(...)
In questo periodo bisogna decidere chi votare, riaddrizzare gli indecisi, convincersi a mettere le cose diritte. Tutti dicono che berlusconi è il problema, ma il problema è entrato dentro di noi e dobbiamo metterci un braccio nella bocca per riuscire a tirarlo fuori, questo è il problema. Vediamo come finiscono queste elezioni. Mi sembra di non avere niente in testa. E comunque da queste parti non è che succeda molto, vedo che tanto ho finito gli esami e si ricomincia ad uscire. Il tempo è piuttosto grigio di quelli che non ti mettono tanta voglia di mettere fuori il naso ma devi uscire. (voglio spazio).
Domande e Risposte
Parliamo del tempo?
No, qui il tempo è grigio da qualche giorno, mi sono rinchiuso nella mia stanzetta e ogni tanto vado in giro, ma fondamentalmente ho bisogno di tranquillità, di ascoltare mozart, di godermi il fatto che da poco ho finito gli esami. Niente più file e attese snervanti e "speriamo che il professore non sia nervoso": ho chiuso con questa merda, come dicono i tossici dei film.
E poi che hai intenzione di fare?
Pensare alle elezioni, leggere il giornale, pensare al trasloco di mio padre, trovare un biglietto per uno stato estero a caso (persino la francia andrebbe bene), e magari lavorare un po'. Ecco, ci sono dei biscotti con la marmellata, qui sul tavolo...
Ma alla principessa ci pensi mai?
Certo, ogni secondo. Una meraviglia. Anche quando siamo lontani. Ogni tanto ci penso, che non è che ci fosse bisogno di una frase per conquistarci, è successo e basta. Piuttosto c'è bisogno di mille frasi per ri-conquistarsi, e no... diosanto sto parlando come nelle riviste rosa. Però. Mi chiedo quanta fortuna si può avere, al mondo.
E adesso ci sono le elezioni, cos'hai intenzione di fare...
Votare, e scappare via magari. Andare via da questo cazzo di posto che puzza di chiuso a nordest. Magari in una città più grande, o forse solo una città diversa.
Come guardare le cose da dietro la finestra
In
tutta la regione penso che stia piovendo solo nella mia città. Nel frattempo, ho finito gli esami e mancano solo pochi mesi di tesi per finire quest'università di merda. Guardo tutte le cose con un po' di distanza, sarà che me lo dice l'oroscopo (quello di internazionale, non uno stupido oroscopo di un giornale qualsiasi, anche se ora dice che avrò i superpoteri), oppure sarà che mi piace guardare le cose dalla finestra, starmene in pace, evitare troppi contatti con il mondo. Ogni tanto bisogna fermarsi e guardare le cose, decidere come le si vorrebbe, magari dipingerle con i colori che gli occhi vedono davvero. Tenendo spenta la tv. Non leggendo i giornali. Guardando e basta. La radio va bene, fa sorridere molto.
il primo giorno di primavera
Il primo giorno di primavera è un giorno bellissimo. Si fa pace con tutti, ci si riappacifica con il mondo, l'inquinamento sembra non esserci. Gli uccellini cantano in cielo, la radio trasmette cose allegre, il giornale racconta storie d'amore, la televisione... no vabbé, la televisione no cazzo. Comunque sembra che tutti sorridano qui intorno, è un giorno in cui bisogna stare attenti a colorare d'arancione gli sbalzi d'umore. Ecco una bella cosa da fare il primo giorno di primavera: bisogna prendere la macchina e mettere qualche musica bella, arrivare in un posto solitario e assolato, fumarsi una sigaretta e tornare indietro. O chiudersi in casa con le finestre aperte e guardare "racconto d'estate" di rohmer per prendersi avanti. Io sono pronto.*
* chi indovina il riferimento vince un tegolino.
