riguarda la tua vita
Rivedere tutta la vita come se fosse un film in bianco e nero. Un film meraviglioso, forse è stato montato al contrario. Rivedi la tua vita, dal momento in cui hai detto la prima parola, fino al piatto che avevi davanti nell'ultimo pranzo che hai mangiato. Osserva bene la tua vita intera, i vari spezzoni poi. Ritrova il luogo in cui sei stato più allegro, e il momento in cui hai conosciuto il tuo migliore amico, e quando ne hai perso un altro. Ridi delle scene felici, commuoviti nelle scene patetiche. È la tua vita, solo tu la conosci interamente cazzo, è solo tua. Nessuno l'ha vista con i tuoi occhi, solo tu puoi renderti vivo. Pensa alla tua vita, goditela di nuovo. E forse potrai essere felice e libero.
la ricetta della felicità
Fai
crescere la tua rabbia, quella che porti dentro anche quando è domenica. Resta senza mangiare, falla rimanere dentro, fuma tanto e mangia poco, incazzati con chi sta seduto accanto a te in autobus, rispondi male, circondati di sporcizia e di gente sorda. Mescolare bene. Drogati, se puoi, sii scortese, bevi tutto quel che ti passa per le mani. E poi sfogati, contro tutto e tutto e tutti. Questa è la ricetta della felicità, tralalà tralalà...
il cielo della città è grigio
Ma non è grigio nella testa, dove non dev'essere mai grigio. In città succedono mille cose. Per caso si trova uno stage per dare una svolta ad una carriera universitaria fracassona. Per caso si trovano gli amici che stanno discutendo, e almeno c'è qualcuno in giro. Per caso si continua una festa iniziata ieri, con la padrona di casa a distribuire il vino avanzato. Bisogna finirlo, dice. Ma sono sei litri, rispondo. E cazzo, finiamolo. Forse mi sto affezionando a questa città ostile, anche se da sei anni mi sembra sempre il primo giorno che sto qui.
stai sempre a far festa
e quando studi?
Il sesto anno in questa città di merda. La laurea è sempre più lontana.
Ok, fine della parte triste.
Primo
bicchiere. Non mi era mai capitato di vivere una festa che durasse dalle otto del mattino fino alle due di notte. Certo è che in mezzo ci sono stati una laurea da 103, mille bicchieri di vino, autobus, macchine, insulti, qualche grappa, sigarette che non finiscono mai e la gola che brucia, tutti gli amici - tra cui qualcuno ubriachissimo che balla sulle panche, la chitarra che viene suonata per ore (le dita della sinistra sono ridotte male e ho ferite sanguinanti sulla destra). A studiare ci penserò domani, o meglio venerdì, che ora la città è piena di lauree e di feste e di "bevi un bicchiere con noi" e cose simili. Sempre in festa, che se non ci fossero le feste adesso verrebbe da dormire. Invece no, è meglio così. Secondo bicchiere. Si inizia così. E si finisce ad un angolo di una strada*.
* (e si viene cacciati via dal sindaco perché finisci a fare il lavavetros)
dalle dieci di mattina
alle tre di notte
Alle dieci
Mi sveglio, ma poi rispengo la sveglia e mi rigiro dall'altra parte. È un po' troppo presto per alzarsi dal letto, ed in più mi fa male la schiena. Dormito abbastanza, ma voglio riposarmi ancora qualche minuto.
Alle undici e mezzo
La principessa non vuole alzarsi, nemmeno se le dico che il caffè è pronto (questo trucchetto funziona quasi sempre). Allora mi alzo da solo e scendo a comprarmi il giornale, che se no la giornata non inizia bene. Il caffè. Anche senza il caffè non inizia bene, ma questo lo sanno tutti. Poi mi chiamano i genitori, vogliono sapere se torno a casa per il weekend. Non c'è niente da fare, non mi va.
