Uno a Zero, in tutti i campi.
Da queste parti si aspettava il risultato, perché è il risultato che conta. E poi da qualche tempo è questa la zona più legata alle parti terribili della politica italiana. Finalmente il risultato, dopo quello della partita, ha dimostrato che si può dire di no ad una stronzata colossale. Mi chiedevo: speroni ha detto "gli italiani fanno schifo", ed ho avuto paura perché spesso capita anche a me di dire una cosa simile. Ma poi ho capito che gli italiani che fanno schifo a lui sono quelli che piacciono a me, ovvero quelli che dicono no, e di questo mi rallegro.
La tesi va avanti, in mezzo alle birre. Con questo caldo come si fa?
La partita è stata una sofferenza incredibile, perché potete tutti immaginare che alle cinque del pomeriggio non è facile bere birra e mangiare patatine perché poi il cervello ti si fonde e non capisci più molto. Al 93esimo, capite? Dopo che tutti abbiamo detto "un'altra birra, grazie", e poi pensato che giochiamo davvero male, e poi bevuto ancora e alla fine quasi quasi i supplementari non li superiamo mai, arriva totti. E tutti a dire "cazzo totti no, totti no cazzo", e poi "non fare il cucchiaio non fare il cucchiaio ti prego". E poi "goooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooool!!" Che anche se siamo terribili abbiamo vinto. E questo è il bello.
Le Stranezze dei Giorni.
Tutto strano in questa terra di pazzi. La tesi sembrava che andasse bene, sembrava tutto in ordine e adesso devo mettermi a scrivere ancora, che voglia non ne ho e tempo ancora meno, amici miei. Il portogallo ieri sera ha vinto in mezzo a mille risse (e questo m'aggradò assai, guardando la partita con una bella birra e gli amici). Finalmente dormo, mangio regolarmente, etc, cosa che mancava da qualche tempo. Che strani questi giorni, mi auguro che siano belli anche per voi.
Buongiorno, amici.
Oggi la sveglia non è arrivata così presto come ci si poteva aspettare, perché bisognava assorbire tutto l'ieri che c'è stato. Ma anche l'oggi non si è tenuto calmo, in mezzo all'aria finalmente afosa ed irrespirabile. Trieste ormai vive di vita propria e forse è il momento giusto per abbandonarla. Aspetto solo un'estate, per metterci in mezzo qualche gioia, mettermi un'inutile corona d'alloro in testa, qualche soldino nel portafogli.
Vedi gli spagnoli che vanno verso i bar con le loro magliette rosse, i francesi che se ne tornano a casa con le testa bassa (come noi tutti, quando cazzo era, forse sabato dopo gli americani), la gente che continua a passeggiare tranquilla come se non ci fossero i mondiali, le ragazzine che vanno a vedere il festivalbar o trl e poi riempiono gli autobus per andare a mare, gli operai che rifanno le strade vicino alla stazione.
Ci sono giornate piene e giornate di riposo in cui capita sempre qualcosa. Oggi forse è di quelle di riposo, ma ho studiato molto. Ieri era di lavoro, ma ho bevuto come un pazzo e sono tornato a casa con la testa ciondoloni e la pornomorosa che mi portava a braccio. Per le strade tutti questi famosi amici e molti conoscenti, che vorresti tornare a casa per riposarti un poco e vedere la partita ed invece sono lì a riempirti il bicchiere di vino e la testa di parole.
Poi c'è la tesi da concludere, adesso che sono arrivate le correzioni del professore. Tra le altre cose io dico a tutti che mi laureo il dieci o l'undici ma per la segreteria, che simpaticoni, non esisto (manca il documento di un esame), e poi devo togliere la mostra dal knulp bellissimo e spostare tutto in uno stabilimento balneare, ovvero l'ausonia. Senza dimenticare che mentre la mia testa ragiona ci sono mille feste, che mi fanno sragionare, e devo lavorare in un posto di pazzi e vecchi.
la felicità di un giorno.