L'ultimo giorno di inverno
L'ultimo giorno di inverno è un giorno difficile. Fa ancora freddo la sera, e l'ora legale non è arrivata. I nervi saltano uno dopo l'altro, come se fossero birilli in fila, come pedine del domino. Ancora non c'è la primavera, le parole escono urlate dalla bocca o non escono per niente, i dischi da ascoltare sono sempre gli stessi, cupi e freddi dell'inverno. E i dischi allegri sembrano fuori luogo, non rischiarano la questione. Ogni momento viene voglia di riposarsi un poco, anche se ci si è appena svegliati. E c'è poco tempo per dormire, ci sono milleuna cose da fare, e troppe sigarette da fumare, il pacchetto che finisce troppo presto. Le energie per urlare, anche quelle finiscono troppo presto forse. L'importante è che domani è primavera, e allora sì che potremo mandare a fare in culo tutto quanto.
[senza titolo]
Quando
chiudiamo gli occhi abbiamo il dono della sintesi. Immaginiamo mondi meravigliosi, le cose che sarebbero potute succedere, o ci fissiamo su particolari infiniti della nostra giornata. Una mail da scrivere a un amico, un regalo per la persona più bella del mondo, e altre cose del genere. Poi apri gli occhi e buona parte delle cose quasi sognate sono sfuggite, ti resta un vago ricordo.
Intanto ho ricevuto un regalo bellissimo, surreale, dalla mia amica neia. Avevo dimenticato il dentifricio, a bruxelles. Mi piaceva il tabacco camel, che in italia non si trova. Ci siamo scattati due foto. E saudades, e tutto questo era nella lettera bellissima, ancora più bella è la sorpresa. È ancora più bello perché tutto questo anticipa la primavera.
primavera vento freddo primavera (tra poco)
Uh.
Marzo è pazzo come dicono tutti e si cammina tenendo ben presente questa frase santa. Marzo è pazzo. Marzo è pazzo. O forse era aprile nessuno si ricorda qui. Certo che bisogna stare attenti perché un momento è primavera, un momento è estate. Un momento non sai se esci vivo da un esame ed un'altra volta prendi un trenta*. Le mamme portano i passeggini sui marciapiedi, i cani pisciano sui muri, io sto mangiando poco. È però un periodo nervoso in cui molte coincidenze mi fanno felice. Ad esempio ho mandato un messaggio "come va", e la risposta è stata completa, esauriente, mi veniva da ridere. E poi mando uno squillo ad una persona lontana, e il giorno dopo ricevo da lei un pacco che nemmeno entra nella cassetta delle lettere. Questo mese bisogna stare attenti alle proprie azioni, perché possono venire fuori cose meravigliose come anche delle cazzate immani. Attenti. E felici.
* Per quelli che ancora studiano. Gli altri possono adattare l'esempio degli esami alle proprie vicende personali
io ho visto lou reed
Un
concerto di lou reed nella tua città è qualcosa che non ti aspetti, soprattutto se abiti in una cittadina del nordest da cui vorrebbero tutti scappare e dove tutti sognano l'america, la spagna, la pulizia etnica. Villette, gente chiusa e con tradizioni ridicole e modi di fare incomprensibili, un dialetto fastidioso. Oh cazzo, mi sto facendo prendere dal rancore. Volevo parlarvi di lou reed. Trovo sul tavolo a casa un invito per il concerto, non ci credo. Biglietto gratis, nemmeno devo fare un chilometro per arrivare al teatro.
Chiedo alla sorella, prima della lista, poi alla pornomorosa e poi al cugino. Le due donne dicono di no e viene il cugino. Hai vinto, gli dico, un biglietto per lou reed. Sembra contento. Arriviamo al teatro e c'è una ressa incredibile. Perderemo juventus-milan, penso, ma non è che me ne fotta assai. So già che sarà una partita inutile come il calcio. Il teatro nuovo fa schifo, sembra un teatrino di provincia. Siamo in un paese di provincia, anche questo è vero.
