ten thousand?
dez mil?
diecimila?
Vicinissimi ai diecimila, e quindi al fatto di offrire da bere, l'ego spaventosamente grande di vinz diventa universale. Per i festeggiamenti ripeterà la frase di pessoa che dice "O universo não é meu, sou eu" fino ad impazzire, facendo notare come abbia usato la maiuscola ch'egli repelle come il diavolo con l'acqua santa, o l'acqua con l'olio.
La sua zampetta, ciò nonostante, continua a farlo rimbecillire, ora che il dito medio è incurabile ed enorme. Tutti i medici della città ormai conoscono vinz. Il libro di história de portugal non si trova, e il nostro eroe studierà da internet, dalle guide turistiche e da qualsiasi cazzata reperibile. La sua professora, ricordiamo, gli ha intimato di sostenere l'esame questo venerdì, il libro non esiste (anzi ce l'ha solo neia, ma questa è un'altra storia), nell'esame vengono richiesti solo i particolari del libro in questione. Maledizione.
Ma la vita rimane bellissima anche così, che in programma ci sono viaggi, la mente sembra ritornata in patria dopo la schizofrenia e gli attacchi autistici e le sindromi suicide passeggere. Ora c'è la notte, il terremoto di lisboa, o marquês de pombal e molta felicità. E le solite tempeste magnetiche.
Ci sono delle cose che non si capiscono
Il cielo è blu, fa sempre più freddo. Ci sono troppi impegni ed anche esageratamente troppi, anche se è domenica. O proprio perché è domenica. Che è un giorno in cui cambiano le cose. Doveva essere un giorno come gli altri, caffè con la mum (che si chiama gesù da quando chiamò vinz con il nome di giuda), caffè con il babbo. Caffè con gli amici e se va bene anche con la sister. Ma in mezzo tante cose. Telefonate, messaggi, la mano che ormai bisognerà tagliarla, la cattiveria nel papiro di peo che si laurea, i carri di carnevale in centro, una susa sul terrazzo. Tutte le cose che accadono in una giornata. Ma tagliano fuori molte cose che rimangono al di fuori. Gli amici che avresti potuto chiamare, i treni che avresti potuto prendere, la casa e le mensole che vorresti riordinare. Non si vedono, non si comprendono. Sono i segreti di tutti i giorni, che a riunirli tutti si vorrebbero dieci vite.
Avisa lá Avisa lá Avisa lá *
Ritornare
a casa felice dopo avere demolito tutto, riso tanto come si può fare nei migliori venerdì, con il dito da gettare nel cestino. Visita al pronto soccorso, ridere di nuovo. E vinz era tornato per disegnare, ma non può perché ha la mano sfasciata. Che fortuna infinita. Ed il sabato si parla con persone bellissime e lontane (já se sabe de quem estou a falar), il sole splende, la mano duole, la musica è meravigliosa ed il mondo sorride. Per una volta ci si può accontentare.
* O título é para o dr. maisquenada que não os quer em inglês
Everybody saw the sun shine
Il cielo è blu, fa piuttosto freddo. Ecco è finito anche il trieste film festival e tutti sono più felici, ieri sera suonava fennesz ed era un incredibile trip di rumore bianco, in mezzo agli amici che urlavano. Ci sono esami in vista, buonissime notizie già arrivate, il solito biglietto aereo che si sta consumando nelle mani. E una mano in stato avanzato di decomposizione. Bello. Intanto è anche iniziato il fantamorto, nella versione paul is dead. La bora continua a soffiare le strade, non ci sono paternità in vista (sia fatta la tua volontà), la notte è lunga e forse vinz mette la testa in ordine, farà un disegno gigante di peo, pensa alla laurea, gioisce per il messaggio di ***, pensa insomma a diventare grande. Il lettore mp3 inizia a dare segni d'insofferenza: ogni cinque minuti lancia piccole scariche elettriche a vinz nelle orecchie, è come un piccolo elettroshock. Meglio cambiarlo. Pensa intanto a ritornare a casa, nel nordest moderato. Non proprio dove scoppiano gli ovetti, ancora un po' più ad oriente. Nel frattempo riceve amore, e siamo vicini alla cifra tonda.