Alle dodici
Il suono della tivù mi aiuta a stare bene. Torno a casa mia che è lì vicino e parlo con la mia coinquilina e l'ex coinquilina, che l'anno scorso viveva nella stanza dove sto io. La mia stanza bellissima. La tipa che vive con me è molto bella, intelligente, ma c'è un po' d'imbarazzo. Io con le bionde mi imbarazzo. E in più sono i primi giorni e non c'è molto da dire. Ma vabbé. Sto pensando ad un nuovo quadro, quali colori usare, e la coinquilina mi chiede se voglio un caffè. Idee perse, ci penserò ancora su.
Alle due
Un caffè, suono un po' la chitarra da solo nella mia stanza con le finestre aperte sulla strada. Don't think twice, it's all right di bob dylan e love you di syd barrett, come sempre. Faccio il disegno per il papiro di laurea di nadia. Se non sapete cos'è un papiro: è un cartellone in rima per sfottere il laureato con una grossa caricatura al centro. Ovviamente il disegno è venuto uno spettacolo e tutti mi faranno i complimenti domani, cioè martedi. Acquarelli, pennarelli, colori a dita: un bijoux. Guardo le partite e ascolto i motorpsycho e gli oasis (ehi, il primo disco) e pet sounds dei beach boys. A dire il vero pet sounds mi mette un po' di nervoso, quindi torno dalla pornomorosa.
Alle cinque
Mi chiamano al telefono, "come va col disegno?" Naturalmente il disegno è perfetto, e colorato lo è ancora di più. Bravo bravo. Tutto colorato. Momento di amore. Lunghissimo, stancante, perfetto. Nel frattempo sono arrivati tutti, dall'altra parte della casa.
Alle sette e mezzo
Chissà come sono finite le partite. Ho fame. Leggo D di repubblica che devo ancora finire di leggerlo (sabato c'era troppo da leggere). E ridendo e scherzando e fumando mille sigarettearriva ora di cena e manca il vino, cazzo come si fa senza. Scendo, e a sei euro (è chiuso il miio posto preferito vicino a casa, città di londra, dove costa meno) mi danno un litro e mezzo di rosso.
Alle nove
Salgo su e c'è pasta al ragù e vino rosso e una susa, cioccolato alla cannella, e ci mettiamo a vedere la vita è un miracolo di kusturica.
All'una
Finito il film, dopo due ore e mezzo e mille interruzioni e altro vino. La pornomorosa dice "che finale di merda", e la sorella la prende in giro perché voleva come sempre il lieto fine. Tutti a ridere. Torno a casa e mi sento la radio, mi metto comodo,
Alle tre
Dormo.
in città tutti guardano le stelle
Qui va tutto bene, tutto benissimo. Non ho pagato l'affitto e mi chiama la padrona che vuole i soldi, mi detta i codici del conto bancario per farmeli scrivere. Io ovviamente non li scrivo (sto senza soldi, chevvelodicoaffà - e in più domani le banche sono chiuse e non ho voglia eccetera), e ovviamente lei (la padrona, scrivo con la maiuscola o con la minuscola?) ribatte con un secco "mi puoi ripetere i numeri che ti ho dato, così vediamo se son giusti?".
Eh... ehm... (click).
Ma al di là di questa cosa bellissima, succedono mille cose. Per esempio di comprare le tele nuove, ed entri dal giornalaio di fiducia. E il giornalaio ti chiede di portargli un book, poi entra una cliente (dallo stesso giornalaio) e dice "guarda puoi andare a scuola d'arte in via x, y e z", poi dice "vai ad esporre in via tal dei tali che è bellissimo e diventerai ricco e famoso". Che bello, la ricetta della felicità dal giornalaio non me la sarei mai aspettata. E poi c'è la laurea di tino che tutti ubriachi e in mezzo alla strada e a regalarci botte e bere vino e fumare un sacco. Ecco, la città così mi piace, il pessimismo vada a farsi fottere.
