giorno giorno
Giorno che inizia alle sette del mattino, come quasi mai, giorno che inizia con la macchina da guidare, come mai. Arrivo e tutti dicono ciao! felici e sorridenti. Il sole scotta, e sotto il sole ci sto quasi tutto il giorno, mi sto arrossando. Nella mensa si mangia male, mentre tutti urlano con tutto il fiato che hanno in gola. Esco e sono contento della giornata, ci sono sempre altre cose da fare una volta arrivato a casa. La spesa il bucato la posta gli amici la chitarra, una susa ogni tanto, la principessa lontana. Tutto sembra correre veloce, tranne il tempo. Migliaia di impegni saltati, tutti si laureano e io non posso andarci, né posso laurearmi. Voglio una pastasciutta seria, fatta bene come la si mangia a casa mia. Chi ha provato non si è lamentato mai, ne è uscito felice davvero. Ma al di là delle cose da mangiare, ce ne sono tantissime cui pensare, e subito. Di tempo ce n'è poco, vorrei vedere qualche film, tutto il resto, voglio vedere gli amici e già andare in vacanza, voglio tutto. Ora.
tutto veloce
I bassi carichi fino a fare scoppiare le casse e non si riesce nemmeno a respirare veloce come si dovrebbe, saranno le mille sigarette al giorno. Un diluvio al giorno, con tutta l'acqua che scroscia dal cielo, mentre la macchina corre. Credo di avere una riga (forse una ruga) in faccia in più, con tutte le cose in testa e intorno che ruotano danzano e saltano nelle immediate vicinanze - come si dice di solito. Il telefono suona e risuona, ma non ci sono sto correndo via veloce da queste diavolerie, vorrei la principessa e ancora un po' di sole.
hero of the day?
Facciamo una gita, andiamo al mare, facciamo un tuffo. Prendiamo la corriera, urliamo tutti, andiamo avanti. Andiamo in barca, guardiamo i cigni, facciamo foto. Guardiamo la foce dello stella, guardiamo la laguna, ancora cigni e germani reali. Spettacolo idilliaco. Mangiamo una sarda, quando ci fermiamo. Tutti felici tutti a ridere, andiamo al parco giochi con piscina. Ad un certo punto un bimbo accanto a me inizia a galleggiare a faccia in giù. Questo lo stiamo perdendo. Caldo torrido, il tempo si dilata, porto il bimbo al bordo della piscina. Tic tac il tempo scorre. Dio non respira. Chiamo aiuto soccorso arriva il bagnino. Ricomincia a respirare, apre gli occhi. Arriva l'ambulanza. Cazzo mi devo calmare, vado a fumarmi una sigaretta.
ci stai?
Ci sono delle domande che ti girano nella mente, ogni tanto. Ti chiedono se vale la pena di buttare via l'anima per una persona, per uno scopo, per qualche strana cosa o avventura. Tanto lo sai che tutto finirà in polvere, (non importa che tipo di polvere) e ti verrebbe di lasciar perdere, non sai se l'offerta sia ancora valida per te e se strappare via tutto non sia la soluzione migliore. Tante volte la stessa domanda ha girato per le pareti della mente, ha sbattuto forte, ha trovato risposte diverse, diverse gni volta. La risposta di oggi è non lo so. Ma probabilmente la risposta è questa perché non me ne frega un cazzo, ci sono altre cose più importanti.
tempo
Ci vuole tempo per amministrare tutte le emozioni di un fine settimana, ci vogliono giorni per prendere le forze e già domani si comincia di nuovo a correre, ci vuole un film per riempire la testa di idee e immagini per poi farle fluire fuori, rapide. Ci vorrebbe un bellissimo cervello, capace di archiviare e ricordare, occhi grandi per vedere tutto, orecchie pulite per ascoltare. E un'anima grande come il mondo, per poter essere il mondo.
siamo giovani e ci spacchiamo
Credo che il titolo basti. D'altronde, è sabato.
update. Quindi si comincia con qualche sprizzino, si prepara il disegno per il papiro di aggia, già belli e sorridenti, tutti a posto, tutti come bisogna stare, nonostante quello che succede intorno, le bugie che ci circondano, i mille impegni che si devono sopportare, peo che continua a scattare foto con il flash. Insomma, io sto con i miei amici. Arrivano peo con donna, pet, i bellini rumore, modo e il grezzo, arriva kamo. Arrivano e ridiamo, arrivano le sigarette, si tira fuori il vino dal frigo. E poi arrivò il diluvio, che ha trascinato a terra uno dei pioppi davanti a casa mia. Qualcuno ha chiamato i pompieri, i quali sono arrivati e andati via. Poi si sono accorti dov'era l'albero e sono tornati indietro a tagliarlo con le motoseghe. Ma noi eravamo in terrazzo con una buona susa, e alla fine dal mio terzo piano gli abbiamo fatto l'applauso. Un grosso applauso. Un pompiere ci ha fatto l'inchino. Poi ci siamo visti le follie dell'imperatore, un must per queste situazioni. Fuori pioggia e tempesta, dentro il delirio. Finisce il film tutti sfiniti, sì principessa ti accompagno io. Esco con l infradito, e non si riesce a guidare mancop'ocazz con quelle. Considerando poi il delirio nella mente, il macello di rami caduti sulle strade e tutto il resto, l'impresa è impossibile. Buona estate, brothers e sisters.
