vi.

domenica, novembre 15, 2009

il boccone più buono è il primo

Il boccone Shunt - by Paolopiù buono è la crema rubata con una ditata veloce dalla scodella durante la preparazione, una pizzicata dall'impasto, il primo assaggio del sugo.

Scrivere, sempre scrivere e scrivere con una canzone a caso di un disco di Caetano che segna la sera ed i trenta che aspettano dietro l'angolo, quei trenta denari per cui è stato venduto il cervello di un paese che ho lasciato per un poco, barattandolo con quei trenta soldi di qui sopra e per una Londra nuvolosa e coccolona, che ti tiene in casa e ti accompagna alle feste colme nei sotterranei della metropolitana di London Bridge ed è l'ultima serata e ti fidi di qualche spagnolo mai visto prima che ti versa del vodka orange dal gusto acido, ti ispira ad aprire le porte di teatri e musichine allegre, baciare la terra dove i Madness avevan iniziato quella camminata ritmata, avere in mano la birra amara, farsi portare in giro da questo vento che di nuovo è venuto a fare una visita, dopo il vento forte di Trieste, che ti ruba i cappelli e ti rompe gli ombrelli e ti fa nascondere al Naima, il vento della meravigliosa Lisboa, della costa scozzese e di Amsterdam, dove niente lo ferma.

Scrivere dell'Italia e scrivere di qualche ricordo invece fa increspare la pelle poiché insieme alla lingua se ne conserva un ricordo ricostruito che si avvicina ai Comizi d'amore che fa bello citare, dimenticando quanto avesse ragione, e quanta ragione abbia avuto per altri dieci anni dopo la morte e pure lui è finito macerato, sorpassato da nuove ideologie e mezzi di comunicazione, ritratto con gli occhiali grossi in piccole rappresentazioni dal significato sottilissimo.

Sembra di avere tutte le carte in tavola in questo gioco del quale le regole sembrano già tutte spiegate, sembra di avere tutte le carte in mano senza guardare o preoccuparsi troppo di quel che gli altri stanno per metter sul tavolo. Tre quadri in vetrina e qualche visita, qualche capo finanziario che si nasconde in babeliche frasi rispolverando il le faremo sapere, e gli inizi si fanno attendere come l'inaugurazione di una galleria, le giornate in casa a respirare l'aria di Londra da dentro, che fuori tanto si esce sempre e spesso, non si riesce a star fermi anche quando i conqui preparano il pranzo e la cena e le metropolitane sono ferme, gli inizi stanno cominciando, e sono il primo boccone, la parte più gustosa sempre.
postato da: vinz alle 15/11/2009 23:08 | post linkato | commenti
categorie: happy people
domenica, novembre 01, 2009

scrivo su di te

Nel frattempo in questi giorni londra si fa spazzare da un vento pesante e freddo e diventa tutta scura, direi, fumo di londra. scazzo a grandi livelli e pigrizia infinita, sigarette europee contro i marciapiedi duri e tozzi, colori colori in testa e al v&a, una dormita in piedi alla fermata di camden alle quattro di notte. Ci sono solamente tre modi per guardare in avanti. Uno è fottersene e pensare solo al presente come dicono i maestri di yoga, bere allegramente al contrario di quel che c'è scritto nella bibbia, o così almeno dicono alcuni perché io mi ricordavo che da acqua ci si trovava vino e viva iddio. Il secondo è ovviamente rintracciare le tracce nel passato per trovare la direzione verso cui muove tutto, e il terzo è sedersi sulla riva del fiume, e aspettare che passi il tuo cadavere di fronte.
postato da: vinz alle 01/11/2009 21:25 | post linkato | commenti
categorie: da lontano
martedì, ottobre 20, 2009

sigarette e balcone fino a mercoledi prossimo.

poi, sigarette e metropolitana

da mercoledì, ancora.

venezia mi accoglie assolata e riscaldante un po'.
in treno a gruppi, parlano ad alta voce e urlano di qualsiasi cosa. in qualche angolo, a due a due, si parlotta a voce molto più bassa, e qualcuno dice la parola fascismo.
postato da: vinz alle 20/10/2009 23:38 | post linkato | commenti (1)
categorie: happy people
venerdì, ottobre 09, 2009

avanti avanti in questo mondo saltino bacino bum bum*

non ti preoccupare e dai sistema tutto, dopo i due esami o qualcosa sia tu abbia da fare in questo anno multitentacolare, devi dare sui fianchi e sulle gambe, avere un carattere che fa bum ad ogni passo perche a nessuno interessano le nostre domande, quei duecento particolari che ci rendono diversi come diversi lo sono tutti. tra l'estetica e gli scatoloni ancora da spacchettare, tra i mille fogli ancora da firmare e le pratiche lasciate aperte in quattro nazioni diverse e ancora non troppo lontane tra loro.