queste nuvole cariche di pioggia
Le
nuvole fanno pensare a quello che c'è oltre. Rendono il cielo più basso, e rendono tutto difficile. Mi fumo una sigaretta, come molte altre già fumate quest'oggi. Scende intanto una pioggerellina fitta che entra nelle ossa, che mi ricorda che dovrei tornare a casa, nella casa nuova dove si sta bene, al caldo. Ma intanto avrei altre cose migliori da fare, che non muovere i passi verso casa. È tutto questo insieme che fa sì che questo periodo sia nervoso. Che gli amici non mi riconoscono, fanno facce strane quando mi metto a parlare con loro. Così continuo a passeggiare a caso, guardando i palazzi intorno a me, le macchine nelle strade, prendendo gli sguardi che incontro come spunto per la giornata intera. E forse è questa la cosa più pericolosa.
in mezzo ad una strada
Un
giorno di ottobre mi ritrovo in mezzo ad una strada. Non per un motivo in particolare, ma solo perché sto attraversando. Il semaforo è verde e ho guardato a destra e a sinistra. Mentre attraverso la strada ho un'illuminazione che mi rivela che: 1. ho un flik-flak viola al polso, ma non lo guardo mai perché, dicono, non mi frega molto dell'ora (qualcuno disse). 2. L'ultima canzone dei marta sui tubi mi fa camminare più veloce e mimare le parole insieme ai passi. 3. Mi accorgo di esser diventato molto criptico negli ultimi giorni, a volte ripetitivo, molto cinico. 4. Pochi vogliono vedermi, e subito dopo mi incazzo subito. Sono anche irascibile, ma è solo perché quando devo partire chi mi sta accanto mi fa la sceneggiata del "nun ce lassà". 5. Cerco lavoro. 6. Voglio finire l'università, voglio dipingere, ho bisogno di chiodi per appendere delle cose. 7. Forse la gente non mi vuole in giro, ma forse non è vero. 8. Ho un copriletto rosso bordò che rende la mia stanza bellissima. Tutti questi pensieri passano via in un secondo solo, perché non ho la mente sgombra e libera dai pensieri.
storiella dei fiorellini
Un giorno
il nostro amico klaz, il protagonista senza nome, stava passeggiando per le vie della sua città, piene di fiori e luci accese anche di giorno. La sua città era un luogo bellissimo, in cui tutti erano felici ed ottimisti. La città era fredda di giorno e calda di sera, quindi tutti volevano uscire di sera e stare in casa di giorno. Klaz usciva sempre di giorno, quando la città era vuota. Ma, in realtà, nessuno aveva un cazzo di soldi, erano tutti dei pazzi straccioni. Per questo uscivano tutti la sera che i negozi sono chiusi e si può sognare davanti alle vetrine chiuse. E forse è per questo che erano tutti ottimisti. Il nostro amico*, tra l'altro, era pazzo. Quindi immaginate un pazzo tra i pazzi, che vedeva al di là delle pazzie della sua bellissima città. Quel giorno, come sempre stava facendo il solito giro delle vie vuote, che conosceva a memoria. Stava passeggiando, quando per caso incontrò un fiore. Che strano, pensò, di solito in queste strade non c'è mai un cazzo di nessuno. Che cosa curiosa! Il fiore gli disse "non cogliermi, per favore, anche se sei pazzo". Oddio, 'sto cane di un fiore addirittura parla! E lui, che non voleva essere chiamato pazzo, gli disse: "fottiti", e lo colse. Et voilà, niente più fiori nella bellissima città.