Look mummy, there’s no cloud up in the sky
Sembra che tutto stia scorrendo su dei binari piuttosto controllati di piacevole smarrimento, tra televisione spenta (accesa su qualche veloce telegiornale, come si diceva ieri), un alcolismo controllato, il vento fortissimo che spazza anche le persone sulle strade, le nuvole dal cielo, i pensieri dalla mente. Che disperde il profumo del panificio sotto casa, le sue brioche calde delle tre di notte – esattamente sotto casa, perfezione.
Breve intermezzo. A little spanish excerpt. Con los libros de Márquez es siempre lo mismo. Los compro, Los pongo cerca de mi cama para lerlos antes de dormir. Mas quedan allí, sin esperanza. Leyo la primera página en voz alta, entonces me sinto cansado, llega la noche, el primero sueño, y el libro acabó. El problema es solo que no consigo ler su famosísima autobiografía.
Che anche il disco di devendra banhart è bellissimo ed aiuta le giornate a passare felici, senza fare troppo caso alle parole degli altri, volendo solamente essere leggeri, ascoltando musica, facendo finalmente qualche traduzione e pensando al prossimo viaggio in cui si potrà volare, ché qui sembra senza troppa speranza, la capacità di reazione è stata sterminata dagli alieni, oppure chissà da chi.
Nightclubbing
Le strade pulite. Il malditesta che la sera hai voluto coltivare con del buon whisky e un buon film. Qualche amico che incontri per strada e vuole seguirti. I compagni d'appartamento. I dischi nuovi appena presi, irraggiungibilmente belli. La sveglia, svegliarsi presto. Vedere la casa di fronte alla luce delle nove e mezzo del mattino (per vinz, è presto). I compagni e le compagne di facoltà che si ricordano tutto di lui, mentre lui pensa "oddio, mi sembra una faccia conosciuta, ma chissà in quale parte del mondo ho visto qualcuno che somiglia a te". Sentirsi felice, avere mille canzoni in mente e prendere subito in mano la chitarra.
La visione di trainspotting aiuta a pensare a cose più grandi, mette voglia di viaggiare, di bere un'altra birra, di fare grandi progetti irrealizzabili, di iniziare a giocare a calcio, di comprarsi degli occhiali come spud e sapere tutto su james bond. E cose di questo genere. Insomma un film che fa bene alla pelle, e pensare che vinz non lo guardava da almeno due anni.
Ad un certo punto arriva la bora. La cosa migliore della bora è la sua capacità di sorprendere. Cambia ad ogni angolo. Mentre stai camminando, con le mani in tasca, piegato in avanti e sorretto dal vento, che quasi ti ci puoi appoggiare. Arriva un'altra folata, nuova, dalla strada accanto. E ad un tratto, per un istante ti trovi smarrito, non hai un punto d'appoggio, non sai dove stavi andando.
C'è bisogno di cose belle in questo mondo.
Jai Guru Deva Om
nothing's gonna change my world
E
finalmente ci sarà nuova birra che scivolerà dal bicchiere, altre canzoni urlate mentre si cerca di ricordarne il testo, di nuovo, mentre la bora spazza nelle strade tutto ciò che può essere mosso dal vento, mentre gli autobus già avranno smesso di correre nelle vie ormai pulite. Si farà tardi, si sarà felici, niente potrà più spaventare nessuno. Con il freddo gelido ci si chiude in casa, è vero, ma con la casa piena è meglio. Anche casa di qualcun altro va bene. Frase del giorno: olha vinz (anche la sua professoressa lo chiama così), o exame é para a semana. Estuda.* Ed in quel momento vinz cerca di non urlare caralho** nel corridoio della facoltà. Ma comunque è troppo felice.
* traduco un attimo: l'esame è la settimana prossima è la frase incriminata che ha gettato vinz in un profondissimo panico irrisolvibile
** anche questo ha bisogno di una traduzione ed è una parola che inizia per c e finisce per azzo.
il tempo sembra un'altalena
Tutto
è strano, tutto è bello, il tempo sembra un'altalena.
Anche l'umore è un'altalena.
Il nordest sembra avvolto da tempeste, ma non sono molto simili a quelle che ci sono di solito, come quelle fatte di lampi e tuoni e neve in quantità. Sembra piuttosto che ci sia una tempesta magnetica imponente. Sarà forse perché c'è una nuova antenna dei telefoni alta trenta metri, vicino a casa di vinz? Forse è solo una scusa e non è questa la colpa del nervosismo. Perché comunque lui ha sempre avuto un caratteraccio e ha sempre urlato. Ma passiamo alla stazione della cittadina. Freddo, vento, poche persone ma con l'aria molto cattiva. Paura.
