Il nordest, una volta
mentre vinz è in germania, buona pasqua
Una volta la cittadina era piccola, era anche bella, nel suo genere. Ogni tipo di persona che vi arrivava poteva trovare una zona rilassata, una bella gente appena diffidente da chi arrivava da lontano, fosse anche dal paese vicino, ma una cittadina, simile ad un paese, dove tutti si conoscono e dove ognuno sa la vita e le malefatte di chi le vive vicino. C'era la farmacia nel corso, il macellaio dall'altra parte, la ferramenta.
Il dialetto, lo parlavano tutti. Anche la maestra parlava dialetto. I compagni di classe lo parlavano tutti, a casa, a scuola, quando facevamo catechismo, anche. Si capiva quando qualcuno veniva da fuori perché parlava un dialetto diverso, oppure parlava italiano. Io a casa parlavo dialetto tarantino.
E tutti avevano qualcosa da fare, il sabato e la domenica: il primo giorno del fine settimana c'era calcio, (oppure gli scout per me, che sono rimasto fuori delle compagnie per via che non facevo calcio, e fuori dal mondo e in giro per il mondo facendo scout), e poi la domenica aveva la sua messa e i suoi chierichetti vestiti di bianco, i miei compagni di classe, e il coro, con le mie compagne di classe, ed il prete che ci diceva stasera ci vediamo a vedere la juve, durante la messa.
C'era il custode dell'oratorio, piuttosto pedofilo e con due fondi di bottiglia al posto delle lenti degli occhiali. Hanno cacciato il prete, il custode è ancora là, sempre più miope, non saprei dire del resto. Si andava a scuola in bicicletta, la maestra fumava in corridoio, poi entrava e ci faceva aprire il sussidiario. E ci dava voti meravigliosi e inesistenti, come bravissimo dieci lodissimo. Le mamme s’incontravano ai colloqui dei genitori, e questo credo che accada anche adesso.
Ogni tanto si andava in centro, si lasciavano a casa i piatti e le foto di famiglia, si andava a vedere quello che succedeva, o in qualche supermercato. Non c'erano troppe idee in testa, non c'era alcuna sovrastruttura attraverso cui articolare i propri pensieri. Non c'erano i blog, non c'era lo stereo in casa. Quindi si usciva. Magari a vedere i carri, se era carnevale, o a fare qualche foto al parco. O si andava a farsi tagliare i capelli al barbiere vicino casa, che aveva la foto del grande torino sulla parete, che diceva solo il fato li vinse. Che bello farsi tagliare i capelli lì.
Ed ora, ancora si vive qui. Nel frattempo, però, è arrivata una voglia di viaggiare infinita ed incontenibile, forse legata a tutto quello che si è visto qui. O forse per il fatto che queste cose ora esistono solo nella memoria di chi c’è stato. Non ci sono più, ed al loro posto si è sistemata l’ansia di fuggire da qui.
voglia di fuggire
quando la casa prende vita da sola
Prima di partire, ci sono tante birre, partite a calciobalilla la sera, la voglia di partire, la casa ridotta ad uno sfacelo, le valigie ancora da preparare e i vestiti per terra alla rinfusa. Dischi nuovissimi da ascoltare, come bringing it all back home di bob dylan. La sorella che vuole fare la patente e guida nella stradina davanti a casa. Una pasta in bianco con la ricotta affumicata. La pasqua che arriva.
I pensieri non scorrono fluidi come dovrebbero, poiché per la strada c'è tanta gente che non lascia passare vinz, il quale bestemmia e non capisce più dove sta andando. Aggiungete la voglia e l'ansia di partire, sia pure per una settimana, ed avrete davanti agli occhi l'immagine del caos nervoso, di cui è formato al novantacinque per cento il cervello del vostro affezionato eroe.
Si parte, si parte, farà freddo in germania, chissà. Farò ora gli auguri di buona pasqua miei cari, che domani mattina prestissimo bisogna già partire. E allora sì che le valigie saranno pronte, la mente sarà piena di pensieri, si ricomincerà a volare, si respirerà ossigeno nuovo.
