Strani arrivi nella casa dei sogni
All'ora
del telegiornale della sera, vinz sta ascoltando don't let me down in pace nella casa dei sogni, dopo la scalata della Salita Impossibile, forse farà una doccia ma non ha voglia, ne avrebbe bisogno. Il telefono suona. Strano ma vero, l'uomo rumore dice di voler tornare a trieste, ché nella sua città dove si è fermato da qualche mese sta mettendo su una pancia incredibile. Non che nell'altra città ci sia così tanto movimento, si sa che gli studenti fuori sede non fanno un cazzo dall'alba all'alba seguente, e se fanno qualcosa lo fanno di nascosto. Nessuno verrà mai a piagnucolare di otto ore di lezione senza pausa caffè (tranne quelli in tesi, ma è raro). Insomma ritorna. Dopo che lui e vinz stavano in stanza assieme e assieme non hanno combinato nulla, se non una montagna altissima di feste e ritorni barcollanti. Sarà per quello che gli esami andavano bene: il ritmo era - ed è - costante. Torna in un'altra casa torna diverso, e torna con la sua yoko versione koala che non lo lascia un attimo, la donna rumore. Vedremo come sarà, e spero che non sia come quelle feste di classe dei cinquantenni, dove ci si ritrova calvi e con un matrimonio o peggio un divorzio alle spalle. Noi siamo un'altra cosa, non ci sarà niente di patetico. Un ciao e si comincerà. Si comincerà di nuovo, in grande stile. Anche solo per due giorni. Anche così. Sarà bello. Avevamo io il letto a sinistra lui a destra, ci svegliavamo insieme tardi, dalla mia parte un muro di disegni fatti col pennarello nero, dalla sua qualche pubblicità, la foglia di idina che per l'umido non seccava mai, la lavagnetta con gli insulti, una mappa per vedere in che angolo di mondo andare la sera. Pareti bianche. Foto di tutta la gente in comune. Scarpe a caso.
Wanna start again?
- Davvero ora inizi una nuova settmana? C'è davvero qualcosa di nuovo che sta per succedere oppure è sempre la solita routine che devi aspettarti, visto che non sei capace di inventare più nulla? E sì che non sei così avanti con gli anni, dovresti smetterla. Visto che ogni cosa che fai è la brutta copia di qualche cosa fatta senza fantasia.
Forse è il coraggio che ti manca, oppure la cocaina, che ne so.
Da domani hai la scelta di ogni settimana, di ogniminuto che inizia. Puoi lasciarti prendere dalle tue abitudini, dalla strada che fai sempre tutti i giorni con la stessa espressione in viso, o vuoi guardare le cose in modo nuovo, sentirti non dico speciale, ma almeno in vita maledizione. Tutta una finta, la tua. Vuoi lasciare le cose su un livello standard, come una tela dipinta a pastelli. Con i pastelli rotti. Sarà per non farti del male, ma così lasci tutto senza nemmeno vedere dove stai camminando, e mi stai calpestando i piedi - dissi, senza fermarmi nemmeno a guardare.
Thank Ya Splinda
(ovvero I am not a puccipucci-blogger)
Lasciando
stare il fatto che non si legge più il counter, con un ribassamento dell'autostima che oggi è anche lunedì, insomma un giorno buono sta cominciando con il mio maglione rosa nuovo nuovo, lasciamo proprio stare i colori e le figurine da manga dell'home page. Ma che razza di storia è, dobbiamo tutti metterci a fare i blog con lo stile manga? Perché? Dai cari splindas, ditemi perché. Dai, o tu che leggi, dimmi perché.
Io direi che non sono un blog puccipucci, con tutto il rispetto per il cugino che risiede ormai a dresda - e non si fa sentire, e un grazie a trenta. La grafica è rinnovata! Siamo tutti più freschi, essenziali e puliti, insomma siamo davvero bellissimi. Chiaro, basta non passare dalla home page.