A londra ci si sveglia bene che sembra ancora troppo presto e ci si sente sempre in anticipo al resto, e piove e tutto va tranquillo. Anche se praticamente dovevo combinare per prendere internet, le copie delle chiavi, il numero inglese e dico vado in centro, compro il liquido delle lenti, vedo un museo, vado a zonzo da green park a holborn a soho, trovo il caffè italia che qualche giornale aveva descritto, e poi a zonzo ancora, poi zonzo zonzo nel senso che mi perdo ma le metro son sempre li a portata di mano faccio per comprare un paio di libri e cazzo il bancomat, dov'è che senza son fottuto.

e allora ci ho messo un'ora e mezzo senza mappa e senza mamma con il suo senso di orientamento, per ritrovare il caffè italia, e loro dicono niente mica l'abbiamo trovato, e poi verso il museo un'altra ora, poi al negozio di telefoni dove avevo detto si si passo tra due minuti, e nella carta di credito mi chiedono il pin -ma chi  lo sa, e allora la tipa dice guarda se la inseriamo dal lato sbagliato c'e' il trucco e non ti chiede il pin e non ti preoccupare, me lo dice con sti occhi azzurri, e se me lo dici con quegli occhi compro pure il telefono da te

al museo invece sta guardia nerboruta mi dice guarda che devi bloccare la carta, e lo sai la mia ex olandese che aveva avuto un problema simile e le banche olandesi di solito fanno veloce, ma tu amico mio, meit, blocca la carta eh, si la blocco amico mio, ma dico si come dico si si dai tempi delle lezioni di latino dove dicevo seh a qualsiasi cosa e ancora non cambia sta cosa, e poi mi perdo un po, chiedo informazioni a una tipa che distribuisce volantini per una organizzazione di carità, una di quelle ragazze dagli occhi verdi del tipo mediorientale che mi ricorda un altro paio di occhi, ma quelli castani e inizia a massaggiarmi la mano, mentre mi dice ehm son un po terribile a dare indicazioni. sè, però, beamòna. Poi vediamo di mettere un paio di biglietti da visita da subito in queste cazzo di gallerie di soho. Piene per un anno. Stesso le mie palle. Però.

sè ma devo trovare il bancomat o guardare gli occhi.o tutte queste case di mattoni.

poi vado alla farmacia e blocco tutto il negozio, poi mi fermo a una metro a far la copia delle chiavi piu cara che ci sia, e torno a casa un po scazzatello, svuoto tutto e santo bancomat era li, innocente. Bene. Poi in un altro giorno mi prende uno sconosciuto e mi guarda con gli occhi così e dice bene ti offriamo il lavoro che avevi prima, solo che per più soldi. un pelin distante da casa ma un'ora di viaggio qui è la norma.
poi mi avventuro a camden con il vestito e la cravatta in mezzo a questi punk rifatti.

Ci sono tutte queste cose che la routine si mangerà, e anche io ricomincerò a mangiare o lavorare e dipingere e magari appendere i quadri e fare una vita normale di nuovo ma ora di nuovo, di nuovo al mondo, di nuovo nel rumore a testa bassa avanti avanti.

* ultimo pezzo del titolo dal ballo del pinguino (trad. pop. - credo, o almeno dalla sagra di sant'aguzzino
postato da: vinz alle 09/10/2009 10:49 | post linkato | commenti (4)
categorie: happy people
domenica, ottobre 04, 2009

London Calling - Calling London - e mi ha chiamato

Ciao Londra, qui tutto bene ma lo puoi vedere da te. Gli ultimi giorni di amsterdam hanno lasciato viva e intatta la voglia di partirrrr e hanno aggiunto un anticipo della nostalgia degli amici conquistati, delle gitarelle al mare che comunque ad ottobre niente, e della pedalata silenziosa al lavoro, e qualche rilassata compagnia del sabato mattina, mentre la citta si sveglia con la bocca impastata. Amsterdam mi ha messo un paio di scarpe nello zaino e la sicurezza che tutto si puo combinare e arrangiare, basta saperlo vedere, centrare e colpire.

Ciao Londra, mi son preso uno spazio nella tua zona nord ovest per sistemare i miei mille scatoloni di cianfrusaglie e per farmi raccontare un poco di te, di quel che sei diventata dopo che il tuo impero e' caduto ed e' stato rimpiazzato dalla cartapesta. Grazie al tuo forno e ai tuoi ingredienti ho potuto fare una lasagna gigante e croccante, saporita. I pomodori che ho pagato un sacco e che non sanno di niente venivano dall'Olanda, quindi non me la prendero con te troppo.
postato da: vinz alle 04/10/2009 11:30 | post linkato | commenti
categorie: adventure
venerdì, ottobre 02, 2009

dopo, prima, sempre

E dopo una gran cena con gli amici portoghesi, brasiliani, scozzesi, siculi e quant'altro, e dopo aver messo tutte le cose su un camion con l'aiuto di gente del paesino dove lavoravo in scozia. Dopo i pastelli e la tazza del te' degli amici al lavoro che eran tutti emozionati a vedermi partire, e dopo ore di pensieri e passi solitari in questa terra dolce dove il vento scivola, e' quasi ora di partire, ma vi racconto meglio molto presto.
postato da: vinz alle 02/10/2009 00:08 | post linkato | commenti
categorie: altre destinazioni



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