La città Trieste, © Mazda Hewittdove vivo è cambiata molto ultimamente, è diventata una città che non mi sarei mai aspettato. Sicuramente non è più quella di quando sono arrivato qui, Trieste non è più quella che era, è cambiata enormemente. Tutte le persone che conoscevo se ne sono andate, allo stesso modo se ne sono andati tutti. Allo stesso modo sono arrivete delle altre, che hanno trasformato la città, che hanno dato un nome alle cose, dei ricordi, una forma persino. Significato a dei posti che non esistevano nemmeno. O luoghi tristi che sono diventati allegri, che vale la pena di vedere. Dei posti in cui ho fatto delle cose, sono stato delle persone, sono e ci vivo. O anche dei posti in cui sono stato nulla, ma mai il nulla del doversi accettare nei primi giorni -dei primi anni- qui.

Trieste da città insensibile è diventata una città più o meno da modificare, da modificare diciamo come piaceva a me, ecco. E, e così è stato. (rumore d'acqua) Dopo di tutto devo dire, queste persone che ho conosciuto hanno plasmato la città, me l'han fatta apprezzare nelle cose che odiavo. E me l'han fatta anche odiare, magari, in alcune cose che prima, ecco, nemmeno pensavo. Oppure, così, ignoravo, ecco la parola. E così, mi ritrovo di nuovo qui a fare il solito. Così è stato con le persone che mi hanno fatto girare la città: ho imparato a vederla, scoprirla, a scoprire le aree che non mi dicevano niente, e mi hanno fatto diventare cittadino di questa città, potermi dire cittadino, lavorare in questa città. Un posto che mi ha ispirato in qualche modo, anzi mi ha ispirato tanto. Come per dire ad esempio questi palazzi asburgici, che ti guardano dall'alto del loro bianco e del loro nero, dalla loro storia, ti fanno sentire piccolo. Non come i palazzi della periferia, che è ancora peggio, ma ti guardano dall'alto della loro storia, del loro colore, del nero del fumo delle macchine, che nessuno ha ancora rimosso (se non proprio nel centro-centro).

E questa è trieste, in cui ho dipinto, in cui sono stato molto male, o molto bene -ma questo è un pregio della città, che si fa sentire fino in fondo, con il suo carattere, con la sua malinconia, con la sua freddezza, per dire. E anche la gentilezza, a volte. Per dire di no, dicono volentieri, per dire di sì te lo dicono con un gesto, per dire lascia stare, peggio ancora. Per lamentarsi non ne parliamo. Bella città, bella città davvero. Una città stimolante anche, e un sacco di posti per bere, Uhm, non è che mi ci fermerei, ma diciamo che qui si può trovare un equilibrio instabile e inquieto che a volte fa bene. Quando è dalla parte positiva, perché quando è dalla parte negativa è terribile. Bella città. Molto bene, ciao.

(parole raccolte alle 03.41 nella notte tra venerdi e sabato 2 settembre 2006)

postato da: vinz alle 02/09/2006 17:57 | post linkato | commenti (5)
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