Il film da buttare dell'anno
oppure Il film dell'anno da buttare
Non esistono solo film belli e meravigliosi. Ad esempio: così fan tutti è una cagata mirabolante e micidiale. Da dare fastidio a partire dallo stomaco, passando per la schiena, arrivando fino ai piedi. Dopo una serie di almeno dieci film imperdibili (tra cui love actually, con hugh grant nella parte del primo ministro inglese, e questo basti e avanzi), anche a vinz capita di vedere film del cazzo. Anche pet è d'accordo, dice che è l'ultima volta che dà retta alla grenga che si spaccia per cinefila. Almeno la giornata è stata favolosa, infinita.
Inizia veloce alle nove con la nonna che parla forte, e gli occhi di vinz in debito di ore dormite che si apono cattivi, già dal mattino. Poi un caffè con un genitore ed un caffè con l'altro, secondo la divisione dei compiti cui si è abituato da anni, e secondo la decisione di qualche giudice ed avvocato preso a caso. Spesa veloce, un pantalone nuovo bellissimo da sfoggiare ed un maglione rosa nuovo nuovo, fare innamorare le commesse uscendo dal camerino con le cose provate piegate come se non fossero state messe. E poi il turno del brother rumore, che nella città sta perdendo ogni slancio vitale. Bravo fratè.
Pranzo corri a vedere i film elettronici a gradisca con tutti, e veloci uscire con i quintali di cioccolata del chocofest: la cosa più bella che potessero inventare (cioccolata alla liquirizia included), il ritorno, uno spritz, un panino per cena, la partita di peo in cui l'eroe rimane tutto il tempo in panchina, a guarare quattro dementi che non sanno cosa stanno guardando ma urlano sulle gradinate: noi.
Era tutto così bello, perché un film così fastidioso? L'unica cosa bella è il personaggio che non capisce niente delle situazioni in cui si trova e chiede: cosa? quale? E tutto il resto è da buttare. Due ore da dimenticare. Va bene, oggi è domenica e si dorme. Come se di solito no.
Ah, tanto per dire, ci ho messo due ore per postare queste poche righe, grazie splinder
Three poems - and a reprise
# One [folk]
Ho veduto che potevo essere 
anche una rana
A saltare nei fossi
a saltare i fossi
tutta verde tinta acqua strana
Posso raccogliermi dove voglio e
prendere il pallone sotto i camion
prendere il pallone sotto la siepe
io so bene cosa sia essere rana
tutta verde e diventerò una rana
a saltare nei fossi, a saltare i fossi
# Two [electro]
Alla fine si sono rotti tutti gli equilibri
Si sono rotte le distanze
niente più da cercare
una strada da vendere
che porta in basso
ed un dolore cupo giù nella tempia
che ti scende fino dritto in fondo
le abitudini di anni interrotte
per un attimo di pace
che nemmeno in fondo si sfiora.
Che neppure durante una qualsiasi aurora.
Una rottura abissale d'inverno
come un nuovo rift dall'antartide all'artide
che ti scuote il cuore e lo rallenta
che se volesse fermarsi lo farebbe
o come tu volesti, di farlo continuare
lentamente.
# Three [unplugged in water]
Ormai sulla riva 
è rimasto poco da vedere
dèi da ammirare
o le onde del mare
calmo.
Senza disturbare troppo
guarda le rocce
e non si chiede chi sarà il più forte.
Guardando gli alberi lontani sa
cosa sia il guardare
sensato.
E da lontano ammirare e annusare
fanno la sensazone di una cascata
infinita, cui piano piano
arrivano tutti i pensieri.
# Three [reprise]
Anche pensando di essere più forte
in segreto,
sono più forti le rocce,
nei pensieri nascosti di grandezza
imitando il più forte deridendolo
come se fosse uno storpio.
Guardare non è sensato, annusare fa schifo.
Faster! Faster! Faster!
Succede
tutto in velocità disarmante, che nemmeno te ne accorgi, e non hai neppure la forza di ricordare quante cose possono succedere tra un pomeriggio di martedì e un pomeriggio, più o meno alla stessa ora, del giovedì della stessa settimana. Anzi, facciamo fino alle quattro di mattino tra mercoledì e giovedì, visto che da quell'ora fino al pomeriggio forse si dorme, si legge il giornale, si va svogliati a qualche lezione o qualcosa del genere, parimenti senza troppa importanza.