* il protagonista si chiama klaz ma non vuole che nessuno lo chiami così
ci sono cose nuove
Giusto per dire, sono usciti i dischi nuovi di un sacco di gente. E di qualcuno vale addirittura andarsi a comprare il ciddì. Tra i tanti ci sono i depeche mode, poi i franz ferdinand (anche se avevo sentito già tutto allo sziget, già, dove finisce il video di mi fido di te), i jaga jazzist, aimee mann, marta sui tubi e mille altri. Ma mi sa proprio che resterò a sentirmi il mio stevie wonder. C'è niente da fare.
inizia la settimana
Anche oggi, come sempre da qualche tempo succede di lunedì. Il cielo è un poco più grigio del solito, ma la gente non cambia molto, rispetto al tempo che c'è fuori. Tutti sembrano stare bene. Ci sono molte cose da fare e da pensare, come sempre. Devo fare un curriculum, altrimenti me ne andrò a spasso. Il fine settimana è stato di quelli memorabili, come sempre. Molta musica nello stereo. Molta allegria nelle vene, a volte. A volte invece un po' di scazzo. Come sempre le cose vanno come su un'altalena, e poi ci sono state le primarie dell'ulivo, e poi c'è di mezzo l'autunno e quindi non si può scherzare così tanto. Vabbé, ma questo lo sapete già.
scoppi esplosioni
A mezzanotte si ritorna a casa pensando che delle volte è così difficile, è così difficile. Diventa difficile quando ci sono tante cose nella testa, una serata che non ne vuole sapere di finire, troppe parole dette e sentite e qualche passo indietro, e sono sempre troppo pochi . Almeno c'è il giorno dopo che promette bene, il sole, un caffè, eccetera.
felicidade, meu amor
Arriva
la notte e mi viene da pensare una cosa sdolcinata: ci vuole poco per essere felici. Davvero, anche in mezzo a tutta la munnezza* che ci circonda. Una lettera o una telefonata da qualcuno cui si vuole bene, qualche bella sorpresa, due libri sul comodino, tre dischi preferiti da ascoltare sempre*', un po' di fatica fatta o da fare durante la giornata, qualche obiettivo. Sapere che c'è una persona speciale cui si vuole regalare il tempo, regalare fiori, regalare tutto. Ridere molto. Molti bicchieri di vino con gli amici. Conoscere il passato e sperare nel futuro. Vedrete.
* munnezza: spazzatura
*' the beatles > abbey road | motorpsycho > phanerothyme | stevie wonder > songs in the key of life |
fuggire.via
Bisogna scappare dall'italia, o forse è solo autosuggestione. Bisogna scappare da questo paese ammuffito, e mi sembra a volte che non ci sia da fare niente, partire verso qualche posto più allegro, per far finta almeno di vivere. Davvero, ci sono giorni che non riesco nemmeno ad aprire il giornale.
io ti volevo dire
Ti volevo dire che devo fare un mondo di cose in questo periodo, ma che ti penso spesso. Ti penso nella tua città distante da qui, penso che magari in questo momento starai guidando la macchina, o starai bevendo l'aperitivo, o starai leggendo un libro, o magari le ultime spese prima di cena, prima di pranzo, o prima di quello che vuoi. O forse stai pensando e basta, o stai guardando qualcosa. Forse non sai, non sai che qui le cose non sono cambiate molto, non sai che ora ho una casa nuova e che ci sto bene. La mia stanza è tutta bianca, come sanno i pochi che ci sono entrati e quelli che leggono questa mia pagina. Ogni tanto cucino qualcosa per me, ma la cosa è piutosto rara. Ogni tanto metto in ordine le mie mille cose disordinate, che altrimenti non si capisce più nulla. Ogni tanto tutto va bene, in altri momento entrano in testa delle nuvole nere scurissime che nemmeno lasciano cadere la pioggia. Sto per finire l'università e da un lato non vedo l'ora e dall'altro non mi va. Fumo sempre quelle mille sigarette al giorno. Chissà.
tutto bianco
Sembrerà
strano. Tutti vogliono qualcosa di bianco, tirano bianca, vogliono stare su, stanno male. Che merda. Ma non c'è niente da dire su quel rincoglionito. Certo anche io voglio stare su e ho spento il mio telefono. Ho dipinto la mia stanza di bianco, per stare su. Ho seguito la moda. Intanto. Due esami in una sola mattinata ovvero quella di oggi. Per la prima volta ho studiato per un esame, vorrei vedere la principessa ora (e voglio proprio vederla ora). Voglio leggere il giornale, voglio fare due chiamate, voglio staccare la testa, voglio fumare una sigaretta: è già mezzogiorno passato e ancora non ho speso tutti i miei soldi.