Terça-feira
Tutto bene, il cielo velato, il solito calduccio. E tra poco il calduccio sarà abbandonato, visto che in germania fa molto freddo. Ed una cena a casa, con la sister e funky e l'uomo rumore e la donna rumore. In questi giorni vinz fa il fratello maggiore: lascia le cose in giro per la casa, non lava i piatti, le dice no, non ti faccio fare le guide che poi sfasci la macchina, va a prendere la sorella al liceo (incontrando anche l'ormai famosa e linkatissima cate), non lava i piatti e si diverte un mondo. E soprattutto, anche se lei salta scuola, non le dice niente. Vede dirty dancing 2 e addirittura gli piace, ma tutti i flim gli piacciono dopo una susa. Soprattutto quelli di virzì, guardando i quali comincia a urlare figata! è tutto vero! bellissimo! Bisognerebbe smetterla, ed impiegare le giornate nuvolose come questa alle visite al mercato, a qualche caffè in centro, a parlare male della gente, o a qualsiasi altra cosa. Ad esempio, un'ora fa, vinz ha preso le forbici e si è tagliato i capelli, egocentristicamente e solipsisticamente. E non si accorge dei terremoti, come ieri sera.
Dipingere
Sarebbe bello prendere una tela, di quelle grandi, oggi. Tipo un metro per un metro. Prendere solo colori ad olio, delle sfumature del giallo e del rosso. Con in mezzo il bell'arancione. con un pastello rosso disegnare delle linee pensando ad una persona lontana, di quelle che quando ci si pensa viene la nostalgia, poi un sorriso, poi un nodo in gola, poi la voglia di rivederla, poi di nuovo viene un grande sorriso sulla bocca, a denti scoperti fino alle gengive. Scegliere un disco adatto all'occasione, in loop per ore ed ore di seguito. Per oggi va bene stan getz e joão gilberto. Poi, finalmente, riempire il vasetto di trementina e quello di olio di lino per ammorbidire i colori. E iniziare l'opera.
La primavera dell'amore
io sono pronto
Ci sono molte cose perdute nella testa e nei giorni, ed alcune di queste vengono in mente ora, proprio ora, o qualche ora fa. Tutto benissimo.
Quand'è stato che ho visto per la prima volta il simbolo della chiocciola, che identifica un indirizzo mail? È solo un esempio. Ieri è successa una cosa incredibile. La nonna si stava intrattenendo con un'amica, parlando di politica com'è abitudine delle persone di una certa età (anche di vinz, ma lui non parla di politica, bensì litiga ed esprime teorie apocalittiche). Quando la nonna ha rivelato di disprezzare il governo, l'amica preoccupata ha chiesto "ah, allora sei comunista".
Ed ora bisogna rivelare due particolari fondamentali che voi, amati ed insostituibili lettori di questa pagina (vinz vi ama), non sapete. 1. Bisogna impalare la vecchia (l'amica, non la nonna) o ricoprirla di crema solare di spessore due centimetri. 2. La nonna, sia detto sottovoce, all'epoca era seguace del regime - dittatura, o come volete definirlo. 3. La vicenda rivela quanto male faccia alla psiche delle persone questa pseudo-italia governata da venditori di tappeti. 4. Erano solo due i particolari da rivelare.
Ecco, spostiamoci all'interno, nella stanza rossa. vinz non ha un comodino ma un giroletto. Quindi un comodino lunghissimo. Sul giroletto ora ci sono tre quadri appoggiati, molte pagine disordinate di calvin & hobbes stampato su fogli volanti, pagine di blog che vinz ama (cui dedica molto del suo tempo) anch'esse stampate in fogli volanti, dal momento che l'uso di graffette rende la vita meno sana. C'è anche una matita, regalata a natale dalla pornomorosa.