Succede tutto velocemente, e puoi accumulare nella memoria solamente una quantità piccola di cose importanti. Ma rimane impressa una cifra infinita di dettagli e di cazzate. Come la faccia che ha fatto quella, quando siamo entrati urlando nella stanza, come il filo della leatherjacket (il mio ormai glorioso giubbottodipelle) che si strappa mentre cerchi la trentesima sigaretta della giornata alle nove di sera, oppure i cazzotti veloci e precisi sulle spalle, in un fightclub improvvisato. Te ne ricordi quando guardi i lividi sulle braccia: ricostruisci la memoria, insomma.
Il centrocommerciale (the shopping mall, I guess)
Il famoso giulia sembra troppo grande e infinito se lo guardi quando la notte prima hai fatto davvero tardi, anche se hai visto centri grandissimi in altre terre lontane come la danimarca (e soprattutto il labirintico colombo, davanti allo stadio del glorioso benfica a lisbona), non riesci a stare in un negozio per più di cinque minuti, a guardare la cicipessa che prova un vestito e dire No, non è troppo lungo, ti sta bene addosso, con fare rassicurante.
Fammi un caffè, grazie
Che poi è la frase di sempre, con la solita voce roca che si porta dietro la fatica delle ventiquattrore prima. Arrivare in facoltà, salire al sesto piano in ascensore, accennare un saluto veloce con la testa ai colleghi studenti di traduzione e interpretazione che già si credono a bruxelles o a ginevra o che cazzo ne so io dove, arrancare fino al bancone e prendere finalmente il proprio pessimo caffè, sempre troppo zuccherato. Pagare una volta ogni tre il suddetto caffè, e andare via senza salutare nessuno, stavolta.
Il serial killer
Che ti porta via dopo una serata devastante con idina e spin, ti fa salire sulla sua grossa automobile di grossa cilindrata per andare a cercare l'ultimo, da un estremo della periferia triestina fino all'altro, per cercare l'ultimo ed un qualcosa da mangiare. Due ore di ricerca che portano alla casa dei sogni per la solita pasta al sugo delle quattro e mezzo del mattino, nella variante delle penne con peperoni.
Spostati da qui
Ovvero la ricerca della stabilità dell'umore dopo giorni eccentrici, vai a vedere la terra dell'abbondanza di wim wenders e ne esci felice e vuoi mangiare qualcosa, vai a casa della principessa e mangi ciò che odi di più dopo i carciofi, ovvero la pasta con i gamberetti non sgusciati. Ma se devi mangiare questo come primo ed unico pasto della giornata per arrivare alla grappa buonissima e per fermarti a dormire con la persona che preferisci da qualche mese a questa parte va bene, va più che bene.
La festa dei 18enni.
L'ultima volta che avevano fatto una festa là non c'era nemmeno posto per passare, c'erano tutti quelli che si conoscono e si vedono in giro, si spegnevano le sigarette per terra sotto la scarpa, soprattutto c'era tutta la musica indie da ballare. Stavolta sembra che tutto si sia spostato improvvisamente, la soglia d'età vertiginosamente ribassata, il numero delle bottiglie aumentato di colpo. Bene, siamo i padroni allora.
Faster!
Succede tutto in velocità esasperante, non sai dove ti fermerai a mangiare domani, non sai se domani sarà la stessa cosa, non sai dove sarai. Sai che hai la fortuna di avere un letto, di non essere stato toccato dal terremoto di cui ti ha informato la luci, sai che pet torna venerdì e che si potrà uscire insieme a lui e all'uomo rumore, sai tutto questo. Ci vuole ancora più velocità.
The train
Guardare fuori dal finestrino.
Si arriva in treno. Il treno, e tutti quelli che stavano attorno, ha sentito frasi tipo prendo quello dell'una! Andrà bene quello delle tre! Forse ci riesco alle cinque! E dopo la frase, un caffè, secondo il rituale, oppure due, come eccezione al rituale. Dopo il caffè, una sigaretta, come sempre. Alla fine il treno è stato quello delle sette, anzi alle otto meno un quarto perché era in ritardo. A tutti piace fare delle foto dal finestrino, ma è buio adesso, non si può. Al massimo si può leggere qualcosa, ascoltare qualche canzone, curiosare un poco nel libro di chi ti siede di fronte. Ma guardare fuori non si può, in questo viaggio infinito. Perché è buio là fuori.