Cambio di luogo, nuovo umore. Una volta preso il treno, vinz diventa svuotato di ogni forza. Rimedio. Prende la chitarra, la storica nutopian, nel vagone del treno semideserto (in questo periodo la carrozza di testa è sempre vuota, figurarsi alle dieci di sera. E si mette a suonare helno est mort fino ad impararla a memoria. Egli ha problemi di memoria molto seri, non riusciva nemmeno a ricordare le parole delle canzoni che scriveva lui, al tempo dei concerti.
Poi si arriva, già felici. La televisione ha già iniziato le trasmissioni per ciò che un tempo era la giornata della memoria. Ora sembra diventato il mese della memoria: sullo schermo non c'è altro che campi di lavoro, di sterminio, e così via. La memoria è fondamentale, ma di questo passo il messaggio si perde. Non è più memoria, è abitudine baby.
Finalmente riappare la pornomorosa, che lo aveva fatto arrabbiare andandosene via nel fine settimana, lasciandolo da solo con l'uomo e la donna rumore a fare dell'inutile shopping (passatempo unico e rituale della coppia rumore). Lo shopping è l'anima del commercio, ma se è domenica ed è tutto chiuso diventa l'anima "de màmmata" (e questa la capiscono quelli più a sud del nordest, ovvio).
Ma tanto è tutto passato, ora è tempo di balletti e di novità e di allegria.
Svegliati, bevi il caffè, apri gli occhi (dopo il caffè, chiaramente), non ti pettinare. Cammina nella bora. Cerca di seguire una lezione, impara a memoria i verbi irregolari spagnoli. Poi in università entrano due tipe in ascensore e dicono a vinz che somiglia a jude law. Ma chi è jude law?
The fabolulous journeys
Un altro biglietto in mano si viaggia, si viaggerà lontano. A nord, stavolta. Un altro biglietto significa altra aria fresca, ancora si potrà respirare a fondo. Manca ancora un po' di tempo. . Qui un altro caffè e il solito freddo ed il porfido nel centro, le notizie senza senso. Televisione spenta, ani difranco insieme ai mars volta nelle casse, il giornale ancora da comprare. Ed un'altra lezione persa d'inglese, ed una lezione appresa da solo: il mondo va in tutt'altra direzione.
The lion sleeps tonight
Alle volte ci vuole davvero fortuna. In una Il sole si alza piano nel cielo, non scalda chi sta camminando per la strada. Il sole è freddo, tutti tremano. Si salva chi ha scelto il tepore di casa, chi decide di lavorare in un posto calmo e tranquillo, per superare l'inverno. Chi decide di rimanere fino a tardi a dormire, tra le coperte e le lenzuola, allungando il fine settimana. Forse è meglio non farlo spesso, ma alla fine non c'è poi tutta questa fretta, il primo caffè può aspettare.
La giornata perfetta
Con sogni perfetti, i passi perfetti sulla strada (con le scarpe nuove, alla fine sono arrivate ed i saldi sono stati onorati). Nuovi suoni sullo stereo di casa, ed anche da ascotare con comodo mentre la principessa se ne va lontano, qualche posto più lontano dove passa il weekend lontano da vinz. Che non vuole farsi vedere in preda a gelosie varie e pensa solo al tempo che passa, beve birre gratis (vedi ieri), mette in ordine il cervello. La giornata perfetta in cui essere felici, ripararsi dal freddo, pensare al futuro.
Grazie al divieto di fumo
Gira giravolta, cammina tre passi e scappa *. Grazie alla nuova legge antifumo nei locali, puoi benissimo fare come segue: entri in un irish pub a caso, che sia affollato e non abbia la saletta riservata ai fumatori, chiaramente. Ci vai con due amici, ordini due birre a testa, patate fritte, un panino con dentro due hamburger. Mangi le patatine, finisci il panino fino all'ultimo morso, lasci un dito di birra in fondo. Esci per fumare. Ricordati il telefono, la giacca, e tieni la sigaretta pronta per accenderla, già tra le labbra. Fai un passo, fanne un altro, fai la giravolta, e scappa. Hai ancora le tasche piene, puoi andare a fumare contento. Naturalmente non potrai tornare lì per un mese, ma il risultato è garantito.