Le pareti della stanza sono ancora rosse, anche se provando a martellare un chiodo si è staccato un quadratino che ora è bianco. Ora tutto è coperto da un prezioso dipinto. Si accettano offerte per piantare un chiodo in camera: la pigrizia del padrone di casa sta raggiungendo dei livelli esasperanti, quasi pari ai livelli dell'insonnia.
Da un'altra parte, nella stanza, c'è un lungo adesivo trasparente con una scritta rossa, che dice quebrar em caso de emergência, rubato da un autobus di lisbona, completamente ubriaco, alle cinque e mezzo del mattino. Il giorno dopo alaide, la signora sessantenne che viveva con vinz, ebbe qualche domanda da porgli.
Lo specchio riflette la parete rossa ed il soffitto bianco. In fondo ci sono due amplificatori, uno per basso e l'altro, più grande, per chitarra. Lo stereo fa uscire aria dagli ltoparlanti, e quest'aria ha la forma dei pink floyd nel 1970. In questi giorni vinz pensa molto agli amici (e ancor più alle amiche). Quelli veri, quelli immaginari, quelli mandati al diavolo e quelli neanche presi in considerazione (pace all'anima loro). Quelli che stanno lontani, maledizione.
Ora ritorniamo fuori, all'aperto. Inquadratura panoramica, che inquadri la strada ed i marciapiedi, la linea dell'orizzonte a metà. Si vede anche il campanile, in lontananza. L'aria è umida, i colori sono pastello. Respiriamo bene. vinz dimentica di chiudere la finestra la notte. La madre è partita presto verso nord, e ora vinz si traveste da fratello maggiore e divide la casa con la sorella. Il nuovo caldo è arrivato ed il babbo già si lamenta. Tanto tra poco per vinz ci sarà freddo di nuovo, poiché fugge in germania per una settimana tra qualche giorno.
La gola già brucia per le sigarette in grande quantità, e ieri la madre gli ha buttato via un pacchetto. Prontamente restituito oggi prima che partisse, con quello che costano.
Produci consuma crepa
sbàttiti fatti crepa
Tutto
bene. Come sempre vinz ha stampato qualche pagina di blog tra quelli che preferisce, perché gli piace anche leggerli su carta. Forse gli piace anche di più, che non gli fanno male gli occhi. Vuole comprare un computer, così, per far sembrare al mondo di avere una minima conoscenza dell'informatica, in vista di un esame. Cancella molto dai suoi post. Li scrive di getto, poi ne cancella metà. Poi va in centro. In centro ci sono tante persone che fanno su e giù per corso vittorio emanuele. Poi tutti a vedere novantesimo minuto. Il cielo è velato ma continua a fare calduccio, nonostante il babbo si lamenti del freddo. Sta arrivando la primavera e domani ci sarà grande festa. Si festeggerà mangiando molti pan di stelle, e successivamente andando a fare un superbo modulo e centoundici (per chi non viaggia, si arrangia). Domani tutti partiranno: vinz rimane in casa cucinando per sua sorella. La bicicletta si è rotta, ma c'è già quella blu bella, pronta dietro la macchina. Punto.
Le scelte
bisogna scegliere un libro?
La
scelta è caduta su due libri, grapefruit per primo. Bellissimo. Geniale. Lo consiglio. Poi le regole dell'attrazione, ancora non iniziato. Comprato così, sulla fiducia. Per il momento la mother ha letto la quarta di copertina e ne è rimasta colpita come quando vinz dovrebbe essere a casa ed invece torna tardi (ma tardi alle sette del mattino). La foto sulla copertina non è il massimo, ma non importa, c'è già il titolo che non è bellissimo.
Tra un libro letto e quelli ancora sul comodino, c'è la festa del grezzo che s'è dato un gran da fare, ha lucidato la casa, ha preparato milioni di cose da mangiare. Non vuol la canzoncina del tanti auguri. Andiamo a bere una birra. Andiamo a ballare. Arriviamo. Quanto costa? No grazie, torniamo a casa.