The Machinist
Ci
sono dei film che devi vedere in condizioni perfette, con la giusta temperatura, la poltroncina morbida e rossa, con le persone giuste, sane, non psicopatiche, e tutto quello che si potrebbe dire delle condizioni perfette. L'uomo senza sonno (the machinist) è uno di questi. Se prima di vedere il film hai fumato tanto da sbagliare strada tre volte e da arrivare in autostrada, vorresti mangiare tanti popcorn quanti ce ne sono nello scatolone, vorresti che il film più dirompente e triste del mondo non finisse mai, insomma sarebbe un infinito e bellissimo trip.
Meraviglioso, con un milione di richiami che il regista si sarà sentito il più grande del mondo (vedi le scritte i'd rather go fishing), tutti dopo eravamo nel nostro pub a dire ma che bella quella scena e che bella quell'altra scena, e tutti a ridere come dei bambini, ma ricordo a te che stai leggendo che è uno dei film più pesanti della storia del cinema, con una musica che non si stacca da dentro, un filtro blu fastidioso, l'atmosfera folle e dissociata dal primo all'ultimo minuto. Ma noi ridiamo come matti, dopo il film, e soprattutto guidiamo pianissimo.
What became of the likely lads?
Si
arriva veloci n un posto sperduto, ché entrare nel centro della grande metropoli nordestina è impossibile. impossibile perché tutti si sono ricordati che tra un mese è natale e devono affollare le strade che vanno al centro. Bene quindi l'uomo rumore passa a prendere vinz e lo porta lontano. E dopo la cena veloce ed una veloce visione di nemo, si pensa ad organizzare la serata.
E tutti di corsa al paese di primo carnera, feat. la cicipessa e la piera e la donna rumore peo e pet e il grezzo e tanti altri di cui ci si è persi la momentanea memoria. E inizia una cover band dei queen, no! Rimane sul palco per due ore, no! Maledizione, che delusione. Ma i vostri eroi si trasformano in un attimo, diventano belli come il sole quando gli occupapalco decidono che due ore e spiccioli di concerto sono troppi e inizia la musica. vinz chiede quanto siamoo fighetti da uno a dieci? pet: dieci! Ed è vero, perché puoi sforzarti un sacco di ballare le canzoni che odiavi già ai tempi delle medie, ma se ti riesce naturale allora sei spacciato.
E poi si torna con i superstiti, saranno le quattro o poco più, fumando in macchina come se niente fosse. E si torna felici, eccome. Tanto tutte le cose che erano in testa se ne sono andate, cancellate. E poi è già domenica che ti buttano giù dal letto e non pensi a niente, no, forse vai a comprare il giornale e bevi un caffè e ti godi questa giornata di sole.
Il ritorno
(back to reality?)
Il ritorno
alla normalità è sempre una cosa che mi spinge a partire di nuovo, non riesco a stare fermo anche se a volte la sindrome (people with Asperger Syndrome have difficulties with transitions or changes and prefer sameness, they often have obsessive routines and may be preoccupied with a particular subject of interest) mi costringe a cercare la normalità che non vorrei.
Fai il normale, mi dicono spesso. E ci provo anche. Ma mi sembra una cosa lontana irraggiungibile. Specie se il sangue scorre veloce e lo sento passare dal centro fino alle periferie, caldo. Tutto corre veloce anche se si dorme molto. Anche se è inverno ormai. Bisogna rivedere tutti, bisogna stare allegri. Bisogna tornare a dipingere le cose come si vuole, subito.
Raging alcholic!