tutto a posto
Colazione abbondante. Dormita perfetta. Sveglia col piede giusto. A posto la macchina, è riparata e pulita. La sorella danza in piazza, tuttapposto, anche se sono arrivato esattamente quando è scesa dal palco e mi si è rotto uno dei miei sandali da francescano, mentre camminavo. Riparato con il nastro isolante del mixerista. E oggi riparato con ago filo e ditale, in mezzo alle gocce di sudore che scorrevano copiose sulla mia fronte. Vedrò tutti, mi godrò il sabato come dio comanda, la pornomorosa è tornata, gli amici sono di nuovo in città e di tempo ce n'è abbasanza, si muore di caldo, vado a bere un caffè e poi al mercato di questa cittadina maledetta.
it's so hard
No
, no, era proprio vero: You gotta live You gotta love You gotta be somebody You gotta shove, but it's so hard, come dice il tipo della foto. Tutto questo però crea tanta felicità nel corpo, così tante energie da sprecare correndo, saltando, gridando dalla mattina alla sera. Poi ci sono quelli che urlano bestemmiano, picchiano gli altri. C'è la macchina che corre e a volte non corre più, poi ricomincia a correre anche lei. C'è qualcuno che studia, altri che nel frattempo si laureano. Io nel frattempo mi diverto, e sudo tantissimo.
parti, stupida macchina
Non
è la legge di murphy, non voglio crederci. Lavo la macchina e lei non parte più. Parti, stupida macchina, devo andare in stazione. Parti macchina, devo andare al lavoro. Tutta pulita, splendente, e ferma in garage. Inesorabilmente. Maledizione. Per non pensarci devo pensare ad altro: a questo cielo d'estate sopra di me, all'ultima canzone che ho ascoltato alle persone che voglio vedere ora a quello che farò in questa già lunghissima estate. Ma la macchina non parte, dev'essere la batteria che è stanca di battere.
correre ancora
E ripartire, sentire fino alla sera tutto il sangue nelle vene e nelle arterie che scorre denso, che scorre tutto rosso (e blu come si vede dai disegni che si fanno quando si è piccoli). Sento poesia nell'aria, nelle urla che iniziano al mattino, nelle ossa che spingono l'acceleratore di pomeriggio, e la sento persino sul vetro sporchissimo della mia macchina che corre - sarà il caldo.
estate
odio
l'estate, cantava bruno martino e canto anche io in macchina, per passare il tempo, per avere qualche nota nelle orecchie, non avendo l'autoradio. Lo canto solo per passare il tempo, ché in realtà non odio l'estate e mi piace il caldo, amo il sudore che rimane attaccato alla pelle e la maglietta sulla pelle, il letto facile facile da rifare, il sole già la mattina presto. D'estate ci sono contrasti forti tra i colori ed il cielo, come questa foto, ci sono contrasti tra stanchezza ed energie, tra il rock and roll della mattina e il paganini della sera tarda. Tra tutte le persone che si conoscono e quelle che non si sentono più e si vorrebbero vedere. Tra il caffé dell'alba e le grigliate del tramonto, che si vedono ai bordi delle strade. Quindi ancora non so se odio l'estate, se odio quest'estate.
sàtani
La superuno che corre sulla strada ed il termometro che segna trentasei gradi in questa landa desolata, a volte trentanove. Dentro la macchina vinz che canta it won't be long del secondo album dei beatles a tutta voce, anche alle sette e mezzo del mattino. Tutte le macchine che scorrono via come fulmini e razzi sulla strada diritta, e tutto per andare dai sàtani, che urlano sputano bestemmiano e tirano certi cazzotti sul collo degli altri sàtani (sarà utile ricordare che alcuni di loro hanno cinque anni e mezzo). È tutto una strana avventura, colorata, meravigliosa, violenta.
working, trabalhar
lavorare insomma
Come avevo promesso ho iniziato, è un delirio delirione delirante in mezzo ai famosi quaranta sàtani (plurale del famoso satana) che urlano saltano vogliono giocare, disegnare, imparare, calciare fortissimo il pallone contro il muro. Il programma è facile: sveglia alle sette, sempre in piedi senza sosta fino alle quattro e in macchina fino alle cinque, tante idee per la testa (anche se mi ronza l'idea che dovrei fare qualche esame, insomma), mille sàtani intorno da ammaestrare sono tanti e noi educatori in pochi, giochi giochi fino a sfinirsi. Tutto è bellissimo - tranne alzarsi alle sette, sia chiaro.