Comprati i due libri, poi ce ne saranno altri. Per ora, in questi giorni e poi sull'aereo, questi basteranno. Il fatto è che iniziando un libro bisogna finirlo subito, al massimo nei tre giorni dopo l'acquisto. Altrimenti non viene letto. Prende polvere come è successo a aniquilação di imre kertész, o inquietudine di mihály földi, per esempio. Comunque gli altri libri saranno comprati presto, basterà trovare i soldi.
Body Piece
Stand in the evening light until you
become transparent or until you fall
asleep.
1961 Summer
From Grapefruit - by Yoko Ono
O Trem das Onze
ovvero il treno con ritardo infinito
Annunciano il treno. Ritardo infinito, dice lo speaker. Proprio infinito, ha detto, non indefinito o imprecisato. Ogni tanto la linea dei treni funziona come vuole lei, quindi vinz con delle occhiaie da paura e da competizione si trova per caso in un eurostar dove tutti parlano forte con il loro telefono, e dove ogni telefono ha la suoneria al massimo del volume. I colori sono tenui, poiché il cielo è velato, ed i rumori sono attutiti. Meglio così, pensa lui, visto che avrei voglia di leggere il giornale e i due libri che ho con me. Ancora non ne ha comprati di nuovi: vuole rileggere quelli che ha già. Sosta in stazione, monfalcone, urlato dall'altoparlante. Tutti sul marciapiede si guardano e sorridono tra loro. Dopo i sorrisi, un altro caffè, e per vinz è il terzo della mattinata. Dieci del mattino. Cambia treno dopo aver scambiato due sguardi maligni con due sconosciuti.
Everybody saw the sunshine
oh yeah oh yeah, oh yeah
Tutto è strano. L'aria è dolce e tiepida. Certo
è che alla fine bisogna essere sempre così disposti ad una buona vita, disposti a non farsi trascinare troppo dalle possibilità, ma a dare un'impostazione quasi razionale alla propria giornata, e infine riuscire a vedere le cose dall'alto, per avere uno sguardo - diciamo - distaccato dalle piccole cose di ogni giorno. Ma anche le cose piccole, in questo caso, hanno un senso: per ora anche la più piccola di queste cose insignificanti forma un'immagine completa, e anche piuttosto colorata. In un tempo lontano qualcuna sarà già distante dalla memoria, qualche ramo sarà tagliato. Ma sarà in un tempo lontano.
Arriva la sister per visitare vinz, nella sua città universitaria. Hai lezione? Sì, ma non importa. E tu salti scuola? Sì, ma non importa. Tutta la città a piedi, in autobus, un caffè in università. Ed un sacco di persone da presentare, da conoscere, da vedere. Mangiare un panino in un bar (disclaimer: no, non succede mai - per vinz solo un'alimentazione equilibrata - fine disclaimer. sì sì, come no). Ciao, piacere, piacere. Ti presento questo, ti presento quello. La brezza sul molo mentre si legge il giornale. Dai, vediamo questo negozio. Andiamo su in radio a far ridere la principessa mentre fa il suo programma.
Un altro caffè, lassù al vecchio ospedale psichiatrico (dove c'è anche la radio, ça va sans dire) con il capoeiro con la faccia da bambino che fa una verticale appena dopo mangiato. Così, perché gliel'abbiamo chiesto. Si ride molto, andiamo all'università centrale (eh, c'è più di una sede qui). Ci sono tutte facce conosciute, s'è laureato uno, dopo andiamo alla festa. Si scende giù con il primo autobus, andiamo a vedere delle scarpe. Giriamo tutta la città, sembra davvero bella. Sono le cinque.
Andiamo alla festa, ultimo piano a piedi, una nebbia fumosa che parte dal piano sottostante. La musica chiaramente si sente già dalla strada. Allora, per andare in stazione devi andare di qua e poi a sinistra, capito sister? No, non ha capito. Ri-siego. Ri-ri-spigazione. Capito: niente. Va bene, allora ti accompagno io. Poi la festa continua nel delirio, tra diapositive proiettate su un'amaca attaccata solo da un lato in camera (non è l'unica cosa psichedelica, c'è anche un tronco d'albero dipinto di rosso che arriva al soffitto, nella stessa camera). A volte ci si chiede se è solo tabacco all'arancia. No, non è solo tabacco all'arancia.