Il
viaggio è lungo, e vinz inizia sempre lì le sue avventure, che siano alcoliche oppure no, comunque con una sola "o". E questa lo è definitivamente, senza nessun dubbio e senza possibilità di appello. Già sul vagone chiede se può sedersi all'ignoto viaggiatore di fronte. Bella scelta, bella mossa. Un greco che sembra volergli dire qualcosa. Poi inizia a parlare con lui, ha trentacinque anni, vestito bene, un poco grassottello. Poi gli spiega la pronuncia del greco moderno, gli fa leggere il giornale H Kαθημερινη, si avvicina con un piede, gli dice che è intelligente, gli guarda le mani. Intanto vinz è nervoso come mai. Parlano, continuano a parlare della vita passata e futura, fino ad una stazione dall'arrivo del vostro eroe. Dove il simpatico greco scende, dopo avere chiesto e non ottenuto il numero di telefono. Scordatelo, honey.
Yes I know my enemies
They're the teachers who taught me to fight
Compromise, conformity, assimilation, submission
ignorance, hypocrisy, brutality, the elite
All of which are American dreams
Ciao scan, andiamo a casa ché il viaggio è stato lungo. Come sempre si arriva al tramonto, vediamo qualche calle, e si sapeva che gli occhi sarebbero rimasti imbambolati a guardare le persone ed il cielo, l'acqua da sopra i ponti. Subito a vasa che ci dobbiamo riposare, o almeno io devo. Ci siamo tutti, quando arriva pet che raggiunge tutti con la sua consueta compostezza.
Dobbiamo fare la spesa per il concerto jazz al morion, uno spritz veloce e qualcosa da mangiare che è sempre troppo poco, iniziare a mettere a posto tutto che arriva la xente, giocare a carte, appendere uno striscione al soffitto, candele accese, cena veloce tutti zitti e a pensare la prossima. Che poi sono curioso di come gli sia venuta di mangiare all'harry's bar. Comunque.
Sto all'entrata, vedo chi entra, leggo il mio desassossego come sempre in una pagina a caso, faccio pagare l'ingresso e poi i minimax iniziano. Bello. Si beve a poco, c'è un sacco di gente, pieno. Conoscenze nuove. Nel bagno c'è uno stampo che dice why do people love marginals? e mi sembra piuttosto vero, forse solo come nome di una band di rock'n'roll. E per dirla tutta, di rock'n'roll ce n'è molto, anche se il concerto è jazz.
Tutto è bello, conoscere persone nuove e farsi trascinare dalla serata. M troppo presto bisogna tornare, troppo presto inizia a girare tutto, la rabbia si fa sentire, le gambe camminano da sole, senza un senso, senza un limite al volume della voce. Perfetto, come volevo.
Everything in its right place
Tutto va bene e si sposta sulla fase del relax puro. Oggi vinz rivedrà venezia e le sue calli i suoi laboratori e centri sociali, la notte che tutto sembra illuminarsi da sotto, dall'acqua. Come tutti è innamorato della città e dei suoi movimenti segreti. Sa di non essere così originale in questo ma non se ne fa un problema (visto che non lo è), e cammina con il naso all'insù cercando di assaporare ogni attimo ed ogni barlume di questa meraviglia. Per lui, venezia è una terapia. Anche trieste, a dire il vero, ma quella è un'altra storia, visto che nella seconda ci vive e la deve affrontare tutti i giorni cercando di scoprire ogni giorno un mattoncino in più. Oramai è un grattacielo, è vero. E questo è quello che c'è sulla parete della camera, tre metri per uno. Qui ci sono film, e passi sulla strada, e qualche nuvola, che è il modo di vinz per dire che la vita sta andando avanti.
Hey, honey
Se
ci vuoi essere, puoi, che giornata favolosa, in cui c'è tutto dall'inizio alla fine. Mi piacciono queste cose, i giorni in cui sei felice di tutto e felice anche di camminare e di un momento di pausa. Iniziare con le poche ore dormite, le parole infinite, il primo brindisi alle undici di mattina, Ogni giorno dev'essere così, tra ida sil e elo cui piace cantare le canzoni fino al mantra, con la creazione di una fitta nebbia allo stesso tempo. Chiaro, la nebbia è un'altra storia, è vero. Erano rimasti due vassoi di torta salata e di torta dolce, ma dove passa la chimica non cresce più l'erba. E non si trovano più i vassoi. La cattiveria entra nel vivo. Ancora scene da ripresa in sedici:nove, ridere in faccia alle persone, salti e violenza gratuita.