vernice bianca, mare blu
in terza persona
In questi giorni di cose ne sono successe a valanghe, ne sono successe così tante che sembrava dovessero da travolgere la vita del vostro amico vinz, tra lacrime, dolori e guardia di finanza. Ma è stato facile rimetterla in piedi: è bastato un panino con la salsiccia, due battute che fanno ridere e qualche mano di vernice. Alla fine è semplice, ora vi spiego.
Dopo tanto penare e vari tiramolla, vinz ha preso possesso della casa. Ha pulito i vetri: che avevano uno strato di nero da far paura. Pulito la tv: che lo schermo quasi non si vedeva da quanto era sporco. Raschiato le pareti, messo l'antimuffa, profumato tutto. Una casa nuova. La mia stanza è tutta bianca. Luminosa.
Ad un certo punto qualcuno, qualcuno di importante si mette a piangere. La città era tutto un delirio e tutta la gente in piazza, la barcolana ha riempito le strade. Ad un certo punto (più o meno quando voi stavate scrivendo i vostri post tristi ed autunnali egli ultimi giorni) vinz si è sentito solo nel mezzo di tanta gente. Ed ha scritto qualche riga su di un foglietto giallo per confortarsi. Più o meno diceva delle cose senza senso
il nulla, truccato e agghindato
gira, cammina per bere una roba
veloce
una birra: tre euro le sigarette
devo viaggiare devo vedere i miei amici
i maniaci i monaci i mimici
devo dare giudizi e non ho soldi
Che davvero in quel momento vinz non aveva proprio un cazzo di soldi e almeno voleva bere. Poi il vino è arrivato e le cose sono andate molto meglio. Hanno aperto una specie di osmiza in centro dove la strada puzza di fogna. Poi è arrivato anche tutto l'ambaradan di amici, dopo il concerto. Siamo andati tutti alla festa più bella di questo periodo lungo anni, e la gente faceva stage diving dal mobile del salotto e il tetto era alto due metri e mezzo. E qualcuno si è arrampicato sul tetto.
Per qualche giorno è ritornato il conqui e tutti quelli che gli stanno intorno sono sempre di buon umore. E ci sono stati tutti i concerti. Ah sì, la guardia di finanza! Allora, quattro ragazzi si mettono in strada a vendere grappe a un euro per arrotondare e pagarsi l'affitto chissà. Il bar accanto chiama la guardia di finanza che arriva, sgombera e dice non fatelo più. La sera dopo i tipi son di nuovo lì, arriva la guardia di finanza e gli piazza sul coppolino ventimila euro da spartirsi. Ehe, andremo a bere altrove.
Mille cose da bere. La casa della principessa sembra una comune, tutti fanno la spesa e tutti portano a spasso il cane a piscià. Intanto c'è ricardo che continua ad imparare l'italiano (anche se continua a dire univercità), e si diverte un sacco nella sua nuova città. Pensare che la sua vera città sia lisboa mi fa incazzare un po'. Vabbé, cazzi suoi.
Ieri doveva essere il compleanno di john. Niente compleanno caro, ti sei fatto sparare. Però tutto il grande articolone sulla repubblica mi ha fatto molto piacere. Ok. Entro in facoltà e scopro di aver preso un ventotto in un esame che non sapevo di aver superato. Scatto foto in continuazione, non perché voglia fermare questo momento ma perché mi piacciono i colori, mi piace sorprendere uno sguardo e via dicendo. Mi piace guardare i film, non vedo tv da un po' di settimane.