Sosta a casa per il necessario ascolto quotidiano di abbey road, si esce ancora. Sono le nove e mezzo. Ancora? Certo, non basta mai. Si torna su alla radio, c'è una bella festa e ci saranno tutti o quasi. Con le birre nello zaino, un concerto acustico, qualche matto che ancora cammina a quest'ora, la pornomorosa che serve da bere dietro il banco. Ai tavoli si sta bene, la testa gira, la darklady fa la dark lady. Scendiamo giù, gli altri non arrivano, altra tappa necessaria al naima. Si scende giù, vinz come al solito è con tre donne che fanno discorsi femminili (ma oramai ci ha fatto il callo). Casa. Dormire. La mattina è di risacca, buona per bere un caffè triplo, per un abbraccio, per un bel film. E poi di nuovo con i piedi sulla strada.
Numeri primi
Certo che era un po' che vinz non leggeva un libro, perché sembrava che non ne valesse più la pena. E poi era stato male, non riusciva a leggere niente di più impegnativo della repubblica. Insomma, niente che avesse un inizio ed una fine. Poi è arrivato un bel libro, da leggere. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, di mark haddon. Che parla di un ragazzo che si rifiuta di mangiare se più cibi vengono a contatto tra loro, non riesce a capire le espressioni sul viso degli altri, si infuria se i mobili di casa vengono spostati, odia il giallo e il marrone, decide se la giornata sarà buona dal numero di auto rosse che vede dal pulmino, e non sorride mai. Davvero è bello leggere un libro così. E ora bene, vinz vuole un altro libro. Un suggerimento è gradito (si è stufato di leggere libri di merda).
Immaginario collettivo
C'è bisogno di tutto, c'è bisogno di essere pronti a lanciarsi. Questa volta la settimana inizia molto più tardi, visto che ci sono visite e persone di passaggio. Chissà se si vedranno in giro i coinquilini, chissà se c'è ancora una casa per vinz. Chissà. È una giornata interrogativa, ci vorrebbe un bagno caldo. Del latte tiepido da bere nella nuova tazza appena ricevuta in regalo. Molto caffè per entrare nel ritmo della giornata.
E ci vorrebbero moltissime altre cose, ma solo così per sfizio. Forse ci vorrebbero i superpoteri, oggi. Dalla finestra dell'università si vedono i palazzi di fronte, con i tetti illuminati dal sole. La sera si può finalmene uscire senza tremare, decidere se prendere un treno o no senza dire "è troppo freddo". D'accordo, sono d'accordo che è solo una banale primavera che arriva, ma questa volta si è fatta attendere per bene.
È una giornata splendida per iniziare un nuovo libro da leggere. Probabilmente dopo si andrà a comprarne uno alla rigatteria. Forse anche senza poteri straordinari, si vede bene che oggi ci vorrebbe qualcosa di straordinario. Ci vorrebbe dolcezza, come l'aria che soffia in riva al mare. Credo che mi si potrà incontrare sul molo, oggi, o comunque sulle rive ad annusare il mare.
Primavera sulla porta di casa
C'è un
treno che corre, c'è il sole che ci fa capire che è quasi primavera (o forse è già primavera), il primo raffreddore, un caffè con il cugino e varie discussioni sulla programmazione della televisione italiana e sulle ultime partite, poi ci sono i robinson che in inglese sono davvero meglio, c'era enzo bianchi che ieri ha parlato per un'ora al duomo qui nella cittadina del nordest ed era così magnetico che facevano male gli occhi dopo un po'. Ed intanto si arriva tardi per pranzo, finalmente è arrivato il primo sonno degno di questo nome dopo una settimana, ci sono polemiche, c'è il bar aperto vicino a casa, non c'è alcuna voglia di studiare, ci sono molti libri sul comodino, e poi c'è tutto il resto. Ma quasi niente di tutto questo conta, perché è primavera. E ora l'aria è molto più dolce.