Hey honey, take a walk on the wild side.
The Big Emperor keeps drinking
Tutto
in grande stile nella nuova città della bora. Importante è ricordare che c'è sempre qualcuno che parla spagnolo oppure português mentre vinz scrive. E oggi si scrive che è una bellezza, in mezzo a tutta la gente nell'aula di questa facoltà indecente. Intanto si scopre che questa settimana non c'è lo scipoero annunciato, e si ha qualche motivo per innervosirsi. Con tutto il diritto.
Quando si arriva e bisogna finire un papiro è un grandissimo lavoro, perché bisogna disegnare benissimo ed avere un certo stile, e usare un milione di parolacce anche se è solo il primo, dopo quattro anni e spiccioli di infruttuosa attività universitaria. Quindi per farsi venire le idee è necessaria una dose massiccia di lambrusco e tanta gente felice che faccia su qualcosa di felice.
Alla fine l'erborista mette l'alloro in testa, centodieci come al solito, e come al solito lode e bacio accademico. Non ci arriverai mai, vinz, ma non importa, tu sei felice così. Mangiare bere fumacchiare tutto vicino a casa, con gli occhi sorridenti di un lunedì di novembre, in questo anno pazzo.
Si dice vado un attimo a riposarmi, ma invece è la fatica piena di corse da un posto all'altro della città è un treno che corre corre e nessuno sa dove sta andando, che sicuramente domani sarà sereno ci saranno tante cose in meno da fare, magari si potrà suonare di più la guitar o forse vedere qualcuno, tra una canzone e l'altra, dopo il dj kicks di erlend øye.
Si continua come se niente fosse. Davvero è bellissimo rivedere chi non si vedeva da mesi, e ce ne sarebbero di persone da rivedere. Stare svegli fino a tardi quando tutti stanno chiudendo gli occhi, non pensare troppo a quanto distante sia la casa dove abiti. Mettere su i korn a volume esagerato mentre si passeggia la mattina, portando in mano quattro litri e mezzo di lambrusco. Bellissimo, e molto rock'n'roll. Per tutti.
Il megalomane
Qui
sto perdendo tempo, a quest'ora avrei già dovuto cambiare il mondo. Per me ci vuole poco, per una persona così piena di grandezza come sono io. Assolutamente. Ogni volta che mi guardo in uno specchio qualsiasi, vedo chi comanda e chi comanderà. Non mi piacciono le verità, piccole, grandi o nascoste, perché la verità sono io. Io la rappresento, io la porto scritta nel mio corpo. Al centro del mondo ci sono solo io. I miei amici mi rispecchiano. Sono tutto ciò che voglio da loro. Ma non capiscono, probabilmente. Dovrei essere io a comandare tutti, qui sto perdendo tempo. Io sono il più grande.
Super Sunday
post # 219
Un
giorno giusto, giusto per restare sul divano per guardare le partite. Uno di quei giorni, di quelle domeniche che vorresti solamente una cioccolata calda con panna, e prenderti il gusto di ordinare un caffè, anche se vorresti la ua cioccolata con panna che sogni anche di notte. È uno di quei giorni in cui non devi chiederti niente e soprattutto in cui non bisogna chiedere niente a nessuno. Ascoltre l'ultimo dj kicks uscito, rileggere per la cinquantesima volta la trilogia della città di k. come se fosse la prima volta, assaporarne ogni singola parola, cercare di non sbattere la testa sul muro - o almeno farlo senza che nessuno se ne accorga. Forse la colpa è del libro, forse del fatto che sia domenica, forse del fatto che, se qualcosa ha una leggera imperfezione, bisogna romperlo senza appello, buttarlo via con tutte le sue briciole. O forse cancellare, cancellare. Forse perché è tutto complicato e semplice al tempo stesso. Proprio per questo.
Everyday
Buona domenica a tutti, è una giornata di vento forte oggi, caffè e musica nuova.