In più ci sono mille giochi da risolvere, gelosie da superare ed uccidere (forse), e mille altre cose da fare. Bisogna finire di mettere a posto la casa, comprare un orologio, un lenzuolo bianco per dipingerci sopra e farne una tenda, bisogna studiare che ci sono gli esami e perché bisogna lavorare, in futuro. Oggi inizia la settimana, quindi buona settimana a tutti, non tiratevi le pare, siate allegri e godetevi la vita.
il colore del mio telefonino
tutto bellino tutto azzurrino
è arrivato il momento di entrare nella nuova casa, di vedere i concerti che iniziano in città per la barcolana, di svegliarmi sul serio finalmente e di conoscere gente nuova, ancora. E rivedere i miei amici. I miei amici sono svegli, non sono come la gente di fuori. Perché, mi chiedo, sembrano tutti così addormentati, presi alle proprie cose? Perché tutto sa andando in questo senso, proprio in questo? Perché sono tutti così attaccati alle stronzate, al colore del proprio telefonino (o bandiera o campanello o tenda del terrazzo) e non pensano a qualcosa di più importante? Forse proprio perché non c'è niente di più importante, direte voi, ma non riesco a crederci.
mercoledì 5 10
Che oggi è mercoledì, uno dei miei giorni preferiti, è in mezzo alla settimana, ha tutti i gusti e tutti i colori, la memoria e la speranza. Puoi pensare alla parte della settimana passata o quella che verrà. Ho scelto la casa, la casa più bella. Improvvisamente mi sono trasformato in un angelo custode (nonostante mi sia dimenticato vergognosamente dell'onomastico di mio padre). Il português in questione (diamogli un nome, eh che ricardo ha anche un nome) è diventato co-inquilino della principessa che cercava qualcuno per la casa. Sono diventato un angelo custode per chi cerca casa, per chi se ne deve andare ed è incazzato, per gli amici, per quelli che non conosco, per chi cerca l'amore, per chi l'ha trovato e non sa cosa farci. Insomma per tutti. E intanto piove e succederà altro. E tutti vissero felici e contenti. Ih.
sanfrancesco, oggi
Certe volte è strano, perché l'umore non corrisponde al tempo atmosferico. Certo, lo sapete tutti: se una persona è metereopatica il suo umore è aderente al tempo del cielo, non si riesce più a decidere come stare perché qualcun altro lo sta decidendo per lui, o per lei. Ma in questo caso è per lui, visto che è di me che si parla. Le strade gonfie di pioggia con il loro odore inconfondibile non lasciano scampo. L'aria elettrica rende nervosi, come un calciatore che fa subito fallo al primo intervento, come un motociclista che scivola e finisce sulle protezioni al bordo della pista. Ma non è così, oggi non è così per fortuna. Oggi non è così perché il cuore sta bene, il cuore ride ad ogni passo, e vuole parlare al mondo. Oggi il cuore sta bene perché succedono cose speciali anche mentre si va a comprare il giornale. Sapete bene che divento allegro a parlare portoghese, per esempio. E incontrare così all'improvviso due portoghesi all'edicola mi rende felice, anche solo parlarci cinque minuti. Che voi direte che non è niente, ma a volte è molto. Ed in più fare colazione scherzando tutto il tempo fa cominciare felici la giornata. Chissà cosa succederà oggi, chissà dove andrò. Per il momento ho beuto latte e mangiato i cereali, ho messo la felpa rossa e gialla, ho comprato le corde nuove della chitarra, ho conosciuto due persone nuove e voglio leggere il giornale. E poi deciderò in quale casa andrò a vivere il prossimo anno, e tante altre cose che ora non mi vengono in mente. Ma ne sono sicuro, oggi farò un mondo di cose.
con la pioggia la città si trasforma
e diventa un luogo, o forse un lago, dove tutti tengono la testa bassa e la musica nelle orecchie, ma di quelle cose malinconiche che ti strappano il cuore e te lo lasciano sul marciapiede bagnato. Quando piove tutti si nascondono in casa, si chiudono a guardare le partite e gridano da sole. Questo accade perché questo è un posto dov'è facile vivere bene ma è difficile essere sereni.