summertime
and the livin' is easy
Tutto
è molto semplice, tutto è sempre più bello. Anche quando ci si riduce a stare distesi sul divano dopo una giornata intera, anche quando ci si cerca di convincere che non ci stiamo convincendo. Anche quando l'amore per una vita che vorremmo avere ci spinge a fare ciò che non avremmo mai voluto, e ciò che non vogliamo si sistema su una linea che parte dall'ascoltare un disco inascoltabile al portare la spazzatura. Sono gesti che non ci distinguono da nessuno. Non ci distinguono dalla massa, non ci distinguono dagli animali. Ma forse gli animali non buttano la spazzatura.
Invece siamo qui per avere una vita bellissima, e abbiamo la fortuna di volerlo e di poterlo volere. Anche se siamo chiusi nella nostra cazzo di città maledetta. O in italia, che fa lo stesso. Quindi qualcuno si dedica ai suoi studi, al suo lavoro, o alle sigarette che gli grattano le tonsille, e tutto questo va bene se si vuole dimenticare qualcosa (e sembra che tutti abbiamo da dimenticare qualcosa, da una storia finita male ad una volta che ci si è sentiti umiliati). Ma non c'è niente da dimenticare.
Sembra che tutto sia caricato al massimo, girando per la strada, ascoltando le persone sembra che in apparenza nessuno abbia un punto debole. Sembra che tutti siano venditori di tappeti. Nessuno osa dire una qualsiasi cosa triste, altrimenti diventa un paria: un pessimista. Fanculo. Sembra che tutto sia portato all'estremo, che non ci siano difetti al mondo, che non ci siano lati negativi nelle cose. E invece ci sono, e a volte sono persino belli. Guardate che siamo ridotti male. Qui però tutto bene, stavo solo guardando da fuori.
Sempremeglio sempremeglio
sì meglio meglio meglio meglio
Certo, sempre meglio. E
sempre meno le ore di sonno, non c'è alcuna soluzione. Tutti dicono fai il normale, mentre meno si dorme e meglio si vive, con dei segni scuri sotto gli occhi che indicano il livello di alta vita, nonostante alcune volte poi salga violento il sonno. La notte si ragiona meglio, con una buona canzone nelle casse nuove. Ogni tanto suona il telefono, suona. Il telefono suona preoccupato nelle ore più impensate, ogni tanto, per far sentire che non sono queste le ore in cui stare sveglio.
Sarà anche vero, ma sono le ore migliori. Il dipinto per la sorella è stato ultimato, e per comprare la tela vinz ha dovuto pregare il commesso di aprire le porte scorrevoli, già chiuse. Visto che nel nordest la gente mangia presto. L'arancione e il giallo. Quattro cerchi dal contorno rosso. Una mano celeste. Tre linee rosse incostanti. La vernice ancora fresca, l'odore insostituibile di trementina ancora nella stanza rossa.
Le nuvole in cielo non ci sono, il riscaldamento è spento, le partite sono finite e comincia il lunedì, qui si continua a sperare nella primavera, che arrivi presto, il sole torni a splendere e che la città riprenda i suoi movimenti e le sue allegrie veloci.
l'articolo
C'è un articolo che parla dei blog e dei blogger. Da leggere. Magari da contestare, ma da leggere. È in pdf, quindi sarà pesantuccio forse. Ma insomma è da leggere perché è impietoso quanto basta verso i blogfighetti, verso un movimento che girando spazza la maggioranza che ne rimane tagliata fuori. Grazie a lui e grazie a sifossifoco che l'ha segnalato per primo. Ma ora è tempo di dire buona domenica, che vinz cercherà un po' di riposo finalmente.
fiesta
La sorella fa diciotto anni e ora è una donna e ora possono arrestarla, la casa è piena di gente come non lo è mai stata, un sacco di roba da mangiare e da bere, alla fine cominciano a girare strane voci che dicono chi vuole un vodka orange? E tutti a bere vodka orange. Ma prima c'erano stati i regali.