* disclaimer: per chi reclamasse qualche senso etico - vinz già specifica da tempo (nella colonna a sinistra) che ruba.
secondo disclaimer: vinz declina qualsiasi responsabilità civile e penale (se vi beccano, insomma, fatti vostri).
vinz ringrazia il ministro sirchia per questa felice serata di bevuta gratis.
The night journeys
Di notte, la cosa assolutamente più bella del mondo, non ce ne sono di migliori, è sedersi in un posto appartato, con le luci appena necessarie a vedere il muro che ti sta di fronte. Nessuna cosa, nessun suono che possa disturbare. La mente libera di camminare. E tu in posizione comoda. Seduto su una nuvoletta soffice. Rilassata. Magari una candela, se ti piace. Sentire i pensieri che si muovono nella mente, pensare all giornata. E quindi lanciarsi. Sentendo i sensi che leggermente si ammorbidiscono, diventano liquidi. Entri nella calma che ti lascia affrontare il cammino senza ostacoli. Una musica che conosci a memoria, un bel disco. Fuori casa fa freddo, sei al sicuro. Con la mente prendi un filo, parti da una persona che hai incontrato per caso, con cui hai parlato. Poi fai un altro passo, arrivi a pensare al viso di una persona che vedi tutti i giorni ed a sentire la sensazione che ti lascia sulla pelle. Se ti fa venire la pelle d'oca, allontani il pensiero e ti sposti ad un'altra. Crei nei tuoi occhi il volto di una persona che non vedi da molto tempo, pensa al suo nome. A come sarà cambiata, e forse ti farà ridere. Pensa a quante persone hai vicino, quante invece vivono in un'altra città. Cominci a stendere dei fili sottili tra di loro, pensando a quanto fosse srano quel giorno in cui si incontrarono, mentre in mezzo c'eri tu che li presentavi. Quante persone ti hanno staccato il biglietto in un aeroporto, o al cinema, o chissà dove. Le canzoni che hai ascoltato durante la giornata, magari per sbaglio al supermercato, o quelle che hai scaricato o comprato (e allora andrai in paradiso). Quanti semafori verdi e quanti rossi. Pensa a quanti chilometri dovresti percorrere per incontrare le persone che hai conosciuto in una vita. Immagini il viaggio, il colore dei biglietti del tuo viaggio, le parole che scambieresti con la persona che incontri di nuovo. Forse è solo un esercizio di immaginazione, ma è piacevole. Senti piano piano che il sonno arriva, che inizi i primi sogni che aiuteranno la mente a liberarsi, e tutto diventa morbido.
The brain migration
Parte il pomeriggio del normale giovedì con milioni di avventure, ma ancora le cose gustose dovevano succedere. Sempre camminando, con qualche tragitto fornito dagli autobus, ci sono new entries in questa zona, comparsi da qualche tempo. Sono tutti grandiosi, tutti nuovi. Anche se vinz li ha conosciuti due mesi fa. Insomma con loro è tutto un canto un ballo, tantissime canzoni dei beatles, macchine con il clacson che neanche ai matrimoni. Sempre a buzinar com este carro.
Sono the crazy, the ultima, the capoeiro, the toni, il linguao, the darklady, (e qualche altro, è vero) e quando li si incontra è sempre uno spettacolo, arriva uno nel bar dove si sta suonando dear prudence, e dice: bene, tra poco farò suonare nel mio locale, venite e suonate solo questa. Al suono di queste parole vinz e crazy dicono non ti preoccupare, questo è solo un assaggio. Si continua a suonare.
E si arrivava dal freddo, dalla fila che c'era davanti all'excelsior per vedere kusturica e la prima del suo film, la vita è un miracolo. Lui era lì, visto che è anche presidente della giuria. Aspettare un'ora e mezzo la sera fa bene alle ossa, e vinz era a digiuno dal giorno prima. Ma chiudono i cancelli e niente film. Va bene, un panino con la porcina e col cren riempirà la pancia. E anche un rosso, grazie. E poi la zuppa di fagioli a casa del crazy, la cui duecavalli fa partire il clacson a caso. Scende uno che aveva lasciato in doppia fila e chiede (pieno di rimorsi): "devo spostare la macchina?" e tutti i protagonisti di questa serata gli ridono in faccia. Suonare ancora, chitarra e quattro voci. Ma questa volta le canzoni non escono come si deve. Andiamo via, andiamo al miela, c'è una festa e vogliamo ballare.