love in the summer
domande immaginarie
Come
stai vinz? è un po' di tempo che ti vedo preoccupato, che non ci stai con la testa, che parli di biciclette e di macchine come se fossero un supplemento non staccabile del tuo corpo, come se volessi viaggiare. Sembra che tu stia sempre in procinto di staccarti da questa terra, ogni secondo hai mille idee in testa, mille azioni nelle braccia e, un attimo dopo, hai dimenticato tutto e fai la solita strada, o verso quella porta lì o verso un luogo di riposo. Oppure ti metti a guardare la finestra. Poi di scatto ti alzi e mandi tutti al diavolo. Poi altrettanto d'improvviso vuoi far pace e a volte chiedi scusa. Perché, tutto questo? Perché non vuoi legami, forse? E non è vero. Perché la testa non funziona? Forse solamente perché è estate.
everybody everybody
La serata per il momento offre un altro spritz con campari, e sapere che anche altri del mio giro vengono a vedere ogni tanto questa pagina. Fare il bis, con giulietta che diventa rossa quando la mettiamo in imbarazzo, molte telefonate, e scan con il suo borsone, e modo e il grezzo e l'uomo rumore e peo: una buona fetta delle persone di qui insomma. E bevendo aspettare e aspettare ancora che qualcuno torni, dipingere la prima delle tre tele mie. si può dire che la prima sia venuta bene, un capolavoro, senza falsa modestia, ed un giorno la offrirò al pubblico, diventerà fotografia. Non so se torno a casa per cena, non ho voglia di mangiare. Oggi ho mangiato solo due gocciole e mi sento in perfetta forma. Il cielo diventa scuro e promette, promette. Correre sulle strade con la bcicletta mi piace, e mi piace molto, in questo luogo senza uscita da cui bisogna fuggire. Ma ho scelto di rimanerci ancorato ancora un po', per vedere chi passa, per scrutare le facce, per capire un poco meglio.
credere - ridere - combattere
Qualche linea di parole fatte di nervi
o qualcosa del genere, per ridere un poco.
Arriva il giorno con il suo sole, il caldo toglie le forze
non lascia fare niente se non prendere
una macchina e trovare gli altri per una susa,
per dieci risate di fila, per fare i conti
per chi sarà il primo
a ridiventare (di nuovo) giovanissimo
splendente
prima di dormire
in questa terra di soldi -
potere - e patatine fritte.
i verbi che piacciono a vinz
Volare. Saltare. Incontrare tutti. Salutare. Non fare. Dormire (poco). Suonare. Sorridere. Camminare. Vagabondare. Scrivere e leggere. Cadere e rialzarsi. Mangiare. Agire. Parlare (parecchio). Uscire (transitivo). Partire. Non gli piace ritornare, no, non gli piace né come verbo né come cosa da fare: è una cosa innaturale, è una violenza cui ci si sottopone, cui non ci si abitua mai. Ritornare a cosa, all'acqua calda forse, al giornale sulla cassapanca, ai dischi sullo scaffale? No grazie. Bene bene, si ricomincia ad uscire.
tempo!
In
realtà è quello che manca ora, ma non manca il tempo per scrivere, il tempo per camminare. Basterà camminare più veloce, dormire meno, tirare fuori tutte le energie (anche se con i capelli nuovi sembro uscito da un'ospedale psichiatrico, sul serio). Quello che non manca di certo è il tempo per sognare, quelle poche ore la notte. Vorrei saper guidare meglio la mia superuno, ovvero vorrei che fosse meno dura e che girare il volante non fosse un'impresa sovrumana. Non manca tempo per sorridere, né per vedere i concerti, piuttosto manca un treno per poter vedere la principessa. Ma tutti felici, eh da queste parti. Diecimila pedalate sulla bicicletta, mille segnaposti e cartelloni per i bambini del lavoro, cento chilomentri in macchina, un sacco di canzoni cantate e da cantare, tre tele nuove da dipingere. Tutta celeste, e un poco del colore della carta da zucchero. Non si possono mescolare, quindi dividerò a metà esattamente.
avere bisogno di soldi / tempo
In tutti i momenti del giorno ci sarebbe bisogno di più tempo e di più testa, di poter rispondere ai messaggi che dicono esci a bere una cosa, ma questa benedetta cosa la si berrà magari in un tempo futuro. Futuro non troppo lontano, diciamo. Alcuni amici sono troppo lontani, altri son troppo vicini, mai nessuno che sia alla distanza giusta, mi dico, pensando alle piccole cose quotidiane. Ma tra una cosa e l'altra, in queste piccole cose del dia a dia, riesco a cantare desafinado senza sbagliare una nota, riesco quasi a suonare corcovado. Ho comprato le corde nuove ad una chitarra che non è la mia, non è la nutopian. Ho comprato tre tele che si devono riempire dei miei colori. Tanto celeste sì, ché vorrei vedere il cielo.
inizierò a farmi schiavizzare.