I regali li abbiamo comprati dopo mille litigi e urla, dobbiamo comprare questo e comprare quello, e nel frattempo vinz cammina tra gli altissimi scaffali del centrocommerciale alienante, pensando a comprare il superattak che a casa è finito. Va bene, la sorella diciottenne vuole la macchina fotografica? L'avrà. Vuole lo stereo nuovo. L'avrà. Ed ora i soldi sono finiti e si comincerà a fare debiti.
La pornomorosa si preoccupa perché ogni volta vinz al telefono sembra che voglia farla finita. Dev'essere il telefono che gli toglie la voglia di vivere, o almeno di parlare.
Poi la festa. Una maglietta dei clash, un breve accenno ai led zeppelin, la casa piena, molte sigarette fuori in terrazzo, il freddo che sta arrivando la primavera ma non ancora, qualcuno che sorride, molti che mangiano, molti vodka orange. Poi tutti seduti sui mobili nuovi, sui mobili che sono arrivati a casa la mattina stessa, e poi molte torte, e qualcuno che si siede sul davanzale a tre piani d'altezza. Bello. Bello proprio.
Poi un'altra festa, che la sorellina deve festeggiare per i fatti suoi, vinz è troppo vecchio oramai. La macchina voleva mandare fuori il suono dei rage against the machine, e dentro c'erano il vostro eroe e il redivivo cousin, con febo e la principessa e il betterman che urlano e pensano a cosa si farà dopo. si arriva all'altra festa in una casa vecchia in campagna, con lo stereo che salta a metà delle canzoni, qualche whisky e qualche susa per raddrizzarsi. E tutti a ridere finché gli occhi praticamente urlano "fermate il mondo vogliamo dormire" e si disidratano totalmente. Missione in bagno, c'è anche del liquido per lenti a contatto. Perfetto. Si torna. Pochissime ore di sonno, colazione con gli amici della sister, qualche baiocco per iniziare la domenica. Bene, si sta tornando ai buoni ritmi di un tempo.
primavera?
Oggi è una bella giornata, si aspetta la primavera. E la sister è più vecchia e maggiorenne. La serata è stata una infinita partita a calciobalilla, e gli eroi della situazione ne sono usciti stanchi ma felici. E stasera ci sarà tutto il divertimento ormai di costume, come dice lo zio che anzi convinto che stia diventando obbligatorio. Buona giornata a te che leggi, aspetta la primavera anche tu. E abbi tanta pazienza, che ancora fa freddo.
satisfaction guaranteed
La giornata inizia più tardi, con due caffè, la musica con il volume più alto di ieri, mentre vinz aspettava la padrona di casa psicotica per darle l'affitto, e si sente piuttosto stonato oggi ma solo perché non sa cosa regalare a sua sorella. Perché deve compierli adesso sti diciott'anni? Perché deve compierli adesso, sorprendendo vinz nel più terribile dei suoi momenti senza fantasia? Si opterà per qualcosa di scintillante e di grande effetto, solo che non si sa ancora cosa. E i soldi stanno finendo in fretta.
Va bene lo stesso. Oggi in università sembra che tutti si siano messi d'accordo per indossare magliette a strisce orizzontali, di quelle che fanno venire malditesta. Ieri tanto ridere guardando le follie dell'imperatore. Ieri cercato una giacca nuova, come la canzone dei la crus di due anni fa. Ma oggi c'è un bel cielo azzurro. E ieri c'erano i trabant in concerto, e anche i makakojump. Ma ormai che noia lo ska. Che ruffiani. Tutti e due i gruppi. Però abbiamo ballato tanto. Molte saudades, ed ora ho messo in ordine anche la mia memoria ed il blog di lisboa. E ho incontrato anche un reduce delle infinite feste di pontinha. Non ci vedevamo da un anno cazzo, un anno è lungo. E poi una mia amica già aspetta un bambino. E poi le cose vanno bene, davvero, e o sol brilha. Il sole splende. The sun is shining.