Inizia il concerto. Vestito con una maglietta rossa e la telecaster al braccio. Inizia con la voce roca, il suono della chitarra è lo stesso di venus in furs, porca troia, proprio quel suono lì. Gli stessi colpi di plettro, anche nelle canzoni nuove. Ecco, lou reed suona molte canzoni nuove, il concerto è favoloso. Le luci illuminano dall'alto le molte rughe e la telecaster argentata. Si muove poco, saluta, ringrazia, fa il suo concerto. Lunghe canzoni e lunghi pezzi improvvisati. Alcune cose sono incomprensibili a chi non ne conosce tante, ma basta essere lì, avere davanti un pezzo della storia del rock e sei felice. Ecco, lou reed è proprio lì sul palco a pochi metri da te. Un'apparizione. L'ultima canzone che suona è sweet jane.
L'inizio di marzo
È un marzo piuttosto piovoso, questo del duemilasei. A volte come oggi, sembra primavera. Questo giro è davvero agitato. In città ci sono alcuni cantieri per mettere a posto i palazzi, le strade, e sotto la pioggia sembra che il numero delle macchine sia più alto che nei giorni sereni. Piacerebbe anche a me, essere sereno. Il tempo si riflette sul viso delle persone, e vedo che pochi sorridono (o forse è il nordest), e quelli che lo fanno convinti sono gli amici più intimi, quelli di cui ci si può fidare. E intanto sono andato a sentirmi lou reed, stasera. Ma vi racconto domani.
Lo stupore, la mattina.
Non
lo so come facciate ogni giorno a sorridere così tanto. Svegliarvi, preparare il caffè per tutti quelli che sono in casa - andare a lavorare e stare su quella sedia per tutto il giorno, parlare con la gente, sorridere. Guadagnare soldi e tornare a fare il pranzo - hai preso il giornale? - trovare qualcuno che in casa sta dormendo da tutto il giorno, poi lavare i piatti, sorridere ancora, fare la spesa che è finito il pane, fare benzina alla macchina, accompagnare qualcuno al corso di qualcosa, sentire i rimbrotti da qualcuno che il giorno non ha fatto niente. E pensare, pensare. Comprare il pane, che è finito di nuovo, andare in palestra, tornare a casa e iniziare a preparare la cena, in un giorno dove ci vorrebbero ventisei ore per fare tutto, ed è ogni giorno così. E non è nemmeno il giorno della mamma (scusate, ma io ragiono a giorni...).
Auguri, donne.
Auguri
a tutte. Certo che dovrebbe essere non solo oggi la festa delle donna, come si sente dire in giro. Tutti dicono che dovrebbe essere tutti i giorni. Si dice, dietro un uomo di genio c'è sempre una donna che fa il lavoro al posto suo. Auguri. A tutte voi che passate di qui, a chi pensa che fare una festa di un giorno sia un'idea sessista, auguri a chi rifiuta la mimosa o la guarda con disprezzo, auguri a chi invece si emoziona quando riceve i fiori. Auguri a chi vuole i fiori, il caffè pronto. Auguri a chi mi fa il caffè ogni giorno, e anche a chi ogni giorno il caffè lo pretende. Auguri a chi fa ogni giorno il lavoro al posto mio, auguri a rosa luxemburg, auguri a chi oggi vuole le mimose, cherchez la femme. Avevamo un alberello di mimosa vicino al portone di casa, aveva i fiori che arrivavano fino alle finestre del primo piano. Oggi comprerò qualche rametto, promesso, non chiedetemi di più. Auguri, donne.
Mettere Buon Umore a Tavola.
Forse è arrivata l'ora di fare qualche piccolo esame di coscienza, vedere se sono stato un bravo bambino se ho messo in ordine la cameretta se ho aiutato a fare la tavola, a sparecchiare, a mettere buon umore a tavola. Forse bisognerebbe parlare di più scherzare di più cercare di tenere in ordine tutte le cose e non buttare sempre all'aria tutto. Basta avere qualche piccolo aiuto, vedere ogni tanto qualche film, avere le idee chiare in testa. Ora il cervello sta impazzendo alla ricerca d'aria, nonostante a pordenone ci sia una discreta primavera che arriva, nonostante qualcos'altro che adesso non ricordo bene.