Dove c'è il sole c'è sempre grande festa, anche se adesso c'è la notte che è gi scesa a dare il buio alle città ed ai paesi dove tutti noi viviamo. Basta fingere che ci sia il sole. Ora c'è una grandissima risacca, perché va bene la festa e tutto quello che ne sta attorno, ma poi le cose si pagano, con la risacca appunto. Si ritorna a casa con il serial killer, che in macchina invece è piuttosto tranquillo.
Tutto bellissimo e splendente, come le scarpe che ancora vinz deve ancora comprare.
Take this brother, may it serve you well *
Sogni stranissimi, durante la notte, dove la vita passata si fonde con il presente, con l'immaginazione, con le canzoni che vinz sta ascoltando in loop continuo durante il sonno (lui lascia sempre la musica accesa mentre dorme, che sia paganini, gli zero7 o i rage against the machine). Poi la sera bisogna correre per riuscire a bere un rosso, urlare per averlo, insistere per qualsiasi cosa. Pure per rivedere le persone che si erano perse da tempi lontani, ancora le scarpe nuove non sono state comprate, ancora soffia un poco di bora. E le lezioni iniziano sempre troppo presto la mattina, anche quando sono alle tre di pomeriggio. E gli altri sono sempre più svegli e antipatici di lui, che pure si beve una moka da tre appena si sveglia. C'è una scritta che dice saldi su ogni vetrina della città. In televisione non trasmettono mai niente di interessante. È arrivato l'inverno. A casa vinz sta da solo, ha molto spazio per sé. Così esce a conoscere il mondo.
A little update that will change your mind. Ci sono ancora corse durante la giornata, che portano il vagabondo vinz a scoprire quante cose si possono scoprire nel mondo in una giornata da solo. Perché sa che le cose, come diceva gaber (oddio, non volevo citare gaber), non succedono in casa. Sia le cose belle che le cose brutte. Si scopre ad esempio quanto è bella la trasmissione che fa su radio fragola la principessa, e poi che ci sono posti dove comprare le camper ad un prezzo ragionevole. Si può scoprire inoltre, così in un pomeriggio qualunque, quanto siano lente ed inutili le clienti (non è maschilismo ma constatazione) del pam, e subito correre in stazione con le buste della spesa che dondolano nel vento, e si scopre anche che a trieste ci sono persone ricchissime con case da favola, che si potrebbe anche pensare di esporre qualche quadro nello storico caffè san marco. Insomma si scoprono molte cose splendide ed inaspettate. Il cielo è terso, di un azzurro luminoso e illuminante, le case sembrano tutte chiuse in se stesse. Ma in strada c'è un'aria buona, quella che si respira nei giorni felici.
* Il titolo arriva da revolution 9 > the beatles, white album, tre ossessioni di vinz.
this is the place where time reverses
Chissà
perché al naima hanno deciso di non far pagare a vinz tutti i vodka tonic, la caipirinha e quell'altra cosa di cui ora non si ricorda il nome ma solo quanto fosse alcolico (con due o forse, ma così gli va ora). Forse perché va sempre là? Non si saprà mai, ma per il momento è perfetto così. Strano vedere quanto si può buttare giù in pochissimo tempo, lasciando le tasche intatte. Maglioni comprati ieri: tre. Soldi spesi solo quindici euro. Bene, rifatto l'armadio con tre maglioni di colore grigio chiaro, grigio scuro, nero. D'altra parte bisognava compensare quei due maglioncini rosa e i due verdolini, che stanno ancora facendo a pugni con l'armadio. La bigottissima principessa, nel frattempo, diventa sempre più pornomorosa ed anche simpatica, clamorosa novità nel giro di mesi e mesi di uscite e romanticismi. E poi infinite uscite e ancora i racconti di barcelona (anche venti giorni dopo, ma la facoltà ha i suoi tempi di ricezione), passi lunghi con il ginocchio fortunato, canti alla luna mentre i negozi chiudono (o la bellissima golden slumbers sotto la doccia), brocche di vino che si mettono in diagonale e finiscono il loro contenuto rosso. Balli e danze e la pioggia che cade fuori dalla finestra, inizia la bora. Comprerò un paio di scarpe nuove, quelle vecchie hanno i buchi sotto le suole.