Moltissime cose passano per la mente, quanto tempo sia passato in un soffio da un anno a questa parte, cosa scrivevo allora, ma oggi è sempre una giornata speciale. Ogni volta arriva qualcosa di strano per farmelo ricordare. Oggi il vento forte, che da queste parti non arriva sempre così. Ma oggi ha deciso che deve. Non è una domenica qualsiasi. Avevo in mente milioni di cose. Avevo in mente cose spettacolari per oggi, soprattutto cose da spedire, bellissime e superdecorate. Ma mi sembra troppo, ché non si può essere invadenti, eh. Un augurio con tutto l'affetto che posso.
Wake up in the morning
Mi sveglio. Dalla finestra si vede la casa di fronte. Qualche finestra è chiusa, altre sono aperte e tenute bene. Mi incuriosisce una finestra rossa, mi piace. Non mi piace guardare dentro le finestre, anche se ho appena visto la finestra sul cortile di hitchcock. Mi fermo alla superficie.
Ci sono dei muri che un tempo devono essere stati rosa, fanno contrasto con il cielo, si danno evidenza. Si apre una stradina accanto al palazzo, porta al giornalaio. Da qualche piano più in basso arriva il profumo del panificio, ad ogni ora. Sulla destra c'è una scalinata, dove spesso c'è qualcuno che si ferma a parlare. C'è luce in casa, we got the sun, c'è scritto sulla parete della cucina.
Libertà
sottotitolo > scene dalla manifestazione
Una manifestazione è qualcosa di bello, che muove la consapevolezza delle persone che partecipano. Libertà non è stare su un albero, diceva gaber, e spesso fare cortei e distribuire volantini non è molto più che mettersi a posto la propria coscienza. Sapere che ci sei e che ci fai, insomma, ma poco di più. Alla manifestazione si trova la classica gente da manifestazione, più qualche ricercatore, quelli che non stanno lavorando. Ma soprattutto, lasciamo perdere il fatto di cambiare qualcosa: belle parole.
Bellissime parole. Ieri ho sentito nell'ultima (in ordine di tempo): "da adesso in poi sapranno che dovranno fare i conti con tutta questa gente". Dopo cinque minuti scende un consigliere regionale dicendo "ehm, non abbiamo tutto questo peso noi". Insomma, per l'ennesima volta si vede come stanno le cose. Importante che tu ci sia, per te stesso. Riempi le strade con i cortei. Occupi. Mandi lettere. Sei felice con te stesso, con te stessa. Cambiato qualcosa?
sketchwork > project
In questi giorni ci sono tante cose belle. Ci
sono tante cose che è difficile anche solo immaginare. Ci sono tante strade su cui camminare quando soffia la bora e piove contemporaneamente: se hai l'ombrello si rompe, se non lo hai ti bagni. Non c'è via d'uscita in questa città, e forse mi piace per questo. Ci sono delle case con delle finestre sempre illuminate davanti a casa mia, ed altre dove non si alza mai nemmeno la serranda. Ci sono camminate per ritornare a casa alle tre di notte con le mie scarpe nere, forse loro sono instabili. Oppure non si capisce tutto questo barcollare notturno.
Le cose possono essere viste in modo semplice, come se ci fosse una linea sola. In altri momenti si vede invece la realtà, formata da un insieme di disegni sovrapposti, colorati con gli evidenziatori e con dei grossi contorni neri, dove alle volte i colori escono dai recinti. In casa il frigorifero offre del gorgonzola e pomodorini. Preparerò qualcosa.
In questi giorni ci sono tante cose belle, che se non scrivessi non potrei ricordarmi. Ci sono degli appunti che piano prendono la forma di progetto, ci sono dei pensieri volanti nella mente che diventano prima opinione, poi risolutezza, e poi azione senza nemmeno il tempo di accorgerti. Ci sono tante realtà che possono essere viste da punti diversi. Una manifestazione in piazza, megafoni come una volta, protestiamo. Il cielo diventa scuro così presto, è arrivato il freddo. C'è sempre qualcuno che chiama, un teatro dove andare ed un negroni. C'è tanto tempo, tanto tempo nuovo che si aprirà davanti. Tutto è luminoso.