Quanta felicità in un giorno, mi fa temere l'invidia degli dei. Ti alzi dal letto senza sapere quello che ti succederà di giorno, non hai idea di quanto potresti essere felice. Ti alzi in piedi, insomma, con gli occhi semichiusi. Compri dei fiori, bisogna festeggiare la principessa. No, oggi non vi racconto niente, sono troppo felice.
ps. sssst, siamo a trentamila... chi sarà il trentamillesimo?
due a zero
(e in culo al ghana)
ma non urlatelo troppo che abbiamo giocato male
Insomma
c'era sta partita, che c'erano tante birre in un secchio, gli amici tutti seduti davanti ad un televisore vecchio ma grande (di quelli che forniscono le migliori case di studenti in questa città vecchia), ragazze affascinanti e belle, dibatti se del piero deve giocare / non deve giocare / deve tornare a fare pubblicità, eccetera. Tre di noi tifano ghana, e stanno dietro le sbarre della ringhiera come i terroristi ai processi.
La televisione era in giardino, ed il giardino è circondato dai palazzi. Da un alto balcone si sente la voce di un vecchio che ci chiama, ragazzi! e ci si gela il sangue, che quello è della stessa razza di quelli che chiamano la polizia quando facciamo le feste. Ma stavolta no, sorride, saluta, condivide, aspetta la partita come noi. E che cazzo.
La partita inizia, che non ce la facciamo più: i mondiali devono iniziare, e bene. Macché, giochiamo maluccio. E poi, all'improvviso, il primo gol è bello di quelli che la voce ti esce fuori e non torna più in gola, la birra vola via sparpagliata insieme ai popcorn i mozziconi di sigaretta eccetera. Il secondo, ecco, è più l'incredulità che segni iaquinta, che è un armadio. Tutti felici, aspettiamo le altre.
l'estate.
L'estate arriva, e quando arriva vuol dire che tutto va bene che fa caldo che ci sono i compleanni tutti di fila e gli amici da vedere. Che poi non so se ho amici, o solo gente con cui bere guardando le partite.
La barba e la pezza.
Brutti,
sporchi e dannati. Nel mio televisore passano solo film del cazzo, ché non ho tempo per scegliere. (lunedi: "quattro amiche e un paio di jeans" e martedi: "elizabethtown", ditemi voi). Certo che come al solito siamo a giugno ed io mi sento ad aprile, il lavoro lo studio e l'esposizione oramai mi hanno levato il sangue dalle vene e venuzze e mi sono rinchiuso nel mio bunker di casa - e almeno l'uomo rumore è venuto a farmi compagnia. Se non fosse che la barba non mi cresce tanto, avrei la barba lunga. Sarei barbone, trasandato e con i capelli spettinati. E invece almeno barbone no. Quando esco di casa vado un attimo in università: sono tutti puliti, ordinati e sorridenti. E io li odio, perché non me ne frega molto di essere pulito, oggi. Pensa, iniziano i mondiali e io devo stare davanti a un compiuter (sì, compiuter con la i) o davanti ad una cassa.
Quattro di Giugno.
Ho sognato tantissime cose che corrono veloci, ed era un incubo. Mi sono svegliato felice d'essermi svegliato e mi sono lavato la faccia. Ho visto un video su mtv e mi è piaciuto molto, anche se non mi ricordo di chi fosse. Ho avuto la febbre e mi è passata in un giorno. Ho lavorato e scritto la mia adorata tesi fino a notte. Oggi ho preso un treno alle sette e quaranta, come la canzone di battisti. Il quattrodigiugno la mamma fa gli anni. Ho lavorato, ma oggi no perché il tempo è nuvoloso e la gente non va al mare. Ho inaugurato la mia mostra, vino rosso, quadri da spiegare, poi una pizza e tanto altro vino rosso. I miei amici c'erano, quasi tutti, anche i conoscenti.
(fotografie)
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