The life of a fuori sede
Devi preparare lo zaino, devi partire, sbrigati: prendi i vestiti, prendi le mutande pulite, ricordati il lettore cd e il caricabatterie, documenti, il biglietto del treno se l'hai fatto, e i soldi. Le chiavi di casa di là (la casa dei sogni), i biglietti dell’autobus che ti sono rimasti in tasca, i libri che hai riportato a casa (senza aprirli nel weekend, chiaro), vari poster da attaccare, qualche racconto per gli amici di là, un sacco di cibo per non perdersi nei supermercati a comprare cazzate. E poi qualcosa da leggere nel viaggio ché sono due ore di treno e non si può più nemmeno fumare, arriva in tempo che sennò il treno parte. Fazzoletto che sventola, ciao ciao con la manina (ormai di repertorio), il treno parte. In ritardo.
Cómo quieres que te quiera
(cómo quieres, si no estás aquí)
C'è il sole che tramonta su questa valle, sotto i monti delle alpi orientali. L'ora è quella giusta, c'è dl caffè in casa, dei libri perfetti per la giornata. Dischi nuovi ed altri ascoltati fino ad essere consumati. Gennaio è anche questo, con una voglia di prendere una tela nuova da riempire di rosso, e di grattacieli in bianco e nero. Chissà perché poi. Anche la voglia di rileggere psicopatologia della vita quotidiana, sarà per la mostra di dalì. Poi quelli di fromm. E un qurantacinque giri di george harrison, ricordando tutta la sequenza di hallelujah, di hare krishna e hare hare. Ora si vede bene fuori, ma le luci nelle case si accendono. Magari con il buio si esce.
Sunday's Song
La domenica si sta bene, ci si aggiusta un poco, tutto funziona. Sembra tutto bello, poi si dorme perché di domenica bisogna riposarsi, poi finalmente bisogna aggiustarsi un poco, il che vuol dire che si fa una visita al pronto soccorso. Il ginocchio dev’essere riparato per bene. Anche se non fa male. Tutti a dire quando vuoi curarti vinz? Passa la principessa o pornomorosa, che dir si voglia, si arriva là. Nessuno di grave, bene, vinz cerca di essere credibile, zoppicando per bene senza sentirsi in colpa. C’è anche il suo medico di famiglia là, diosanto. La fame si fa sentire, poi un film, finalmente the incredibles, visto che sono su ogni giornale e giornalino e scatola di big mac. Al suono di little child dei beatles e poi del solito paganini – la campanella, si ripensa alla giornata, ultima sigaretta fuori in terrazzo.
The
E andare a venezia per incontrare scan, vedere la mostra di dalì che è una cosa incredibile, buttarsi come un pesce in tutte le avventure della laguna, una laurea in architettura da vedere e archiviare, prendere il gondolino per attraversare il canale, farsi svegliare dai carabinieri a casa (oh com’è bello dormire in una casa occupata), finire quattro cubini di seguito per poi dedicarsi in pace ad una sigaretta fumata fuori, fare il romantico gratuitamente, urlare cose incomprensibili nel noir, rifugiarsi in un angolo buio per una canna veloce, maledette siano le cartine corte a castello. Alla fine, tutto questo con il ginocchio ancora pericolante. A venezia ci si incontra anche per caso, ci si conosce tutti. E nella nebbia di venezia che ora si mostra con una spettrale bassa marea. C’è solo un quadro che fa piangere vinz, dopo tre ore di coda, ed è il sonno di dalì. Infatti una volta la sua strizzacervelli ne aveva portata una stampa, e ne avevano parlato per settimane. Bei discorsi. Ma trovarsi lì di fronte al quadro è qualcosa di insostenibile. Per i geni, e per vinz in particolare. Insomma tre giorni di paura, si viaggia di nuovo, ci si prende la multa sul vaporetto (proprio da fessi). E poi ritornare e finalmente mangiare qualcosa di decente, stare al calduccio, rivedere gli amici in town. End of the venice adventures, si ricomincia con altre novità bellissime.