In un lunedì qualunque, anzi, inizierò prima. Inizio oggi, di mercoledì. Visto che non riesco a dormire, ho preso la macchinetta tagliacapelli e me li sono tagliati corti corti, così che sembro un ritardato mentale. Ma non sono ritardato mentale, sono intelligentissimo. Però ho fatto una cosa un po' meno intelligente: ho deciso di farmi assumere a tempo determinato, perché per qualche mese non ho più voglia di fare esami, di studiare le lingue e la traduzione - mi farò prendere da sessanta sàtani (plurale di satana) di giovane età. Secondo le descrizioni fornite da chi li conosce, questi sàtani si nascondono ovunque (compresi gli armadi), riempiono gli zaini altrui di terra e sassi, gridano tantissimo. Otto ore al giorno, più venti minuti andata e ritorno di macchina al giorno. Inizio a lavorare, dunque, perché ho bisogno di soldi, sono al verde, voglio una macchina fotografica e voglio andare allo sziget festival quest'estate. E mentre lavorerò, insieme a cinque stakanovisti dall'accento a metà tra il tedesco e il dialetto del nordest, penserò a voi.
lo zaino e la chitarra
lui e lei.
C'è il mio zaino. Credo che sia lo zaino che più cose ha visto al mondo. È celeste con i bordi delle tasche blu. Ha vissuto in germania e in portogallo e in africa. Lo ho portato con affetto, lo ho maledetto quando mi piegava la schiena, lo ho ammirato dalla distanza di un finestrino negli scali degli aeroporti. Lo tratto bene, è bellissimo. Si sposta ogni settimana con me, ma non si è ancora distrutto, ed anzi sembra nuovo. L'unica cosa che ho disegnato sul mio zainone, compagno inseparabile, è una stellina sulla tasca alta, per elevarlo dalla massa. Lui ha visto mari e montagne, è la quotidianità e l'avventura.
La mia chitarra è la gioia di cantare e di far suonare gli amici. Su di lei c'è un'etichetta arancione con scritto mole.guitar e il mio indirizzo; il simbolo della pedrera di barcelona e la prima striscia di calvin & hobbes (in inglese, quella del tuna sandwich). La mia chitarra ha un nome: si chiama nutopian, per suonare come mind games di john lennon. Ha fatto cantare i bambini e ha cantato dio, la mia nutopian. Si è fatta suonare dai miei amici. Ha fatto cantare davvero tante persone, mi ha reso felice ed io in cambio le voglio bene.
correre correre
Non
lo so quanti passi ho fatto finora, potrei contarli. Di sicuro è una strada lunghissima e complicata, bellissima, piena di luce. La strada è fatta prima di fango, a volte di piastrelle, poi pietre appuntite ed aguzze, poi terra battuta, e poi ancora di asfalto, di sassolini, d'acqua. Non so camminare sull'acqua, ancora. Qualche volte la strada è di moquette, soffice, altre volte d'aria (per esempio quando si vola sull'aeroplano). Ma non volevo dire tutto questo, diciamo che è uscito così, volevo dirlo qualche giorno fa ma è tornato ora alla mente. La sera finalmente ho dato la maglietta al crazy, si è commosso e ha detto grazie mille volte. Abbiamo bevuto e suonato molto, volevo fare molte foto ma non ho una macchina fotografica. Mi è venuta un po' di nausea verso la mia città universitaria, sia detto sottovoce. Sono felice, sia urlato ai quattro venti.
be the first to see what you see as you see it
(the adventure in the biennale di venezia)
Intro > biennale. Tutto
incredibile: le inaugurazioni dei padiglioni della biennale, tutto splendidamente meraviglioso. La vita che c'è in giro, in tutte le calli. Prima allarghiamo le nostre menti con una lezione di allestimento allo iuav, di progettazione e di produzione di arti visive. Aumentare la capacità neuronale, imparare cose che non so, bellissimo. Mentre io allargo la mente, gattanna dorme. Avanti.
1 > portugal vs. svizzera. Avanti. Padiglione portoghese, a san stae, dove beviamo un vinho do porto branco, non lo bevevo da un anno e mezzo e da noi non si trova. Emozione. Tutti che parlano in portoghese, mi sento a casa. Accanto c'è l'inaugurazione della svizzera, e sul soffitto della chiesa proiettano un video psichedelico di caleidoscopi e colori, tutti sono sdraiati sul pavimento della chiesa,