Alle Quattro e Quaranta di Sabato
E vabbé ciò la febbre e son disteso a letto tutto il tempo, il tempo fa schifo e i telefonini hanno piantato un'antennona davanti a casa mia, roba da fare solletico a radiovaticana (la maiala di tu' mà). Fumo meno sigarette per rispetto della casa, penso meno in generale a tutto ciò che di concreto ci può essere in una giornata, le uscite del sabato lo spritz in centro gli amici per strada, ché tanto di uscire non posso e se potessi non vorrei. Tanto c'è la radio ogni minuto accesa, e se non la radio c'è il computer che mi riempia la testa di qualche merdata. La droga non so, non si può è illegale. Sono le quattro e mezzo di sabato tornerò a riposare che ciò la febbre, cari amici.
La corrente porta tutto a valle
Troppe cose nella testa, troppe idee, la febbre, troppe pubblicità in una televisione che non guardo, troppa vita in un corpo che voglio abitare fino in fondo, troppo difficile essere forti in un momento come questo, troppo tormentato il giorno di oggi, troppo faticoso lasciarsi prendere dalla corrente. La corrente porta tutto a valle, trascina l'acqua ed il fango che si erano ammassati troppo a lungo, fa scorrere tutto via. Meglio è concentrarsi. Pensare che. Il mondo è dei vivi. E degli intelligenti.
(fotografie)
A Outra Voz
Bellino, ce n'è uno solo
Caterina
Deconstructing Déco
Dioaidan
Disco
Dudejeff
Erbasalvia
Eriadan
Fantamorto
Furlanist
Gattanna
Gipi!
Giulia
Gnellaccio
Heidipunk
Il Soldato Švejk
Inépcia
Ire
Ironica
Johnny Palomba
la Finestra
Lady R
Le Blog de 21
Lingua Comica
Little Sister
Living High
Lontano
Martellina
Massaia
Memoria Labile
Menzogna
Metacritici
Militanz
Minimarketing
Nascer da Lua
No Plastic
P
P.S.V.
Palommella
Petite
Pop
Se si potesse dire il Paradiso
Setteparole
SiFossiFoco
Spappari
Spoilerin'
Spud
Strepitio
Surrogati
Sviluppina
Trenta
Un Racconto
Underbreath
Unpopperuno
Uzeta
VDM
Violetta
Vito Calmonti
sigur rós > festival
midlake > young bride
mark lanegan > miracle
black mountain > angels
fleet foxes > sun it rises
los campesinos > you! me! dancing
the fratellis > whistle for the choir
lucio battisti > vento nel vento
tegan & sara > I was married
the do > unissasi laulelet
ellen allien > caress
camille > janine III
la crus > la giostra
bugo > c'è crisi
bright eyes > lua
la mia moleskine
agota kristof > trilogia della città di k
fernando pessoa > livro do desassossego
natalino balasso > livello di guardia
pv tondelli > altri libertini
doris lessing > the good terrorist
douglas adams > mostly harmless
sandrone dazieri > è stato un attimo
pino cacucci > ribelli!
gipi > s.
oggi
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
adventure
altre destinazioni
confusion
da lontano
happy people
il filo e il buchetto
il mondo per me
in verso
music
stelle e comete
zero doppio
lisbonina edinbra o amsterdam
disegnare e rubare
dipingere e lavorare
keko in ogni, minuto. Sopr...
binjip in ogni, minuto. Sopr...
GVB1978 in ogni, minuto. Sopr...
utente anonimo in nuvole all'orizzonte...
erbasalvia in mi piace / non mi pi...
MadameIdiota in mi piace / non mi pi...
LettereSparse in mi piace / non mi pi...
utente anonimo in mi piace / non mi pi...
ameya in Antes de tudo, somos...
annuzzapeste in Antes de tudo, somos...